BdM, i sindaci scendono in campo
Carancini: “Ecco le nostre condizioni”

Dopo l'incontro con i presidenti delle tre Fondazioni, il primo cittadino di Macerata si dice fiducioso. "Necessario un aumento di capitale tra i 250 e i 300 milioni di euro e una governance credibile per tutto il territorio"
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Il sindaco Carancini con il presidente della Fondazione Carima Franco Gazzani e con l’ex presidente di Bdm Lauro Costa (foto d’archivio)

Fondazioni bancarie e primi cittadini uniti nel segno della ricapitalizzazione, ma evitando le bordate speculative. Due ore di confronto – quello di ieri pomeriggio – tra i sindaci di Pesaro, Jesi, Macerata e Senigallia – Luca Ceriscioli, Massimo Bacci, Romano Carancini, e Maurizio Mangialardi – e i tre presidenti che hanno in mano la maggioranza della banca. “E’ stato un incontro molto utile, franco e diretto – spiega il sindaco di Macerata, Romano Carancini – Ho posto sul tavolo tre temi pirncipali, condivisi dagli altri sindaci. In primis abbiamo chiesto alle Fondazioni di uscire con un messaggio chiaro di coesione per restituire fiducia al mercato e convincerlo, così, da sottoscrivere la ricapitalizzazione con un aumento di capitale molto rilevante, tra i 250 e i 300 milioni di euro.  Secondo: “Le Fondazioni devono rappresentare la forza del piano industriale, sempre per incoraggiare il mercato. Era presente anche il direttore generale Goffi che ha spiegato che questo è un piano industrilae forte”.  Terzo: “Una governance credibile, perché i piani industriali corrono sulle gambe delle persone e abbiamo bisogno di un presidente e di un vice-presidente credibili per tutto il territorio e non solo per le istituzioni”. E c’è anche un quarto punto, che vale un impegno: “Se si verificheranno queste tre condizioni noi sindaci saremo ambasciatori di questa banca che nessuno vuole perdere”.

E come hanno risposto le Fondazioni? “In maniera positiva, sono apparse unite. Ora aspettiamo come si muoveranno. Noi sindaci siamo pronti a metterci la faccia e a far capire alla gente che dramma sarebbe per il territorio se la banca venisse conquistata dall’esterno”.

(redazione CM)

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