Il porto “Dubai” arriva in Consiglio
fra pareri secretati e pressione elettorale

CIVITANOVA - Oggi la commissione consiliare ha approvato a maggioranza di respingere il progetto Antonelli. Nelle controdeduzioni Eurobuilding minaccia azioni legali in caso di stop. Da Bologna i concessionari urlano il "no" all'edificazione
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Il progetto Eurobuilding per il porto ribattezzato Dubai da Cronache Maceratesi

di Laura Boccanera

Bocciatura del progetto Antonelli, il no passerà dal Consiglio comunale. E’ un’assise densa quella in programma per giovedì sera in streaming a Civitanova. Sul tavolo una delle questioni più calde dell’ultimo anno e che animerà anche la campagna elettorale: il progetto “Dubai” con cui l’imprenditore Umberto Antonelli e i progettisti Paolo Viola e Andrea Silipo intendono trasformare l’area portuale in una zona residenziale utilizzando il decreto Burlando e prevedendo 500mila metri quadrati di edificazione di cui 200mila a terra e 300 mila in acqua.

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L’aula consiliare

Questa mattina se n’è discusso anche nel corso della commissione consiliare con presenti gli assessori Fausto Troiani, Ermanno Carassai, il dirigente Paolo Strappato e i consiglieri di maggioranza Piero Croia, Costantino Cavallo, Marino Mercuri e quelli di minoranza Stefano Mei, Pier Paolo Rossi e Mirella Franco. All’esito della riunione si è deciso di rigettare il progetto con la sola astensione di Rossi. Il parere tecnico elaborato dal dirigente parla di vizi formali nella presentazione del progetto presentato lo scorso 21 giugno da Eurobuilding rilevando un “conflitto fra decreto Burlando e legge regionale che consente al comune di respingere l’istanza”. Il progetto infatti, come spiegato in riunione da Carassai, coinvolgerebbe nei 500 metri quadrati di superficie edificabile non solo l’area portuale, ma anche le concessioni demaniali. Nelle controdeduzioni presentata da Antonelli si minacciano anche ricorsi con richieste di risarcimento in caso di respingimento e viene contestato che il “no” arrivi da un parere tecnico e non politico, da qui la necessità di portarlo in Consiglio comunale che poi il dirigente tramuterà in un atto formale di diniego.

Un progetto che ha diviso fin dall’inizio, passato sotto traccia all’inizio e venuto alla luce grazie solo alla segnalazione tramite una mail anonima che ha voluto scoperchiare il vaso di Pandora quando invece già era stato discusso nei piani alti della politica e soprattutto che ha incontrato l’ostilità dei portuali che hanno organizzato una raccolta firme per chiedere al Comune di rigettare il progetto. Di fatto all’albo pretorio la presentazione dell’istanza di Antonelli non è stata mai pubblicata e nel frattempo il consiglio comunale ha ripescato un vecchio programma Unicam per lo sviluppo potenziale del porto, commissionato dalla giunta Corvatta, sostenendo la volontà dell’amministrazione di portare avanti quel tipo di sviluppo. Ma i portuali da tempo chiedevano un rigetto in Consiglio, un no messo nero su bianco. Sulla vicenda però si è espresso il legale Massimo Ortenzi, incaricato dalla giunta di fornire un parere per capire l’iter da seguire, parere che è stato dato, ma al contempo secretato dal segretario comunale e non a disposizione dei consiglieri che giovedì dovranno prendersi la responsabilità di dire no ad un progetto da 150milioni di euro su cui potrebbero pendere richieste di risarcimento. E’ in questo clima dunque che giovedì sera sarà affrontata la questione cardine degli ultimi 10 anni della politica cittadina.

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L’intervento sul porto di Giuseppe Lepretti oggi a Bologna

Ad aprire il Consiglio sarà però la questione su Villa Letizia sulla quale anche una parte della maggioranza aveva storto il naso sulla possibile cessione della casa di riposo in un progetto pubblico privato. Due le mozioni in questo senso: la prima dell’opposizione a firma Silenzi, Rossi, Rosati e Franco con cui si chiede il ritiro delle delibere su Villa Letizia e la seconda la contro mozione dei consiglieri di maggioranza Baioni, Croia, Garbuglia, Pantella e Pizzicara  sulla realizzazione della nuova struttura socio sanitaria. Dopo le mozioni il primo punto è proprio la questione del porto, qualora la discussione proseguisse l’assise è chiamata a discutere anche della realizzazione della rotatoria di Costamartina, bivio delle Vergini in variante al piano regolatore e le cessioni dei terreni di proprietà comunale per la realizzazione della nuova sede della Polstrada e per una casa della comunità.

Ma di porto si è discusso anche questa mattina a Bologna nel corso della protesta per la Bolkenstein a cui ha partecipato una delegazione di balneari da Civitanova, a parlare Giuseppe Lepretti, giovane attivista della lista civica di Silvia Squadroni “SiAmo Civitanova” che ha pesantemente attaccato sul fronte del porto: «Un’amministrazione che si nasconde dietro comunicati e non dietro atti pubblici. A Civitanova c’è un imprenditore che minaccia azioni legali nei confronti della mia città qualora il suo progetto speculatorio non venga approvato e questa è una vergogna. Il decreto Burlando minaccia le nostra attività sane che vanno tutelate». Un intervento applaudito dai concessionari di spiaggia presenti.

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