Boom di ammortizzatori sociali
«Nelle Marche richieste da 26mila imprese»

COVID-19, LAVORO - Il segretario regionale della Cgil Giuseppe Santarelli: «Le domande crescono di giorno in giorno e stanno toccando numeri mai visti finora. Interessanti oltre il 70% dei lavoratori dipendenti, nessuno deve essere lasciato indietro»
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Giuseppe Santarelli

 

«Nelle Marche, le richieste di utilizzo degli ammortizzatori previsti dal Governo e dai Fondi Bilateriali per fronteggiare l’emergenza Covid-19 crescono di giorno in giorno e stanno toccando numeri mai visti finora. Sono oltre 15mila le imprese che hanno fatto richiesta di Cigo e Fis, 7mila quelle artigiane che hanno richiesto l’assegno ordinario ad Fsba (artigiani) e più di 4mila in soli due giorni le imprese che hanno presentato domanda di Cassa in Deroga». E’ quanto comunica la Cgil Marche, che specifica come questa sia una situazione che interesserà più del 70% dei lavoratori dipendenti della nostra regione, con evidenti ricadute negative sull’economia. «In questo momento ci facciamo carico delle forti preoccupazioni che giungono dai lavoratori e dai precari delle Marche – dichiara Giuseppe Santarelli, segretario regionale Cgil – la principale è quella sulla celerità nei pagamenti. Infatti, il Presidente del Consiglio ha garantito pagamenti a tutti entro il 15 aprile ma ad oggi esprimiamo forti perplessità sulla praticabilità di questa promessa». La Cgil chiede, quindi, «all’Inps e alla Regione di velocizzare al massimo le procedure e di attivare tutti gli strumenti per fronteggiare questa situazione di grande emergenza». Per Santarelli «l’altra questione molto importante è legata alla preoccupazione per le risorse e per la tenuta del sistema. Il Governo – aggiunge – deve garantire certezze nel finanziamento dei fondi bilaterali che, in questo momento, stanno terminando tutte le risorse in cassa e sbloccare immediatamente le disponibilità residue della Cig in deroga che la nostra regione non aveva utilizzato negli anni scorsi, pari a 27milioni di euro. Nessuno deve essere lasciato indietro in questo momento. Per esempio, i lavoratori domestici che non hanno nessuna copertura, gli autonomi occasionali e i tanti che hanno terminato la Naspi o che la termineranno nelle prossime settimane e che non hanno nessuna possibilità, in questa situazione, di trovare lavoro. Infine alle imprese industriali e più strutturate – conclude Santarelli – chiediamo di fare la loro parte ed anticipare la Cigo per evitare che questa situazione sia scaricata sui lavoratori».

 

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