Ricorso sul progetto Dubai,
Squadroni: «Ciarapica continua a nascondere»
Micucci: «Finirà come villa Eugenia?»

CIVITANOVA - La candidata sindaca: «Sapeva dell'impugnazione al Tar ma non ha detto niente. Basta bugie». Il capolista del Pd: «Il responsabile è uno solo, l'attuale sindaco, per il sostegno che aveva dato sin dall'inizio. Cosa accadrà se verrà rieletto?»
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Il clima politico a Civitanova vira su Dubai. È infatti di queste ore la notizia del ricorso al Tar dell’azienda Eurobuilding (anticipato ieri e di cui oggi riportiamo il contenuto in un articolo a parte). Le reazioni politiche non si sono fatte aspettare su di un tema che a Civitanova ha fatto discutere per più di un anno sino alla bocciatura del Consiglio, lo scorso marzo. La candidata sindaca di SiAmo Civitanova, Silvia Squadroni sottolinea che «Chi si cela dietro l’operazione Dubai ha affidato ad uno dei migliori amministrativisti italiani, Federico Tedeschini, il ricorso al Tar, notificato al Comune il 27 aprile e reso noto alla città solamente ieri grazie all’accesso agli atti di un consigliere di minoranza e mio sostenitore (l’avvocato Stefano Ghio, ndr). Ancora una volta, tutto è segretato ed il sindaco ha parlato pubblicamente lunedì scorso del progetto Dubai, nascondendo di aver ricevuto il ricorso. Questo significa ancora una volta malafede e mistificazione della realtà a scapito di tutti i civitanovesi».

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Silvia Squadroni

Squadroni fa un passo indietro a gennaio e febbraio 2021 e dice che «Basta rileggere gli articoli per rendersi conto che sindaco e forze politiche che attualmente lo sostengono erano d’accordo sul progetto, né Acquaroli ha mai detto no al progetto, nonostante l’incontro avvenuto con sindaco e l’assessore Calderoni nel gennaio 2021. Ciò è fondamentale, perché, se è vero che il progetto tornerà al vaglio del Comune, se è vero com’è vero che poi al tavolo della conferenza dei servizi siederanno comune e regione “che sono perfettamente in linea” come Ciarapica ricorda ad ogni incontro – e senza un soggetto terzo che è l’autorità portuale perché non ha competenze sul nostro porto visto che è privato, se già all’epoca le forze politiche si erano espresse a favore e solamente la “convenienza” elettorale ha momentaneamente fermato l’iter… allora il progetto si realizzerà. Io sono stata l’unica a dirlo e a scriverlo e sono stata attaccata. Oggi si ripropone il problema. Da 4 anni Antonelli parla con il sindaco (così disse) ed il sindaco non ha mai pensato al giusto iter giuridico? Ancora una volta nulla dice alla città? Ricordo che progetto e parere dell’avvocato Ortensi sono stati fatti visionare ai consiglieri comunali senza possibilità di fare copie o foto ed in sua presenza. Basta bugie».

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Francesco Micucci

Francesco Micucci, capolista del Pd a sostegno della candidata sindaca Mirella Paglialunga, incentra la questione sul ruolo avuto dal sindaco Ciarapica (in corsa per il bis a palazzo Sforza), prima però parla di Antonelli («Non è il primo né l’ultimo imprenditore che vuole tenere in scacco una città sotto la “spada di Damocle” del ricorso al Tar»). Aggiunge che «La novità sta nel fatto che questo ricorso a differenza di altri in passato ha un responsabile ben preciso: il sindaco Ciarapica. Non nel senso che egli abbia spinto Antonelli a fare ricorso, ma nel senso che il suo sostegno dato fin da subito al progetto, con tanto di interviste a tutta pagina, rinnegato solamente in “zona Cesarini” di fronte al no deciso della città prima e del consiglio comunale poi, ha dato manforte all’imprenditore. Il quale è andato avanti con studi ed investimenti e quindi chiede conto di questo ora alla città. Antonelli però dovrebbe prendersela non con il consiglio che legittimamente ha bocciato il piano (quale altro organo dovrebbe esprimersi a tutela del proprio territorio?) ma con Ciarapica e con se stesso per un progetto che non ha senso di esistere a Civitanova. Era parso strano – continua Micucci – il silenzio del privato dopo la deliberazione del consiglio: era chiaro che qualcosa bolliva in pentola». È tempo di timori, dice Micucci, che domanda «cosa succederà ora e cosa dopo le elezioni? Il timore è che si possa ripetere quanto già avvenuto con Villa Eugenia. Abbiamo già un precedente di quello che possiamo chiamare il “metodo Ciarapica”: a pochi mesi dal verdetto di un giudice dopo un ricorso durato anni Ciarapica in quel caso si accorda col privato restituendo alla città l’equivalente di un piatto di lenticchie e perde per sempre (salvo i ricorsi in essere) un bene prezioso per la città: Villa Eugenia. Come si comporterà se fosse riconfermato sindaco? Anche in questo caso anziché tutelare un bene della città, il porto, scenderebbe a patti col privato per un piatto di lenticchie con la scusa di chiudere un ricorso milionario pendente? Anche in questo caso la città si troverebbe “cornuta e mazziata” dall’avidità del privato e dalla ignavia di un amministratore? Il timore è ancor più forte rileggendo gli interventi di Ciarapica che sponsorizzano il progetto Antonelli».

(redazione CM)

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