Addio del capitano De Cesare,
i silenzi della Maceratese:
un club che non sa dialogare

IL CASO - Mentre il calciatore lascia la società, la dirigenza tace. Non è la prima volta e la comunicazione è diventata un tallone d'Achille dei biancorossi nonostante gli inviti in passato alla stampa a collaborare per risollevare il calcio locale
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De Cesare con mister Trillini

 

di Mauro Giustozzi

Estate calda per la Maceratese. Dopo il caso Di Fabio-Sfredda ed il ritorno di mister Trillini ecco esplodere quello di Nicolò De Cesare che lui, non la società come sarebbe stato certamente più giusto ed opportuno, annuncia e ufficializza il suo addio da capitano a quei colori biancorossi cui aveva dato un contributo fondamentale per la vittoria del campionato. Un altro fulmine a ciel sereno… o forse no.

De-Cesare

De Cesare in azione

In questo caso non vogliamo entrare nello specifico della scelta che ha portato la dirigenza a prendere questa decisione, sia essa dovuta ad un fattore fisico legato all’infortunio patito sul finale della scorsa stagione dal calciatore oppure prevalentemente tattico nella costruzione del nuovo gruppo per l’Eccellenza, perché non ci è stato consentito di chiederlo. Sta di fatto che le parole espresse dall’ex capitano sono state abbastanza eloquenti quando ha parlato di non aver avuto rispetto o vicinanza che si attendeva dalla società in questo momento in cui si trovava alle prese con l’infortunio, che il problema non sarebbe stato neppure quello economico, che lui sarebbe stato il primo ad andare incontro alla società se la situazione infortunio fosse andata avanti per lungo tempo e che alla fine è stato accompagnato all’uscita dallo stesso club biancorosso.

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Il presidente Alberto Crocioni

Questo in sintesi il ‘De Cesare pensiero’ espresso oggi. Al quale sarebbe stato giusto e opportuno contrapporre pubblicamente quanto meno la posizione della società, il suo pensiero, le sue parole, la sua interpretazione dell’accaduto come avviene sempre nel mondo dei mass media quando si è di fronte a due posizioni divergenti al punto che poi sarà il lettore a valutare da che parte sta la ragione. Ma che ancora una volta non ci è riuscito perché dalla dirigenza della Maceratese nessuno ha risposto oggi al telefono. Più volte in passato da parte dei dirigenti della Rata sono stati lanciati inviti alla collaborazione da parte della stampa per contribuire a risollevare le sorti del calcio locale ma è rimasta di difficile, e molte volte impossibile, attuazione nonostante la volontà e la possibilità sempre posta a disposizione della società di poter dire la sua nelle occasioni in cui sarebbe stato opportuno.

Maceratese_FF-2-325x217L’aspetto della comunicazione rappresenta un tallone d’Achille nella crescita del club. Annunciare notizie in particolare quelle legate al mercato, quando sono già circolate su tanti mezzi di informazione, rappresenta solo il certificare un dato di fatto quasi superfluo o comunque superato. Altra cosa è invece anticipare da parte della società quella operazione o notizia che sia. Oppure non annunciare, prima dell’addio ufficiale dato dallo stesso De Cesare, la separazione dall’ex capitano è solo l’ultimo di una serie di episodi che non aiuta quel sano rapporto stampa-società che ci dovrebbe essere. Tanto che quasi certamente nelle prossime ore arriverà il laconico comunicato del club per ringraziare De Cesare di quello fatto in maglia biancorossa. Però fuori tempo massimo. Concludendo e tornando sul fronte del mercato la rinuncia a De Cesare non porterà nell’immediato ad una sua sostituzione nell’organico biancorosso, visto che la priorità resta quella di un difensore centrale. Infine da oggi e per tutto il mese (pausa per Ferragosto, si riprende il 17) è partita la campagna abbonamenti con la sottoscrizione delle tessere in vista del prossimo campionato presso la sala stampa dell’Helvia Recina (dietro la tribuna) dalle 15 alle 19. La società ha indetto prezzi popolari: curva a 60 euro, tribuna 120 euro.

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