«Una boccata d’ossigeno»,
«un primo passo», «no troppo poco»
Le reazioni dei sindaci al decreto Conte

NUOVO DCPM - Ecco cosa pensano primi cittadini Fabrizio Ciarapica (Civitanova), Giuseppe Pezzanesi (Tolentino) e Andrea Gentili (Monte San Giusto) delle misure varate dal Governo per i Comuni
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di Federica Nardi

«È un primo passo», «veramente poco», «una boccata d’ossigeno». Sindaco che vai, reazione che trovi al decreto del premier Giuseppe Conte che anticipa 4,3 miliardi di euro del Fondo di solidarietà ai Comuni alle prese con l’emergenza covid. E anche 400 milioni che serviranno agli enti locali per aiutare le famiglie in difficoltà con i buoni spesa. Situazioni che, purtroppo, con la crisi del lavoro stanno aumentando anche in provincia.

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Il sindaco Fabrizio Ciarapica

Il primo a commentare appena annunciato il decreto è stato Fabrizio Ciarapica, sindaco di Civitanova dell’area di centrodestra. La sua è una posizione molto critica. «Ho seguito con attenzione la conferenza stampa del presidente Conte nella quale ha parlato delle risorse che arriveranno ai Comuni per sostenere i cittadini in difficoltà. È stato annunciato che anticiperanno – sottolinea – (e non daranno in più) ai comuni 4,3 miliardi di euro, soldi del fondo di solidarietà che lo stato versa già ogni anno ai comuni e che utilizza per garantire servizi. Inoltre sono stati stanziati 400milioni di euro da dividersi tra tutti i comuni italiani per buoni spesa da dare alle persone in difficoltà. Per ora mi pare veramente poco per permettere a noi sindaci di aiutare la nostra gente, di fronteggiare un’emergenza come quella che stiamo vivendo. Comunque per conoscere quante risorse spetteranno al nostro comune aspetto gli sviluppi che ci saranno nei prossimi giorni».

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Il sindaco Giuseppe Pezzanesi

A Tolentino invece Giuseppe Pezzanesi, sempre del centrodestra, vede il bicchiere mezzo pieno, anche se per lui la delusione più grande arriva dall’Europa. «È un primo passo. Un qualcosa che, per il momento, è importante. Perché va immediatamente a sanare alcune situazioni di gravissimo disagio. Poi però servono soldi veri. Queste sono partite di giro che lo stato dà ai Comuni con accordi istituzionali. I soldi veri sono pochi tanto che si chiedono all’Europa che non li scuce. Se si vuole che i Comuni riescano ad amministrare – ribadisce Pezzanesi a Cronache Maceratesi -, servono soldi veri». Pezzanesi fotografa la situazione nel suo comune. «Riceviamo dalle 100 alle 250 chiamate al giorno. Molti di loro sono già famiglie che non ce la fanno. Abbiamo circa 200 famiglie al collasso. Tra di loro ne assistiamo anche una quarantina nei container. Bisogna intervenire in tanti modi, anche psicologico, non solo economico. Stiamo facendo molto di più di quello che si poteva immaginare. Arriviamo stanchi a notte fonda ma lo facciamo con amore per il nostro paese, i proclami li lasciamo agli altri». Al di là dell’emergenza contingente per Pezzanesi «andrà fatta una grande riflessione sull’efficacia dell’Europa, sul rispetto che ha verso l’Italia e su quanto ci convenga rimanerci. Ora i nostri governanti puntino i piedi. Lo stesso Draghi dice cose molto interessanti ma Draghi non c’è. Devono fare quelli che ci sono. Se non interveniamo subito si rischia la guerriglia. Il coronavirus ci farà soffrire ancora per un po’, la situazione è traumatica se non addirittura pericolosa. Sono sempre quelli che hanno qualcosa da rimettere che pagano in Europa, i forti spadroneggiano. In una famiglia tra fratelli se ce n’è uno più debole lo si aiuta, invece qui lo si affossa. Tanto vale prenderne atto, lo dico con molto dispiacere perché sono convinto che l’Europa sia una grande casa, anche a livello economico e culturale».

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Il sindaco Andrea Gentili

Per Andrea Gentili, sindaco di centrosinistra di Monte San Giusto «il decreto è positivo. È una boccata d’ossigeno perché con questa emergenza, che purtroppo credo andrà ancora per le lunghe, ci voleva una scelta per far fronte a questo blocco. C’è chi dice che è poco, per me è un’attenzione importante e un qualcosa che ci deve stare. Non sono tante risorse ma sono un segnale importante. Una buona cosa il lavoro fatto dal governo in collaborazione con l’Anci, e una buona scelta quella di dare le risorse in mano ai sindaci, che conoscono chi veramente ha bisogno. Al Coc già qualcuno chiede un aiuto. Ad esempio, con il discorso che non si può andare a fare spesa fuori dal territorio, chi la faceva al discount ora a volte non può permettersela. Arrivare adesso a dare queste risorse è una boccata d’ossigeno enorme. Noi enti locali che, come ci ha definito Conte, siamo le sentinelle del territorio, avremo strumenti per agire e far fronte all’emergenza, economica e psicologica, perché le famiglie hanno bisogno di far fronte al quotidiano».

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