Manifesti Mof nel mirino dei vandali
«Gesto incivile, danno alla città»
MACERATA - Nella notte sono apparse delle locandine con le scritte "Hai visto che schifo le locandine dell'opera?" appiccicate sui cartelloni. L'assessore Lorella Benedetti: «Abbiamo segnalato l'accaduto alle autorità. La cultura non si fa intimorire»

I manifesti vandalizzati
«Nella notte sono stati deturpati i manifesti del Macerata opera festival con volantini denigratori. La critica e il confronto sono sempre legittimi ma quando il dissenso scade nel vandalismo perde qualsiasi dignità». Così l’assessore alla Cultura di Macerata, Lorella Benedetti, stigmatizza quanto accaduto nella notte. Qualcuno ha appeso dei volantini rosa sui manifesti del Mof con le scritte “Hai visto che schifo le locandine dell’opera?”.

Un episodio che non è andato giù a Benedetti che parla di «un gesto incivile che non colpisce soltanto l’immagine di una manifestazione prestigiosa e di rilievo internazionale, ma che reca un danno diretto a tutta la città, alla sua comunità e al lavoro di quanti, da mesi, si dedicano con passione ed energia alla realizzazione della stagione lirica.

L’assessore Lorella Benedetti
Il confronto, la critica e il dibattito sulle scelte artistiche e culturali sono sempre legittimi quando si muovono nel rispetto e nel civile confronto, al contrario, quando il dissenso scade nel vandalismo, nell’imbrattamento e nell’abusivismo perde qualsiasi dignità e si trasforma in un atto di maleducazione e mancanza di rispetto verso il bene pubblico».

«Il Macerata opera festival rappresenta un patrimonio di tutti i maceratesi – prosegue l’assessore -, un volano di cultura, turismo ed economia per l’intero territorio. Imbrattare le sue immagini non è una forma di protesta, ma un’offesa alla bellezza e al decoro urbano. L’amministrazione ha già provveduto a segnalare l’accaduto alle autorità competenti per l’individuazione dei responsabili e ha dato disposizione per la tempestiva rimozione dei volantini abusivi ed il ripristino dei manifesti danneggiati. La cultura a Macerata non si fa intimorire né degradare da simili gesti».