«Basta con lo Scientifico su più sedi:
chiediamo di averne una unica»
MACERATA - Il collegio docenti parla di una situazione che va avanti da 25 anni e che rischia di peggiorare con i lavori. Le richieste alla Provincia: «Si avvii un percorso per individuarla»

La preside Roberta Ciampechini
«Urgente individuare una sede unica per il liceo Galilei di Macerata». Lo chiedono collegio docenti, consiglio d’istituto e personale Ata dello Scientifico che sottolineano come da 25 anni il liceo vive su più sedi e ora con l’avvio dei lavori ci sarà una frammentazione in tre sedi. Secondo chi vive il liceo la situazione è «ormai insostenibile» e non si può rinviare una scelta.
«Da oltre venticinque anni il nostro istituto opera su sedi distinte. Questa frammentazione logistica non rappresenta un inconveniente temporaneo, ma una condizione strutturale che incide in modo significativo e misurabile sulla qualità dell’offerta formativa, sull’efficienza organizzativa e sulla coesione della comunità scolastica. La divisione tra sedi comporta conseguenze concrete: difficoltà nella programmazione didattica trasversale, impossibilità di condividere i laboratori scientifici in modo efficiente, disagi quotidiani per i docenti chiamati a spostarsi, per gli studenti che vedono ridotte le opportunità di un’esperienza scolastica unitaria, per le famiglie e per il personale Ata, gravato da compiti organizzativi aggiuntivi.

Il liceo Scientifico
Operare in questa condizione richiede al corpo docente uno sforzo organizzativo molto gravoso solo per mantenere standard qualitativi che in una sede unica sarebbero garantiti con maggiore efficienza; la situazione di frammentazione delle sedi in alcuni casi costringe, inoltre, a rinunciare ad attività, iniziative e proposte formative che gli studenti hanno diritto a ricevere. A questa situazione già critica si aggiunge ora un’altra aggravante: i lavori di ristrutturazione previsti comporteranno la frammentazione del Liceo su tre sedi, con i relativi traslochi di aule, attrezzature e laboratori scientifici e informatici».
Secondo il Collegio docenti: «Si tratta di operazioni che hanno un elevato costo economico a carico della spesa pubblica e che andrebbero evitate o comunque ridotte al minimo attraverso una pianificazione seria e lungimirante. Ciò che ci preoccupa maggiormente, tuttavia, non è soltanto la fase transitoria. Le informazioni in nostro possesso non ci consentono di escludere che, al termine dei lavori, la situazione di divisione su più sedi rimanga invariata. È inaccettabile».
Infine le richieste alla Provincia: «Un impegno formale e pubblico affinché, con massima tempestività, si avvii concretamente il percorso verso l’individuazione di una sede unica per il nostro Istituto. Secondo: l’avvio immediato di un’istruttoria tecnica e amministrativa da parte degli Uffici provinciali competenti per l’identificazione della soluzione logistica adeguata, con una comunicazione trasparente alle parti interessate sullo stato di avanzamento del processo. Terzo, la garanzia che ogni decisione relativa alla sistemazione definitiva dell’Istituto venga assunta dopo un opportuno confronto con il Dirigente Scolastico e gli Organi collegiali. Chiediamo all’unanimità una sede unica che garantisca il pieno diritto allo studio di studenti e studentesse e migliori condizioni di lavoro per il personale tutto, anche per il futuro di questo Istituto. La situazione attuale è al limite della sostenibilità e riteniamo che l’amministrazione provinciale abbia la responsabilità istituzionale di affrontarla con la necessaria risolutezza».