L’ultimo residente di Pitino,
torna dopo 50 anni

SAN SEVERINO - Pacifico Fattobene è considerato l'ultimo abitante e nel 1970 firmò l'atto di compravendita che ne avrebbe segnato il destino. Il sindaco Rosa Piermattei: «Un momento di straordinaria intensità emotiva ed umana poterlo accompagnare»

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Rosa Piermattei e Pacifico Fattobene

Dopo oltre 50 anni lo storico e scrittore Pacifico Fattobene è tornato al casello di Pitino, a San Severino. È considerato da tutti l’ultimo residente del castello di Pitino, antico fortino che di recente è tornato a risplendere in tutta la sua bellezza dopo anni di restauri. Nel marzo del 1970 fu proprio lui, settempedano, 88 anni, a firmare l’atto di compravendita che avrebbe segnato per sempre il destino di questi luoghi. A distanza di oltre cinquant’anni da quel momento finito negli annali locali, lo storico, scrittore e memoria settempedana si è concesso un’emozionante visita alle mura dell’antico maniero finalmente restituito alla comunità dopo i lavori portati a termine dall’amministrazione comunale.

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Ad accompagnare lo storico Fattobene in questa emozionante passeggiata sono stati il sindaco della città di San Severino, Rosa Piermattei, e il nipote Nunzio. All’incontro erano presenti anche il coordinatore della Casa di riposo «Lazzarelli», dove Fattobene oggi risiede, Mauro Marcantonelli, e il presidente del consiglio comunale di San Severino Marche, Sandro Granata.

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Per Fattobene si è trattato di un momento di profonda commozione: vedere il castello rinato attraverso i suoi occhi non è stata soltanto una visita privata ma un autentico omaggio alla storia e all’identità locale.

Figura iconica, considerato a lungo proprio l’ultimo abitante e difensore del castello di Pitino, Fattobene vanta una vita straordinaria e una storia familiare densa di curiosità e memoria. Tra i suoi ricordi figurano gli studi giovanili in seminario insieme al cardinale Edoardo Menichelli e a don Giuseppe Branchesi ma anche un legame di parentela speciale: è infatti cugino di primo grado del celebre cantautore Renato Zero il quale in passato sembra abbia coltivato persino il desiderio di restaurare personalmente il fortilizio settempedano.

Una vita intera dedicata alla ricerca d’archivio, al racconto e alla valorizzazione della memoria popolare quella di Fattobene che con i suoi studi e i suoi scritti, spaziando dalle indagini storiche sulla Resistenza e sulla figura di Enrico Mattei fino alle analisi sulle ultime lettere di Giacomo Leopardi, ha restituito voce ed anima ai borghi della terra settempedana. Per lungo tempo punto di riferimento e vigile custode del colle di Pitino, Fattobene ha potuto ammirare l’imponente lavoro di recupero.

La sua visita è avvenuta a poche settimane dalla solenne riapertura ufficiale del complesso medievale, avvenuta lo scorso 4 luglio alla presenza del commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli. Il recupero del fortilizio, dominato dalla sua caratteristica torre e arricchito dai lavori di recupero della chiesa di Santa Maria della Pietà e della chiesa di Sant’Antonio Abate, è stato realizzato grazie a un investimento di oltre 1,7 milioni di euro nell’ambito del Piano nazionale complementare al Pnrr.

«È stato un momento di straordinaria intensità emotiva ed umana poter accompagnare Pacifico Fattobene tra le mura rinate del castello di Pitino – racconta il sindaco Rosa Piermattei, che ha anche sottolineato -. A lui dobbiamo una gratitudine infinita per la passione, la cura e la dedizione con cui in tutti questi anni ha custodito la memoria e la storia di questo luogo simbolo della nostra città. Vedere i suoi occhi illuminarsi nel contemplare il castello consolidato, messo in sicurezza e riportato al suo antico splendore è stata la conferma più bella del valore del grande lavoro svolto. Pitino è un patrimonio di tutti e la presenza del dottor Fattobene rappresenta il ponte perfetto tra la nostra memoria storica e il futuro che abbiamo restituito a questo meraviglioso fortilizio».

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