Carancini e il suo #parlocoifatti
Le “perle” del sindaco dalla A alla Z

IL COMMENTO - Dai rapporti deteriorati col rettore Adornato e Unimc, passando per il flop delle piscine a Fontescodella, l'operazione ParkSì, il pasticcio Nuova Via Trento, la segnalazione dell'Ordine degli avvocati al Consiglio di disciplina per i rapporti con i Paci, fino ad arrivare alla Ztl e ai problemi del centro
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CARANCINI-NAPOLEONE

L’UOMO SOLO AL COMANDO – Un fotomontaggio ironico di Romano Carancini nei panni di Napoleone

 

 

di Giuseppe Bommarito

Parla con i fatti Romano Carancini. Prossimo a candidarsi per il Pd alle elezioni regionali di primavera, perché, come ci ha fatto sapere qualche mese fa tramite un suo comunicato all’insegna del più clamoroso distacco dalla realtà, ha bene amministrato – a suo dire – la città di Macerata in questi ultimi dieci anni e molti pertanto gli chiederebbero di proseguire la sua eccellente esperienza di amministratore, il sindaco di Macerata da tempo ormai usa il suo hashtag preferito #parlocoifatti per pubblicizzare ogni cosa fatta. Pare quindi utile, senza alcuna pretesa di completezza e con un filo di ironia, riepilogare in ordine alfabetico alcuni fatti della esaltante epopea caranciniana.

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MURO CON L’ATENEO – Il sindaco Romano Carancini e il rettore Francesco Adornato

A come Ateneo maceratese, ostacolato in mille modi, sino ad indurlo ad aprire un nuovo corso di laurea non a Macerata, ma a Civitanova, e come Francesco Adornato, il Magnifico Rettore, visto da sempre da Carancini con ostilità tanto palese quanto immotivata.

B come la recente bufala della mostra sul Bauhaus, come la Bandiera francese appesa dal sindaco sulle finestre del municipio (poi fatta rimuovere dal Prefetto), come la Brochure riepilogativa e celebrativa dei grandi “meriti” dell’amministrazione nel secondo quinquennio caranciniano, costata un occhio della testa.

C come la Corte dei Conti che ha riscontrato gravi irregolarità contabili nei bilanci comunali dal 2014 al 2017, come Centro Storico portato alla desertificazione e come Capoluogo di provincia, titolo ormai nei fatti (e non solo come popolazione residente) sostanzialmente passato in questi ultimi anni a Civitanova Marche.

D come Dem, cioè come Pd di Macerata, che nel 2019 ha pubblicamente considerato il sindaco come moroso rispetto alla quote da versare al partito e ha minacciato di escluderlo dagli iscritti. Un uomo solo al comando che ha preso decisioni a dir poco discutibili in gran segreto, senza consultare nemmeno il suo partito da cui è stato definito “un corpo estraneo”.

E come mercato delle Erbe di recente delocalizzato d’ufficio nonostante le proteste degli esercenti e dei pochi eroici cittadini tuttora residenti nel centro storico.

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PISCINE – Romano Carancini e Fabio Paci, amministratore unico Fontescodella s.p.a.

F come piscine di Fontescodella, vicenda penosa e umiliante per la città, sulla quale non basterebbe scriverci sopra un romanzo, nonché come Forbici ribattezzate da Cm roventi per quante sono le inaugurazioni fatte in questi ultimi mesi di amministrazione, bagni pubblici compresi.

G come Gaffe, tra le tante la plateale smentita delle posizioni del sindaco relativa al Convitto fatta dal presidente della provincia o il penoso discorso in inglese fatto in occasione dell’inaugurazione delle nuove scuole alle ex Casermette.

H come Helvia Recina, trasformato in un bunker con una spesa di circa 800.000 euro e con lavori gestiti attraverso il cosiddetto “spezzatino”, cioè con un frazionamento degli appalti.

I come gestione assurda dell’Immigrazione sino alla tragica vicenda di Pamela e come Insulti gratuiti distribuiti dal sindaco a destra e a manca nei confronti di chi si azzarda a criticarlo.

J come JF Ricotta, così ribattezzato dopo i book fotografici in stile kennediano. Lui è il successore designato, l’erede al trono.

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QUANDO C’ERA LA LUBE – Il patron Fabio Giulianelli con il sindaco Romano Carancini prima del trasferimento a Civitanova

K come KO, ad esempio quello ricevuto l’anno scorso nella città di Macerata in occasione dell l’elezione del nuovo segretario regionale Pd, laddove Carancini – non appoggiato nemmeno da buona parte dei componenti della giunta – ebbe a sostenere con risultati scarsissimi Petrini, il candidato contrapposto a Gostoli, poi eletto.

L come Lube, gentilmente accompagnata alla porta, costretta a trasferirsi altrove dove sta mietendo successi a livello mondiale (una vetrina eccezionale per Civitanova, che ancora ringrazia) e sta contribuendo allo sviluppo economico di molti pubblici esercenti (bar, alberghi, ristoranti).

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Il sindaco Romano Carancini e l’avvocato Giuseppe Bommarito durante un convegno

M come Maceratese ostacolata in tutti i modi all’epoca della gestione Tardella e come Mutui del comune, passati da 33 milioni di euro nel 2015 a ben 40 milioni nel 2020 (con previsione a 45 milioni nel 2022), per importi tali da tagliare le gambe al nuovo sindaco che si insedierà a Palazzo.

N come Nuova Via Trento, lo scandalo che dovrebbe costare ai maceratesi ben quattro milioni di euro per assurde e illegittime decisioni del sindaco e come Nuova Storia (lo slogan caranciniano del 2010) rivelatasi una colossale presa in giro dei cittadini maceratesi.

O come Ordine degli Avvocati, che ha trasmesso al Consiglio Distrettuale di Disciplina una specifica segnalazione riguardante Carancini e consorte per la clamorosa situazione di incompatibilità e di conflitto di interessi emersa nell’ambito delle piscine di Fontescodella.

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L’inaugurazione delle scuole alle ex Casermette con i benefattori del Qatar

P come Park Sì, parcheggio acquistato dal Comune ad un prezzo assurdo benché ne fosse già proprietario e come Polemiche gratuite e a getto continuo su tutto e con tutti.

Q come la vergognosa Querela presentata nei miei confronti, sulla quale non mi dilungo perché parla da sola, oppure come Qatar, stato mediorientale ritenuto dalla stessa Lega Araba come sostenitore dell’Isis, accolto a Macerata a braccia aperte sulla base del principio “pecunia non olet”.

R come Revisori dei conti, che hanno espresso più volte parere negativo sui bilanci del Comune con argomentazioni ineccepibili, beccandosi la loro dose di pesanti apprezzamenti da parte del sindaco.

S come Segretari Comunali, ben sei nel decennio caranciniano, che a Macerata evidentemente non riescono a resistere più di due o tre anni, e come Soprintendenza di Belle Arti per le Marche meridionali, finita (con la consueta coda di rabbiosi insulti a Sciapichetti, al presidente della provincia e al ministro Franceschini) ad Ascoli Piceno nonostante le precedenti inequivocabili rassicurazioni caranciniane.

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L’OPERA di Tulli andata in frantumi

T come l’opera di Tulli frantumata nel 2019 nei locali della ex farmacia in piazza Libertà, e come le due Transazioni risibili stipulate con la Fontescodella Piscine s.p.a., che hanno consentito a tale società risparmi sulle somme dovute pari a circa settecentomila euro (che non sono certo noccioline).

U come ex Upim, che l’Università intendeva utilizzare per i suoi corsi, con l’amministrazione che si è messa di traverso sino ad indurre l’ateneo a fare marcia indietro, determinandosi così un ulteriore grave pregiudizio dei tentativi di ridare almeno un po’ di vita al boccheggiante centro storico maceratese.

V come Valleverde, nei proclami originari il più grande insediamento produttivo nelle Marche, nella realtà trasformato in un circuito per podisti e (di notte) in un luogo per incontri molto ravvicinati, con i consorziati che hanno pagato a carissimo prezzo tutte le opere di urbanizzazione totalmente abbandonati al loro destino.

W come Waterloo, quella che con ogni probabilità aspetta Carancini alle prossime elezioni regionali.

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La Giunta di Macerata

Y come Yes Man, uomini e donne dei quali il leader supremo ama circondarsi.

Z come Zona a Traffico Limitato, che opera ad intermittenza per il centro storico, ma ben preclusa al traffico automobilistico proprio nei periodi in cui servirebbe di più (ad esempio, sotto Natale).
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Certo, dirà qualcuno, questi sono solo fatti negativi, e non tutto quello che è stato fatto dal sindaco Carancini può dirsi negativo. E’ vero, onestamente occorre riconoscerlo, però i fatti positivi (molto pochi, in verità) dovrebbero raccontarli coloro che, sul fronte del centrosinistra, aspirano a succedergli, anche se quasi tutti i candidati alle primarie (parole d’ordine comuni: “scurdammoce o passato” e “abbiamo bene amministrato”) stranamente preferiscono mettere una pietra sul decennio caranciniano e parlare esclusivamente dei progetti futuri. E’ un po’ troppo comodo, ma questo è quello che passa il convento. Tocca quindi a me, in chiusura, rappresentare un fatto sicuramente positivo ascrivibile al mitico Romano: è arrivato ormai quasi alla fine del suo secondo mandato e di certo a breve dovrà lasciare lo scranno più alto del Palazzo maceratese.

Per Carancini il 2019 è da incorniciare: «Rivoluzionerà il futuro della città»



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