Il centrodestra pensa al futuro,
il presente è lontano da Macerata

COMUNALI 2020 - Filippo Davoli, con i suo fotomontaggi, immagina una coalizione pronta per le elezioni... del 2038. Giovedì torna a riunirsi il tavolo cittadino con i segretari provinciali dei partiti. Ma la decisione passa da Roma ed è legata alle candidature per le Regionali. Bisognerà aspettare il ritorno di Giorgia Meloni dagli Usa
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Calma piatta in casa centrodestra. Il candidato sindaco non si trova. La situazione di stallo che va avanti da molti mesi viene così rappresentata dai fotomontaggi immaginifici del poliedrico Filippo Davoli. I candidati non crescono sotto i cavoli e se la cicogna arriva ora li avremo pronti nel 2038. 

 

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I componenti del tavolo del centrodestra di Macerata sono ancora lì, fermi in stazione, ad attendere un treno che ancora non passa (vedi la vignetta di Davoli della scorsa settimana). Gli avevano detto di aspettare il voto in Emilia Romagna, ora però dovranno attendere la riunione del tavolo nazionale sulle candidature per le Regionali. Le cui decisioni ricadranno a cascata su Macerata. Salvini, Meloni e Berlusconi dovrebbero incontrarsi all’inizio della prossima settimana: nel caso arrivi l’ok della Lega per Francesco Acquaroli (al momento i segnali non sono distensivi) a Macerata la candidatura sarebbe targata Carroccio e con ogni probabilità corrisponderebbe al nome di Andrea Marchiori. Nel caso invece Salvini riuscisse nell’intento di far sue le Marche, a Macerata l’ultima parola dovrebbe spettare a Fratelli d’Italia e in questo caso aumenterebbero le chance di Francesca D’Alessandro. In molti punterebbero su Maurizio Mosca ma il suo rifiuto appare definitivo. Il tavolo cittadino del centrodestra tornerà a riunirsi giovedì e parteciperanno anche i coordinatori provinciali della Lega (Simone Merlini) e Fratelli d’Italia (Massimo Belvederesi) oltre a Forza Italia (Riccardo Sacchi). Un quadro confuso all’interno del quale si cercherà di trovare una sintesi e iniziare a parlare di candidato sindaco che al momento dovrebbe essere un esponente del tavolo visto che ancora non si è trovato qualcuno all’esterno tra rifiuti e auto-candidature bocciate. In ogni caso si dovrà aspettare prima la decisione sulle Marche e quindi il rientro in Italia di Giorgia Meloni, in partenza per Washington, dove il 7 febbraio parteciperà al meeting repubblicano. A maggio si vota.

(m. z.)

 

Centrodestra, ultimo treno per Macerata fermo sul binario della Lega Pesa l’indecisione sulle Regionali



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