Camerino Covid-Hospital, Acquaroli:
«Dopo l’emergenza vanno restituiti i servizi»

SANITA' - Il candidato di Fratelli d'Italia alle Regionali: «Infelice la scelta di destituire il presidio montano, è il messaggio più brutto da dare ad un territorio già penalizzato dal terremoto». Il capogruppo in Consiglio, Elena Leonardi: «Deve esserci la certezza della ripresa di tutte le normali attività e prevedere già da ora la possibilità di un potenziamento»
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Francesco Acquaroli

 

«Al di fuori delle considerazioni di natura tecnica sulla scelta di riconvertire l’ospedale di Camerino in presidio di riferimento provinciale per il Coronavirus, che comunque andranno spiegate con chiarezza alla popolazione, ritengo che la scelta di destituire il presidio montano sia quantomeno infelice. Ritengo che sia il messaggio più brutto che oggi le istituzioni possano dare ad un territorio già penalizzato dal terremoto e fortemente in crisi: privarlo di tutti i servizi è un pessimo segnale». È quanto dichiara il deputato Francesco Acquaroli, candidato di Fratelli d’Italia alla Presidenza della Regione Marche. «L’ospedale di Camerino è punto di riferimento di un importante comprensorio, sorge nel cuore del vero cratere sismico ed è a servizio di una popolazione già in difficoltà – sottolinea – Pur comprendendo le necessità di individuare un presidio di riferimento per il Coronavirus, credo sia inopportuno che questa struttura possa essere asservita ad un’altra emergenza, che va ad aggiungersi a quella già in essere dal 2016 ad oggi. Certamente, una volta conclusa l’emergenza Covid-19, non dovrà essere neanche lontanamente in discussione la restituzione di tutti i servizi ad oggi presenti all’ospedale di Camerino e già da ora andrebbero messe in essere delle garanzie concrete per questo presidio, in termini economici e di destinazione d’uso – conclude Acquaroli -. Mi sento di dare voce alla forte preoccupazione espressa dai territori e dai tanti sindaci, che ancora una volta dimostrano solidarietà e sollecitudine ma non meritano un ulteriore affronto da parte delle istituzioni».

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Elena Leonardi

Elena Leonardi, capogruppo in Regione di Fratelli d’Italia e vicepresidente della commissione sanità, annuncia di aver formalizzato questa mattina, tramite una lettera, al presidente Ceriscioli «le istanze del territorio montano che in queste ore sta affrontando la decisione di riconvertire l’ospedale di Camerino in punto di riferimento provinciale per il Covid-19. Ho chiesto alla Giunta regionale che nel prendere questa decisione dia contemporaneamente delle reali garanzie per il futuro della struttura una volta terminata la fase critica, con la certezza della ripresa di tutte le normali attività oggi in essere nel presidio e di prevedere già da ora la possibilità di un potenziamento. A tal fine sarebbe opportuno indicare fondi economici accantonati a garanzia concreta per l’ospedale di Camerino». Leonardi dichiara di aver chiesto «un potenziamento dei servizi territoriali anche di assistenza domiciliare per la popolazione coinvolta da tale riorganizzazione del Sistema Sanitario Regionale, tenuto conto dell’elevata percentuale di persone anziane e delle difficoltà orografiche del territorio già fortemente colpito dal sisma, valutando il possibile potenziamento della presenza dei medici di medicina generale ed un supporto alle associazioni di mutua assistenza, ai comitati di Cri impegnati nel supporto alla popolazione e garantire un efficiente sistema di trasporto di chi deve effettuare prestazioni sanitarie negli altri nosocomi dopo la trasformazione di quello camerte. Non da ultimo – ha concluso Elena Leonardi – il ruolo della comunicazione e dell’informazione sulla riorganizzazione sanitaria in atto per l’emergenza Covid-19 sarà essenziale sia per informare tutti coloro che avevano in questi giorni già programmate delle prestazioni all’ospedale di Camerino che per chi dovesse trovarsi a dover ricorrere a prestazioni sanitarie non avendo ancora consapevolezza dell’avvenuta trasformazione dell’ospedale. Non possiamo dimenticare infatti che la zona dell’entroterra, che oggi viene caricata di un ulteriore aggravio, stia lottando da tre anni con il terremoto e l’incertezza per il futuro».

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