Primarie, centrosinistra diviso sulle regole:
Socialisti e Italia Viva si siedono al tavolo
Anche il centrodestra bussa all’Udc

MACERATA 2020 - Riunione delle forze dell'attuale maggioranza: l'idea del Pd di un turno unico con soglia al 30% non convince tutti. Si cerca il compromesso, decisione posticipata di due settimane. Nodo centristi, il segretario regionale Antonio Pettinari cosa farà?
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Massimiliano Bianchini (Pensare Macerata) Stefano, Di Pietro (Pd) e Francesco, Baldantoni (La Città di tutti). Al tavolo si sono aggiunti Italia Viva e Socialisti Italiani

 

Centrosinistra ancora alle prese con il regolamento delle primarie: il Pd ha proposto agli alleati una bozza proponendo il turno unico con soglia del 30%. Contrarie le civiche Macerata bene Comune (che potrebbe candidare la vice sindaca Stefania Monteverde) e La Città di tutti (possibile candidato Luciano Pantanetti, presidente del Consiglio comunale): l’accordo si potrebbe trovare nel mezzo, alzando l’asticella al 40%. Alla riunione di maggioranza di ieri sera erano presenti anche due nuove forze: Italia Viva (rappresentata dal consigliere Ulderico Orazi) e i Socialisti italiani (con l’avvocato Francesco Mantella). Assente invece l’Udc che non parteciperà alle primarie di centrosinistra. Alla porta del presidente della Provincia Antonio Pettinari, deus ex machina dei centristi, ha bussato anche qualcuno del centrodestra. Ancora in alto mare sulla scelta del candidato sindaco, tanto che anche da questa parte della barricata si è iniziato a parlare di primarie. La posizione dell’Udc è inevitabilmente legata al tavolo delle Regionali e alla linea nazionale che per ora ha escluso alleanze con il centrosinistra, anche se a Macerata qualcuno (come il decano dei consiglieri Ivano Tacconi) sembrerebbe orientato a rimanere con l’attuale maggioranza.

Ivano Tacconi (Udc), decano del Consiglio comunale

Presenti alla riunione di maggioranza anche il segretario cittadino del Pd Stefano Di Pietro accompagnato da due membri del direttivo (Paolo Serafini e Renato Pasqualetti), Francesco Baldantoni e Marco Menchi della civica La Città di tutti, Paola Medori (Macerata Bene Comune) e Massimiliano Banchini (Pensare Macerata). Di sicuro il Pd è determinato a chiudere la partita del turno unico e il compromesso si potrebbe trovare alzando la soglia al 40. Per decidere è stata convocata una nuova riunione di maggioranza tra due settimane. Le primarie si terranno il 2 febbraio e la presentazione delle candidature è stata posticipata a dopo l’Epifania. Il direttivo del Pd ha deciso che non ci potranno essere più di due candidati all’interno del partito: uno è ormai certo, l’assessore ai lavori pubblici Narciso Ricotta; per l’altro – se ci sarà – i nomi sono sempre quelli del segretario cittadino Stefano Di Pietro e del giovane avvocato Andrea Perticarari. Tra le possibili candidature c’è anche quella di Romeo Renis che ha lanciato il Laboratorio di idee “Macerata la nostra città”.

(m. z. )

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