«Un governo per il porto del futuro,
composto da tutti gli operatori»

ELEZIONI CIVITANOVA - L'idea del coordinamento di associazioni lanciata dal prof Roberto Mancini durante l'incontro organizzato da Mirella Paglialunga, candidata del centrosinistra: «Bozza del piano particolareggiato lasciata nel cassetto da quatto anni». Le proposte: percorsi pedonali e ciclabili, pesce a chilometro zero nelle mense scolastiche, Varco sul mare come agorà. La polemica: «I locali della parrocchia negati per gli incontri di politica»
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L’incontro di oggi di Mirella Paglialunga con gli operatori del porto al mercato ittico

di Franco De Marco

Un governo per il porto di Civitanova. E’ l’idea forte che è stata lanciata questa mattina, nel corso dell’incontro-consultazione con le categorie marittime, nella sala convegni del mercato ittico, dalla coalizione di centrosinistra e liste civiche che sostiene la candidata sindaca Mirella Paglialunga. E’ stato in particolare il prof. Roberto Mancini (Dipende da noi), intervenuto a chiusura dell’appuntamento, a indicare la strada di un coordinamento di associazioni e operatori portuali, a carattere naturalmente consultivo, in grado di esaminare problemi e fornire indicazioni operative all’Amministrazione comunale. «Un governo del porto che parta finalmente dal basso – ha affermato Mancini – e che favorisca la partecipazione alle scelte del Comune. Invece fino ad oggi, con la giunta del sindaco Fabrizio Ciarapica, ci sono state scelte solo calate dall’alto. E’ ora di cambiare metodo con una reale partecipazione dei cittadini alle decisioni del Comune. Civitanova è oggi un esempio di non governo in tutti i settori».

mirella-paglialungaL’idea avanzata dal prof. Mancini è stata naturalmente subito fatta propria dalla candidata sindaca che sul futuro dell’area portuale ha preso altri importanti impegni. «Prima di tutto – ha sottolineato trovando il consenso unanime dei presenti (una cinquantina di persone) – bisogna garantire la sicurezza del porto sia in acqua sia a terra. Questo è fondamentale. E’ una vera emergenza. Oggi non c’è sicurezza». Il discorso non poteva non toccare il faraonico progetto Dubai proposto dai privati e rigettato in primis da chi nel porto di lavora. «Nella maggioranza, al momento del voto, – ha sottolineato Paglialunga – in tre hanno votato a favore del progetto e 5 non erano presenti. Non c’è stata quindi unanimità nel respingere la proposta dei privati e questo potrebbe far pensare che c’è ancora chi pensa a tale intervento. Noi lo respingiamo. Come garantire sicurezza e maggiori servizi? Io non sono un tecnico e non so dare la soluzione. Ma con l’apporto delle categorie interessate e dei tecnici si possono individuare gli interventi da fare. Interventi che servono e non sogni irrealizzabili. Il progetto Dubai, una montagna di cemento, è stato uno spot elettorale. Noi ci impegniamo a garantire sicurezza, a realizzare tutti i servizi necessari e a dare sostegno alle imprese cercando le risorse con l’Europa, lo Stato, la Regione e dentro il bilancio comunale. Anche se dovesse chiudere una sola, la più piccola, delle attività sarebbe il fallimento di tutta la città. Vogliamo avere un rapporto forte con pescatori, commercianti, cantieri e tutti gli operatori del porto. Instaurare un dialogo continuo». Altri impegni presi da Paglialunga: favorire l’utilizzo del pesce a chilometro zero nelle mense scolastiche e creare piste ciclabili e pedonali all’interno dell’area portuale (anche in una ottica di sicurezza).

paglialunga-incontro-mercato-itticoMolto duro, verso l’operato dell’Amministrazione comunale, l’ex consigliere regionale Francesco Micucci (Pd). «C’erano progetti pronti ma non sono stati presi in considerazione. Oggi non c’è più una mollica di progetti e risorse adisposizione – ha affermato – L’ultimo finanziamento della Regione risale a quando io ero ad Ancona. Come avvenuto con l’agricoltura, anche per la pesca , bisogna dare la possibilità di sviluppare attività turistiche».
L’aspetto principalmente urbanistico, sempre in relazione allo sviluppo del porto, è stato toccato dall’architetto Piero Gismondi (La nuova città) che ha denunciato inaccettabili ritardi dell’Amministrazione comunale uscente. «La bozza del piano particolareggiato del porto, che quando era sindaco Claudio Corvatta era stata affidata all’Università di Camerino, è rimasta nel cassetto salvo spuntare dopo la bocciature del Progetto Dubai. Stesso ritardo il piano particolareggiato del Borgo Marinaro. I proprietari non possono fare ristrutturazioni».

paglialunga-incontro-mercato-ittico3-325x217Anche il futuro del Varco sul mare rientra naturalmente in una pianificazione degli interventi legati al porto. Su questo la posizione della candidata sindaca è netta. «No al parcheggio sotterraneo ipotizzato dall’Amministrazione comunale. – ha ripetuto – Anche in questa area non c’è sicurezza ed è nel degrado più completo. Noi vogliamo farla diventare una vera Agorà, un luogo d’incontro dei cittadini e un luogo di attività culturali per i giovani. Gli spazi di aggregazione in città mancano. Anche per fare le nostre riunioni con i cittadini. Un tempo, quando c’era don Lino, nei locali della parrocchia San Pietro, si potevano tenere incontri su qualunque tema. Oggi questi locali non vengono più concessi, dicono, per la politica. Come se la politica fosse da appestati”. Nel corso dell’incontro sono intervenuti tra gli altri anche Nicola Romagnoli (imprenditore), Gianni Santori (in rappresentanza dei diportisti ha detto: “Non bisogna perdere nemmeno un posto barca”) e Giuliano De Santis (Assoittica). Quest’ultimo ha posto l’attenzione sulla composizione del Consiglio di amministrazione del mercato ittica ricevendo da Paglialunga ampia assicurazione: “Io credo nella competenza. Le persone giuste al posto giusto. In questo senso ci muoveremo”. Sono stati toccati tanti nodi: dalla nuova darsena, alle concessioni improprie assegnate con leggerezza. Per tutti un punto fermo: il porto di Civitanova, motore di una importantissima economia, città nella città, luogo anche molto frequentato dai cittadini per le passeggiate, vivo, ha bisogno di un’articolata ristrutturazione. Così com’è non soddisfa nessuno.

(foto Federico De Marco)

 

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