Il Pd richiama all’ordine Carancini:
«La sua epoca è finita,
lasci spazio alla nuova classe dirigente»

MACERATA 2020 - «Il sindaco in questi anni ha spaccato volutamente il partito, ora sta cercando visibilità con pochissima autocritica e un'autovalutazione del suo operato. Con le primarie siamo passati oltre, i candidati hanno parlato del futuro della città dove non è più lui l'attore principale» dichiara il segretario cittadino Di Pietro elogiando Ricotta e ammettendo il buon risultato di Miliozzi, secondo classificato
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Stefano Di Pietro e Romano Carancini

 

Carancini mette il cappello sulla vittoria di Ricotta alle primarie, dichiara che «l’unico sconfitto è Miliozzi» pensando che gli altri candidati grazie a lui hanno raccolto insieme l’80% e continua a proporsi in ottica regionali. Ma stavolta il Pd non resta a guardare: «E’ passata l’epoca di Carancini che divideva il Partito Democratico, siamo entrati nell’era di Narciso Ricotta che è un uomo che unisce – dichiara il segretario cittadino Stefano Di Pietro -. Il sindaco in questi anni ha spaccato volutamente il partito, ora sta cercando visibilità con pochissima autocritica e un’autovalutazione del suo operato. Con le primarie siamo passati oltre, i candidati hanno parlato del futuro della città dove non è più lui l’attore principale. Lasci spazio a una classe dirigente che nel frattempo è cresciuta, è maturata ed è pronta a sostituirlo. Narciso sono convinto che lavorerà meglio e produrrà ottimi risultati. Già in questi anni è stato l’anello di congiunzione e il pompiere tra la Giunta e il partito vista l’assenza di dialogo con Carancini. Dire che Miliozzi, secondo classificato a sorpresa, è stato sconfitto è una strumentalizzazione del sindaco tutta a suo vantaggio, i numeri sono chiari seppure i tre sfidanti di Narciso sono divisi da un pugno di voti. Anche la lista “Macerata Insieme” con le sue proposte è parte integrante della squadra che affronterà con noi le prossime elezioni comunali». 

Per quanto riguarda la corsa al Consiglio regionale, Carancini dovrà sperare che il ritiro annunciato oggi da Valeria Mancinelli non sia definitivo. Per lui l’unica strada al momento è correre dietro al vento del “buon governo” della sindaca di Ancona. E proprio come Ceriscioli, anche lui, coglie ogni occasione per elogiare il suo operato. Il primo a venire danneggiato dalle aspirazioni di Carancini potrebbe essere proprio Ricotta che si troverebbe a vivere la campagna elettorale all’ombra del suo ingombrante primo cittadino.

(redazione CM)

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