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Miliozzi cerca rinforzi in piazza:
«Hanno i carri armati,
noi neanche il megafono»

MACERATA 2020 - Il candidato alle primarie di centrosinistra è tornato in centro, a una settimana dal voto, con un pomeriggio a portata di adulti e bambini. Dopo la merenda e i giochi l'arringa a sostenitori e passanti con la presa di distanza dal Pd: «Dobbiamo ripartire dalla nostra identità e soprattutto uniti. Se ci dividiamo per i soliti giochi non andiamo da nessuna parte»
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Il comizio di David Miliozzi in piazza della Libertà

 

di Federica Nardi

Un capannello in piazza della Libertà, i passanti curiosi e una voce che si leva da sotto le logge. È questa l’immagine della campagna elettorale di David Miliozzi, che con l’incontro di oggi pomeriggio (nella stessa location dove ha lanciato la candidatura alle primarie di centrosinistra con l’associazione “Macerata insieme”) ribadisce di voler essere il candidato “della strada”, in alternativa agli uomini e donne “di palazzo”. Per questo, spiega, a una settimana dal voto ha scelto la piazza invece che le quattro mura.

Un’antitesi diretta con gli altri e una rivendicazione di indipendenza dall’amministrazione uscente. «Loro hanno i carri armati, noi non abbiamo nemmeno il megafono – arringa Miliozzi, tra sostenitori e passanti curiosi, puntando implicitamente il dito contro il Pd -. La politica, a tutti i livelli, sta tradendo. I cittadini hanno voglia di dire la loro. Qualsiasi cittadino ha voglia di contribuire alla comunità lo faccia. Uno dei grandi problemi della politica è la frammentazione, come quando abbiamo perduto l’opportunità enorme di avere qui la sede della Soprintendenza. Ricordiamoci dove siamo. Macerata è l’unica città delle Marche che ha sia l’Università che l’Accademia di belle arti, la biblioteca statale, una delle dieci città in Italia che ha l’istituto Confucio. È la città di Dante Ferretti. Ora c’è stato Sanremo con Beatrice Antolini, altra maceratese. Dobbiamo ripartire dalla nostra identità e soprattutto uniti. Se ci dividiamo per i soliti giochi non andiamo da nessuna parte. Purtroppo la politica non è stata in grado di unire». Il programma di Miliozzi parte, letteralmente, dall’a, b, c tradotti in accessibilità, benessere e crescita. «Un capoluogo ha il dovere di essere accessibile – dice Miliozzi -, anche dal punto delle scelte politiche. La politica deve ascoltare e farci sentire protagonisti». Un passaggio anche sulla sicurezza: «Macerata ha avuto episodi gravissimi e sconvolgenti, compreso il terremoto. Io sono un insegnante è un padre è ovvio che la sicurezza personale è fondamentale ma parliamo di sicurezza in senso ampio e quindi ad esempio anche la sicurezza stradale e anche quella sismica. Non è possibile ricominciare sempre con l’emergenza ogni volta che c’è un terremoto. Ci sono 324 famiglie sfollate a Macerata. Quando parliamo di sicurezza prima di pensare al ladro che entra in casa pensiamo a chi non c’è l’ha nemmeno una casa».

La riconquista della piazza passa per Miliozzi soprattutto dalla convivialità. Non a caso oggi c’era Laura Copparoni, organizzatrice del festival per l’infanzia Scarabò che ha portato giochi per bambine e bambine. Tavolino con merenda dolce e salata e poi un angolo dedicato a Silvio Craia, supporter di Miliozzi che ha incantato i presenti realizzando alcuni disegni di Macerata in diretta. Presente anche Massimiliano Bianchini, presidente Arci e regista della candidatura che è passata dall’esperienza del gruppo consiliare Pensare Macerata. L’invito finale del candidato è quello in ogni caso di partecipare alle primarie del 16 febbraio con il proprio voto. Il prossimo appuntamento di Miliozzi sarà il 12 febbraio alle 18 nella sala conferenze del Verde Caffè, sul tema “Crescita e inclusione digitale”. L’obiettivo infatti, spiega Miliozzi, è «creare un assessorato all’Università e alla crescita, convinti che la nostra città debba valorizzare il suo rapporto con gli enti e le istituzioni del territorio partendo proprio dall’ateneo». Ci saranno gli interventi dei docenti Marco Baldi e Emanuele Frontoni dell’Univpm e di Simone Calzolaio dell’Unimc.

David Miliozzi e Massimiliano Bianchini insieme a Silvio Craia

Massimiliano Bianchini

 

 

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