Smart working negli uffici pubblici,
Cisl: «Va fatta una riorganizzazione
per renderlo subito operativo»

CORONAVIRUS - Il sindacato, vista l'ordinanza del ministro Dadone, ha scritto agli enti del Maceratese per sollecitare soluzioni per dare il via al lavoro a distanza
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Alessandro Moretti

 

Il ministro per la Funzione pubblica Dadone ha emesso una ordinanza che rende obbligatorio il passaggio dalla sperimentazione all’obbligo di attuare il sistema di lavorare nelle pubbliche amministrazioni adeguandosi al lavoro agile o smart working. «La Cisl Fp Macerata – dice il responsabile provinciale Alessandro Moretti -, richiamando anche la sollecitazione recapitata a tutti gli enti del Comparto funzioni locali già il 24 febbraio scorso, ha intimato nuovamente, anche ai ministeri ed enti pubblici non economici con sedi nel Maceratese, di adottare una riorganizzazione del lavoro e soluzioni finalizzate a rendere immediatamente possibile il lavoro a distanza. Mediante l’utilizzo di cloud per agevolare l’accesso ai dati e documenti da parte dei dipendenti, il ricorso a videoconferenze in sostituzione delle riunioni, l’autorizzazione all’utilizzo da parte dei dipendenti delle proprie dotazioni informatiche purchè siano garantite la sicurezza e riservatezza delle reti e dei dati, l’adeguamento dei sistemi di controllo da remoto e della misurazione delle performances. Nella circolare sono previste inoltre sanzioni per quei dirigenti che non adeguano gli uffici ai principi sanciti dal ministro, ma, conclude Moretti «conosciamo i dirigenti del nostro territorio, la loro preparazione ed abnegazione e pertanto la Cisl è sicura che, soprattutto in questo momento di crisi nazionale, ognuno farà la propria parte senza remore alcune. E comunque manteniamo alta l’attenzione con una verifica degli adeguamenti – come ad esempio avvenuto all’Unione Monti azzurri di San Ginesio in primis, ma poi anche all’Università di Macerata o alla Provincia e in ogni realtà lavorativa -, che sarà costante ed inflessibile».

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