Fondo d’emergenza Marche, FdI:
«Misura insufficiente»

ECONOMIA - La capogruppo in Regione Elena Leonarda critica il provvedimento approvato ieri dall'Assemblea legislativa: «Come già fatto dal governo, anche qui l'unica risposta data al settore economico è quella di aiutarlo ad indebitarsi»
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Elena Leonardi, capogruppo di Fratelli d’Italia

 

«Una misura non sufficiente per i bisogni delle imprese e dei professionisti marchigiani che stanno affrontando duramente l’emergenza Covid19 La Regione Marche ripete quello che ha fatto il Governo, licenziando un provvedimento che mette a disposizione delle imprese, tramite i Confidi, un fondo di circa 4,5 milioni di euro di garanzie per avere prestiti a tasso agevolato e abbattere gli interessi sui mutui. Anche nelle Marche l’unica risposta che è stata data al settore economico è quella di aiutarlo ad indebitarsi». Sono le parole del capogruppo di Fratelli d’Italia, Elena Leonardi, in merito alle misure erogate ieri dal consiglio regionale.  «Quello che serve oggi è la creazione di un fondo che possa erogare risorse a fondo perduto, perché molte imprese rischiano seriamente di non riuscire a tirare su la saracinesca una volta passata questa situazione drammatica – aggiunge Leonardi  – Quello marchigiano è uno scenario formato da tante piccole e medie o piccolissime imprese: se non interveniamo adesso, se non pensiamo a misure in grado di intercettare la reale necessità, avremo perso delle componenti vitali della nostra struttura socio economica creando un danno irreparabile. Quello che serve oggi alle nostre imprese è liquidità, una boccata d’ossigeno che gli consenta di sopravvivere, e non l’ennesimo aiuto ad indebitarsi. È evidente che molte realtà non avranno la possibilità e la volontà di accedere a nuovi crediti, soprattutto in questo momento drammatico. Da settimane come Fratelli d’Italia avevamo avanzato alcune proposte che potessero andare in questa direzione. Snellimento burocratico, perché il fattore tempo è dirimente per salvare tante famiglie. Sospensione dei tributi regionali almeno fino a settembre. Una revisione seria, puntuale, concreta dei fondi europei non impiegati da parte della Regione Marche (Por Fesr, Fondo sociale europeo, Fondi Europei investimenti strategici e Fondi Sie). La revisione completa dei fondi ordinari del bilancio regionale e una riprogrammazione delle risorse per rispondere alle esigenze dell’emergenza Coronavirus. Uno dei settori attualmente più a rischio è quello del turismo, con una stagionalità compromessa e l’azzeramento delle prenotazioni che non permettono il pagamento di costi fissi, in molti si troveranno a dover scegliere se non aprire per niente e saltare totalmente il 2020. Anche questo – conclude il capogruppo Fdi – è un settore a cui la Regione dovrà guardare con attenzione. Ho sostenuto, come fatto sin dall’inizio di questa vicenda, un diverso approccio nel coinvolgimento di tutte le componenti del consiglio regionale, al fine di avere una vera condivisione delle proposte e di idee per il rilancio della nostra regione, a differenza di quanto successo sinora per la gestione dell’emergenza sanitaria. Il tempo e la possibilità di ragionare insieme possono essere un valore aggiunto per affrontare l’emergenza».

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