Il Piano casa regionale
finisce davanti alla Corte costituzionale.
Tutto nasce dall’ex hotel Acquamarina
CIVITANOVA - Alcuni residenti avevano fatto ricorso al Tar per via dell'innalzamento da 3 a 6 piani dell'immobile di viale Matteotti. I giudici hanno aumentato la portata delle valutazioni necessarie estendendole alle deroghe della legge regionale: «Da norma straordinaria, è divenuta, nella sostanza, norma a regime per circa 13 anni in forza di reiterate proroghe»

L’ex hotel Acquamarina
di Laura Boccanera
Ristrutturazione dell’ex hotel Acquamarina di Civitanova: il Tar delle Marche rimette la questione alla corte costituzionale e vaglierà la deroga del Piano casa regionale. Il ricorso era stato presentato da alcuni dirimpettai dell’ex hotel.
Il piano di recupero dell’immobile di viale Matteotti finisce sul tavolo dei giudici costituzionali. Il tribunale amministrativo delle Marche a cui si erano rivolti alcuni dirimpettai dell’ex hotel che, nel progetto presentato, passa da 3 a 6 piani, ha sospeso il giudizio ritenendo il ricorso “non infondato” e rimettendo la questione alla corte costituzionale.

Al centro i dubbi sulla legittimità delle proroghe del cosiddetto “Piano Casa” regionale, alla base dell’intervento edilizio contestato. A presentare ricorso sono stati due proprietari confinanti, rappresentati dagli avvocati Giampiero Emiliozzi, Marco Emiliozzi e Stefano Orena, che hanno impugnato le delibere della giunta comunale di Civitanova (a difendere il comune l’avvocato Leonardo Filippucci) relative all’adozione e all’approvazione del piano di recupero per l’edificio in viale Matteotti che in passato ha ospitato l’ex hotel Acquamarina destinato a essere demolito, ricostruito e ampliato con trasformazione da struttura alberghiera a residenziale. Il progetto prevede un aumento volumetrico del 40%, reso possibile proprio dalle norme derogatorie del Piano Casa, con il passaggio da 3 a 6 piani fuori terra.
Un incremento che, secondo i ricorrenti, comprometterebbe luce, areazione e visuale degli immobili adiacenti, tutti in un’area fronte mare a forte vocazione turistica. Nel provvedimento, i giudici amministrativi evidenziano come le ripetute proroghe della normativa regionale, inizialmente straordinaria e temporanea, possano aver perso tale carattere, trasformandosi di fatto in una disciplina stabile in contrasto con i principi costituzionali sul governo del territorio e sulla tutela dell’ambiente.

L’avvocato Marco Emiliozzi
Il piano casa era disciplinato dalla legge regionale 22 del 2009, dice il Tar: «da norma straordinaria, è divenuta, nella sostanza, norma a regime per circa 13 anni in forza di reiterate proroghe, perdendo così il carattere della straordinarietà. Di conseguenza – continuano i giudici – potrebbe essere stato violato l’articolo 117, terzo comma, della Costituzione, in relazione all’articolo 41-quinquies della Legge 1150/1942 e al D.M. n. 1444/1968. Potrebbe altresì sussistere violazione degli articoli 9 e 117, secondo comma, lett. s), della Costituzione in materia di tutela dell’ambiente poiché, come si è visto, la disciplina regionale ammette deroghe anche ai piani territoriali regionali» scrive il Tar. I giudici aggiungono: «Al riguardo va ricordato che il Prg del comune di Civitanova (ostativo all’intervento in esame) era adeguato al Piano Paesistico Ambientale della Regione, per cui la deroga allo strumento urbanistico comunale comporta, implicitamente, anche una deroga allo strumento paesaggistico regionale». Sempre secondo i giudici «l’avvenuta riduzione di un anno (dal dicembre 2024 al dicembre 2023) non può considerarsi sufficiente per escludere i descritti profili di incostituzionalità». Ora la parola passa alla Corte costituzionale, difficile al momento immaginare i tempi per la pronuncia.
Lungo le coste sarebbe da farsela finita di fare i garage sotto il livello stradale poi il resto è trattabile.