Fuori dalle primarie c’è Italia Viva
«Alleati, non sudditi»
in Regione e a Macerata

CENTROSINISTRA - Presentazione in gruppo dei renziani con i nuovi coordinatori provinciali Teresa Lambertucci e Antonello De Lucia. Ribadita la posizione del partito alle regionali («quella di Valeria Mancinelli è la candidatura che mette paura alla destra») e alle comunali («chiunque vincerà domani sarà un candidato legittimato e forte, noi stiamo preparando la lista e abbiamo la nostra visione di città,vedremo se parleremo la stessa lingua»)
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Il gruppo di Italia Viva nello studio di Vando Scheggia

 

di Giovanni De Franceschi (foto Fabio Falcioni)

A Macerata nessun appoggio diretto a uno dei quattro candidati alle primarie del centrosinistra. Ma la voglia di essere protagonisti nella coalizione sì, quasi sicuramente con una propria lista. Per la Regione invece i concetti sono chiari e irremovibili: no a un Ceriscioli bis, no alle primarie, sì a Valeria Mancinelli come possibile candidato unitario. Eccola in estrema sintesi la posizione di Italia Viva in vista del doppio appuntamento elettorale della prossima primavera.

Antonello De Lucia e Teresa Lambertucci

I renziani stamattina si sono presentati a Macerata con i nuovi coordinatori provinciali Teresa Lambertucci e Antonello De Lucia – accompagnati dall’assessore di Recanati Francesco Fiordomo, dall’ex rettore Unicam Flavio Corradini, da Carla Datena (Civitanova), Fabiola Santini (Matelica), Rosita Platinetti (Morrovalle), Alba Passarini e Tommaso Leoni (Tolentino), Luca Sampaolo (Recanati) – nello studio del noto penalista Vando Scheggia. E la location non è stata una scelta casuale, quanto piuttosto un gesto simbolico per tenere la posizione sull’argomento che nelle ultime ore sta facendo traballare il governo: la prescrizione. Dopo il varo da parte del Consiglio dei ministri del lodo Conte, con l’assenza delle ministre renziane, tra il premier e l’ex premier sono volate parole grosse. Il primo non ha mandato giù lo strappo e quelle che vede come minacce alla tenuta dell’esecutivo, l’altro non intende mollare quella che considera una battaglia culturale. «Alleati, non sudditi», la parole d’ordine del leader di Italia Viva. Le stesse rilanciate anche dai coordinatori provinciali di Macerata. «Mi sta molto a cuore il garantismo – ha esordito Lambertucci – e credo che così facciano a pezzi i principi della nostra Costituzione, quindi noi di Italia Viva Macerata saremo a fianco di Italia Viva nazionale in questa battaglia». Concetto ribadito anche da De Lucia: «Ci accusano di essere quelli che mettono il bastone tra le ruote – ha incalzato – ma noi abbiamo semplicemente le nostre idee e vogliamo portarle avanti».

Dal nazionale al locale. «Italia Viva nasce – ha spiegato De Lucia – come partito giovane, che vuole innescare una nuova dinamica nella gestione della cosa pubblica e nel rapporto coi cittadini. Fin dalle prime settimane si è creato un bel gruppo, ormai siamo presenti in tutta la provincia e stiamo dividendo il lavoro in aree operative. Con la ricostruzione come priorità. Un gruppo che si basa sulle competenze di ognuno e che si sta concentrando sui bisogni dei cittadini e sulle risposte che di possono dare». «L’obiettivo – ha aggiunto Lambertucci – è quello di creare una base programmatica da proporre ai prossimi appuntamenti elettorali». Elezioni, appunto. Alle primarie di domani a Macerata Italia Viva non ci sarà con un proprio candidato. «Col centrosinistra non abbiamo trovato una sintesi intorno a un candidato, anche perché noi ci siamo costituiti ad ottobre, ma nessun cruccio – ha risposto De Lucia – andiamo avanti sui temi che interessano alla città e sulla lista che stiamo preparando. Nessun appoggio a un candidato specifico, ci auguriamo solo che le primarie vedano una gran partecipazione, perché a quel punto chiunque vincerà sarà un candidato legittimato e forte. Poi chi vorrà parlare con noi sa dove trovarci, noi ci siamo, abbiamo la nostra visione di città e vedremo se parleremo la stessa lingua degli altri partiti o movimenti». Parole che ricordano molto quel renziano «Alleati, non sudditi», una sorta di monito in vista delle elezioni vere e proprie a tutto il centrosinistra e al Pd in primis.

Flavio Corradini

Dalle comunali alle regionali. «Penso – ha evidenziato Lambertucci – che siamo stati forse l’unica forza politica a tenere sempre la barra dritta sulla questione. Il centrosinistra sta affrontando un vento contrario a differenza di cinque anni fa e quindi crediamo sia necessaria discontinuità nella scelta del candidato, serve un segnale di cambiamento. Detto questo pensiamo che le primarie a questo punto non siano lo strumento migliore per raggiungere una proposta forte e autorevole. Anche se formalmente ancora non costituiti, noi le avevamo chieste ad agosto con Flavio Corradini, che è ancora il nostro candidato, e allora potevano avere un senso. Adesso a poco più di due mesi dal voto crediamo non lo abbiano più». Niente primarie e no a un Ceriscioli bis dunque. Ma per trovare una sintesi sareste disposti anche a convergere sul nome di Sauro Longhi o Valeria Mancinelli? «Longhi è l’espressione di un partito che non siede nemmeno al tavolo di coalizione (M5S) – ha sottolineato De Lucia – mentre la Mancinelli rappresenterebbe il partito di maggioranza relativa». Inoltre la Mancinelli «mette paura alla destra», ha aggiunto Lambertucci. Risposta chiara, insomma. Ultima domanda: vi siete dati un obiettivo in termini di voti, quanto pensate di prendere in entrambe le elezioni a Macerata e in regione? «Adesso ancora è presto per dirlo – ha concluso De Lucia – preferiamo lavorare su obiettivi di contenuto per dare un contributo alle coalizioni».

 

Teresa Lambertucci

Francesco Fiordomo

 

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