«I Confidi restino un riferimento,
la proposta della Lega
affossa le piccole imprese»

ECONOMIA - Duro intervento del presidente di Cna Macerata Giorgio Ligliani: «Inaccettabile l’ipotesi dell'affidamento esclusivo al Fondo Centrale di Garanzia di tutte le operazioni di credito alle imprese previste dal decreto Cura Italia, i nostri imprenditori hanno bisogno di liquidità adesso e non fra un mese»
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Giorgio-Ligliani_Foto-LB

Giorgio Ligliani, presidente Cna Macerata

 

«Nella migliore delle ipotesi non sanno quello che fanno», così commenta il presidente Cna Macerata
Giorgi Ligliani la proposta di legge avanzata dal consigliere regionale leghista Mirco Carloni «che prevede l’affidamento esclusivo al Fondo Centrale di Garanzia, ente nazionale, di tutte le operazioni afferenti il credito alle imprese previste dal decreto Cura Italia. Questo comprometterebbe l’accesso al credito per tutte le piccole e medie imprese che difficilmente riusciranno ad accedevi. Lasciamo il Fondo Centrale per le grandi imprese che si possono permettere le consulenze e le lobby necessarie, che hanno maggiore elasticità per i tempi di attesa e necessità di risorse ben maggiori, ma che siano i Confidi locali a far da riferimento per i piccoli imprenditori». Ligliani inquadra la proposta nella situazione attuale: «In un momento così drammatico come quello che stiamo attraversando, dove migliaia di imprese solo nel nostro territorio maceratese reclamano con estrema urgenza liquidità, non è possibile accettare un provvedimento che complica l’accesso al credito anziché agevolarlo. È bene ricordate che i Confidi regionali spesso forniscono essi stessi liquidità alle imprese in momentanea difficoltà, andrebbero perciò rafforzati e non affossati. Sostituirli con il Fondo Centrale di Garanzia, inoltre, sbilancerebbe ancora di più i rapporti tra imprese e credito in favore delle banche, già fin troppo prudenti nell’erogazione di liquidità». Infine, la raccomandazione dell’Associazione di categoria maceratese: «Come Cna abbiamo sempre avuto cura di confrontarci con tutte le parti politiche e vorremmo spiegare oggi le nostre ragioni ai consiglieri regionali che magari non hanno valutato bene la portata della proposta. Occorre però un intervento nella direzione opposta, come hanno già fatto Toscana e Veneto, per rafforzare il ruolo dei Confidi regionali dotandoli degli stessi strumenti assegnati dal Cura Italia al Fondo Centrale di Garanzia. Confidiamo in una scelta da parte della Giunta regionale marchigiana che vada in tale direzione e nei tempi più rapidi possibili; i nostri imprenditori hanno bisogno di liquidità adesso e non fra un mese».

«Depotenziare i Confidi, una mazzata per le piccole imprese»

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