Naufraga il “porto Dubai”
Stop definitivo dal Consiglio di Stato
CIVITANOVA - Respinto il ricorso della Eurobuilding: legittima la decisione del Comune di dichiarare irricevibile la proposta di concessione demaniale novantennale per la maxi-lottizzazione nell’area portuale. Nella sentenza i giudici infatti chiariscono che le aree interessate non riguardavano solo la parte diportistica, ma anche altre zone non ricadenti nel piano portuale

Un rendering del progetto Dubai per il porto presentato da Eurobuilding
di Laura Boccanera
Il Consiglio di Stato boccia il ricorso presentato dalla società Eurobuilding contro il comune di Civitanova. Confermata la legittimità dell’operato dell’Ente che aveva ritenuto, con decisione del consiglio comunale, irricevibile la proposta della società che chiedeva la concessione demaniale sull’area portuale per 90 anni.
La vicenda prende avvio nel 2021 e viene ribattezzata da Cronache Maceratesi come “porto Dubai” per l’elevata cubatura ed edificazione che si sarebbe portata all’interno dell’area portuale della città con strutture abitative e ricettive, grattacieli. Un totale di 300mila metri quadrati di edificazione nello specchio acqueo e 200 mila metri quadrati di superficie a terra per realizzare una decina di palazzi a 8 piani tra residenze e alberghi. Eurobuilding chiedeva una concessione a 90 anni per l’edificazione delle strutture e attività legate alla nautica e alla diportistica.

Un rendering del progetto Dubai
Il progetto venne alla luce grazie ad un messaggio anonimo recapitato ai media che diede avvio ad una campagna di indignazione cittadina con la mobilitazione e una poderosa raccolta firme che alla fine portò il consiglio comunale a valutare di non pubblicare all’albo pretorio la proposta e a dichiararla come irricevibile con la delibera consigliare del marzo 2022.
E’ qui che si incardina il contenzioso con il ricorso al Tar della società di proprietà dell’imprenditore Umberto Antonelli che chiedeva l’annullamento della delibera. Ma nel 2023 il Tar respinge il ricorso. A quel punto la società, tramite gli avvocati Federico Tedeschini e Alessandro Tozzi hanno presentato appello lamentando una mancanza di approfondimento da parte del tribunale amministrativo che aveva rigettato la richiesta applicando il principio della discrezionalità e non vincolatività a carico del comune della pubblicazione del progetto.
Con il ricorso al Consiglio di Stato i giudici hanno richiesto materiale aggiuntivo alla Regione, ma hanno confermato in toto la sentenza del Tar: «È emerso, infatti, in modo chiaro e inequivocabile – si legge nella sentenza – che il progetto presentato, lungi dall’essere circoscritto alle sole aree afferenti la nautica da diporto, presenta di contro le caratteristiche proprie dell’atto di pianificazione dell’intera area portuale e perfino di quella viciniore non strettamente prevista dal piano regolatore portuale, con cambi di destinazione di numerose aree in concessione, pianificazione che rientra nella competenza del soggetto pubblico, il quale la potrà realizzare solo approvando una variante generale o un nuovo piano regolatore portuale. Decisivo nel senso del rigetto dell’appello (e dell’originario ricorso) è quindi, in definitiva, sia la circostanza che le aree del porto coinvolte non sono solo quelle dedicate alla nautica da diporto (darsena nord), sia quella, ulteriore, che si è programmata la realizzazione di alberghi in aree che si collocano addirittura al di fuori di quella stessa indicata nel piano regolatore portuale. Ciò consente di ritenere legittime le concorrenti ragioni poste dal Comune a presupposto degli atti impugnati dalla società proponente».
Bye bye progetto Dubai. Ricorso Eurobuilding respinto dal Tar
































E niente ….. Riproveremo con un progetto Qatar.
…chissà, forse sarebbe stato meglio!!? Mah!!! gv
Oh come mi dispiace per quell’individuo che fino all’ultimo ha sperato di”contare”sul progetto chiuso in un cassetto. Gli capita sempre più spesso, anche se le risorse non gli mancano del tutto di non poter fare affidamento sulle visioni, quelle più in grande che spera diventino realtà. Mah, non vorrei vederlo sulle scale di una chiesa ad importunare i fedeli. Vorrei solo ricordargli che mi sembra che una legge impedisca di usare qualsiasi tipo di animale per impietosire qualche misericordioso. Certo una volta riconosciuto, credo possa sperare ben poco sull’altruismo altrui che magari vorrebbe indietro ciò che ritiene gli sia stato tolto grettamente.
C’hanno provato ma je’andata a male la porchetta