Maurizio Mosca chiude
con Giorgia Meloni e le civiche:
“Riportiamo Macerata ad alti livelli”
VERSO IL VOTO - Comizio in piazza Mazzini della presidente di Fratelli D'italia con Francesco Acquaroli e il candidato sindaco "che può arrivare al ballottaggio". Poi chiusura della campagna elettorale nelle sede di via Gramsci con le tre liste che sostengono l'ex presidente della Maceratese
di Claudio Ricci
(foto di Lucrezia Benfatto e Andrea Petinari)
Il lungo pomeriggio conclusivo della campagna elettorale inizia con l’arrivo di Giorgia Meloni in piazza Mazzini. Il tour marchigiano della presidente di Fratelli d’Italia, che prevede anche le tappe di Fermo, San Benedetto e Ascoli, comincia da Macerata per sostenere Francesco Acquaroli in Regione e Maurizio Mosca in città. «Con Maurizio possiamo arrivare al ballottaggio a Macerata – ha detto Giorgia Meloni di fronte a un centinaio di persone – se addirittura non vinciamo al primo turno. In lui e in Francesco Acquaroli ci sono tutti i valori di Fratelli d’Italia: il coraggio, l’identità del territorio e la politica fatta tra la gente. Sono persone normali, che vengono dal popolo e non calate dall’altro, che sanno stare tra la gente e che siamo abituati a vedere tutti i giorni.
Qui a Macerata e nelle Marche si gioca una bella partita simbolica in cui possiamo mandare a casa le due facce del Pd, Ceriscioli e Spacca. Questa è una regione impoverita dal governo degli ultimi anni che ha perso e continua a perdere le sue eccellenze industriali. Guardate cosa ha fatto Renzi con la Indesit, l’ha svenduta ad una ditta straniera sapendo che una volta acquisito il know-how di quella azienda la proprietà non ci avrebbe messo tanto a chiudere gli stabilimenti. Questa è una regione simbolo di tutto il potenziale italiano che non sappiamo sfruttare: manifattura, storia, patrimonio artistico e ambientale. Per questo è giunto il momento di assumere consapevolezza e stima in noi stessi, recuperando identità e credibilità e votando per l’unica alternativa al Pd nelle Marche». L’attacco di Meloni al Pd al governo Renzi si fa poi graffiante sui temi d’attualità: immigrazione, “buonascuola”, svendita di eccellenze industriali a investitori stranieri e il caso marò. La folla si entusiasma.
Sintetico l’intervento di Mosca che ha chiuso la campagna con le tre liste di Fdi, Macerata nel Cuore e Città Viva nella sua sede di via Gramsci: «Credo proprio che andremo al ballottaggio. Siamo l’unica novità a Macerata, tutto quello che la gente ha sempre voluto. Io stesso mi sono prestato alla politica ma non mi presto ai politici. Ho sempre lavorato mi sono impegnato in diverse realtà associative e sportive. Sono stato presidente della Croce Verde e della Maceratese Calcio. Sono sponsor di una importante realtà del volley cittadino e ho sempre cercato di dare il mio contributo laddove è stato possibile. Amo questa città e la visione è riportarla ai livelli alti di tanti anni fa. L’alternanza è sinonimo di democrazia e oggi abbiamo l’occasione storica di mandare a casa il Pd che governa la città da più di 15 anni e nella sua esperienza di governo ha portato questo capoluogo, che noi amiamo, al declino. E’ importante quindi non tralasciare nulla, raccogliere fino all’ultimo voto per dare un colpo decisivo a tutto il degrado a cui stiamo assistendo e che vogliamo fermare».
Il comizio prosegue con l’appello al voto per Fratelli d’Italia impegnati anche nella sfida alle regionali in una coalizione con la Lega Nord, l’arringa spetta al candidato presidente Acquaroli, affiancato dal candidato consigliere maceratese Claudio Carbonari: «A Macerata servono persone autorevoli come Maurizio perché ha perso la sua credibilità di capoluogo diventando terra di conquista per fermano e anconetano. Anche qui come in regione abbiamo deciso di andare per conto nostro, con coerenza dopo aver tentato di riunire il centro destra in una coalizione credibile. Non potevamo allearci con chi abbiamo opposto per anni in consiglio regionale. Il centro destra è stato sempre contro il modello fabrianese e pesarese che schiacciava la nostra regione. Nello scenario attuale non potevano mancare i valori che solo noi oggi rappresentiamo: salvaguardia della nostra identità in termini sociali, ambientali, economici. Ringrazio Meloni e Salvini che ci hanno dato l’opportunità di non candidarci con chi ha svenduto la nostra regione in questi anni. Perchè dopo l’elezioni il patto del Nazareno ri ripeterà a livello regionale con la spartizione del potere tra Spacca e Ceriscioli, che di fatto stanno facendo le primarie del Pd. E questo non lo permetteremo».
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