Sfondato il finestrino dell’auto di Mosca
Il candidato sindaco: “Un gesto folle”

MACERATA - Ha trovato il vetro della sua Mercedes rotto, la vettura era parcheggiata lungo viale Leopardi. "Spero sia stata l'opera di un pazzo, mi rifiuto di pensare che l'episodio sia collegato alla mia attività politica"
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Maurizio Mosca, è uno dei nove candidati sindaci alle elezioni comunali di Macerata

Maurizio Mosca, è uno dei nove candidati sindaci alle elezioni comunali di Macerata

Va a prendere l’auto, trova il finestrino sfondato: non fosse che Maurizio Mosca è candidato sindaco sarebbe solo un atto vandalico, lui comunque, si rifiuta di pensare che il gesto sia legato alla sua attività politica. Mosca, candidato a sindaco con l’appoggio di tre liste (Città Viva, Macerata nel cuore e Fratelli d’Italia) ieri sera era in giro per il centro storico di Macerata che in questi giorni frequenta quotidianamente perché è in via Gramsci che ha aperto la sua sede elettorale. Ieri sera però stava solo facendo una passeggiata. E aveva lasciato posteggiata la sua auto, una Mercedes, proprio sotto le scalette di via Berardi, che dal centro storico scendono in viale Leopardi. Alle 21 Mosca è andato a prendere l’auto e ha trovato la brutta sorpresa. Il finestrino del guidatore era stato rotto da qualcosa di circolare, simile ad una palla da baseball perché nel vetro c’era un buco. Trovato il finestrino rotto, Mosca ha aperto lo sportello e quando lo ha fatto il vetro è andato in frantumi. Dall’auto non era stato preso niente, e nemmeno c’era stato un tentativo di aprire la portiera, segno che chi ha rotto il vetro non voleva compiere un furto. Mosca ha denunciato l’episodio ai carabinieri. Per gli inquirenti appare evidente che si tratti di un gesto volontario. Resta da comprenderne il motivo anche perché il gesto è avvenuto ad una settimana esatta dalle elezioni (domenica prossima). Mosca essendo uno dei nove candidati a sindaco potrebbe essere finito nel mirino di qualcuno che non vede di buon occhio la sua discesa in campo. Ma è una ipotesi a cui lui preferisce non pensare. «Spero sia stata l’opera di un pazzo, di un deficiente – dice Mosca –, perché mi rifiuto di pensare che sia qualcos’altro, qualcosa legato alla mia attività politica. Di sicuro è stata una cattiveria, un gesto folle».

(redazione CM)



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