Maceratese, Brini esce di scena:
volata finale fra Di Fabio e Manoni

RATA - Parla il ds Sfredda, che fa il punto della situazione dopo la separazione con mister Sauro Trillini: «A mio avviso non c’erano i presupposti per andare avanti insieme. E non per colpa solo sua. E' stata fatta questa scelta, ponderata, e solo il tempo potrà dire se è stata giusta o sbagliata. Entro domani o al massimo lunedì sarà annunciato il nuovo allenatore». In pole l'ex tecnico del Castelnuovo Vomano e già conoscenza biancorossa
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Guido Di Fabio, uno dei candidati a sedere sulla panchina della Maceratese

 

di Mauro Giustozzi

Fabio Brini esce di scena, è volata finale tra Guido Di Fabio, che è in pole position nella griglia, e Manolo Manoni per la carica di nuovo allenatore della Maceratese in Eccellenza. L’annuncio ufficiale arriverà tra domani o al massimo lunedì mattina perché la società vuole correre per costruire la nuova squadra che inizierà la preparazione estiva in vista della prossima stagione tra il 20 e il 25 di luglio. Giorni frenetici, quindi, per il neo direttore sportivo Giuseppe Sfredda che, in carica da 48 ore, ha già messo tanta carne al fuoco e potrà iniziare la costruzione della nuova squadra non appena sarà scelto il nuovo mister che prenderà il posto di Sauro Trillini. «Perché ho accettato l’offerta della Maceratese? Semplice perché a spingermi a dire sì alla proposta del presidente Alberto Crocioni è stato l’entusiasmo, la mia presunzione perché nella vita come nel lavoro ci vuole anche un po’ di presunzione, essere convinti nei propri mezzi, altrimenti non puoi far nulla nel mondo d’oggi – afferma Giuseppe Sfredda mentre interrompe una delle sue riunioni di lavoro intense -. Alla Maceratese o comunque in piazze di questo livello è davvero difficile dire di no perché qui trovi gente seria, si può fare calcio ad alto livello e personalmente mi stimola molto confrontarmi con una piazza così importante. Mi è stata offerta una possibilità di crescita professionale che difficilmente avrei potuto rifiutare».

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Sauro Trillini

Il “ciclone” Sfredda ha portato subito profondi cambiamenti nell’assetto tecnico della Rata: ha sostituito come direttore sportivo Roberto Conti ed ha chiuso il rapporto con il mister della vittoria del campionato di Promozione, Sauro Trillini. Un reset totale della situazione che potrebbe continuare in futuro anche con la costruzione della nuova rosa. «Ho vissuto in prima persona da avversario la cavalcata vincente della Maceratese di Trillini – prosegue Sfredda – e sono orgoglioso di aver conosciuto personalmente un allenatore come lui che prima avevo avuto modo conoscere sui campi di gioco. Una eccellente persona di cui pensavo bene prima ed oggi che ho avuto modo di conoscerlo come persona non posso che pensare ancora meglio di lui. Però nel calcio, come nella vita, bisogna prendere decisioni nette: a mio avviso non c’erano i presupposti per andare avanti insieme. E non per colpa solo sua, ci tengo a sottolinearlo: è stata fatta questa scelta e solo il tempo potrà dire se è stata giusta o sbagliata. La società mi ha dato carta bianca ed un budget prestabilito per la prossima stagione, ho valutato alcune situazioni e secondo me non c’erano i presupposti per continuare con Sauro Trillini come allenatore. Ci sono delle dinamiche e delle valutazioni che mi hanno portato a prendere questa decisione che magari ha sorpreso la tifoseria ma è stata una scelta ben ponderata da parte mia. Stiamo lavorando in queste ore per definire il nuovo allenatore della Maceratese che sarà uno tra Guido Di Fabio e Manolo Manoni, entro domani o al massimo lunedì sarà annunciato il nuovo mister. Anche perché dico che siamo in ritardo nel fare mercato in vista dell’Eccellenza: mi prendo queste ore per incontrarli e chi mi convincerà di più sarà il nuovo allenatore. L’identikit è chiarissimo: dovrà avere carisma, voglia, entusiasmo di venire a Macerata».

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Manolo Manoni

Tra i candidati c’era anche Fabio Brini che però è uscito dalla lista che era stata stilata dal nuovo direttore sportivo. «Si Brini è fuori dai radar della Maceratese – afferma Sfredda -. Ho avuto modo di parlarci, lui sarebbe stata una figura importante non solo a livello puramente tecnico, di campo, ma anche sotto altri aspetti in virtù della grande esperienza calcistica maturata nella sua lunga carriera di allenatore. Non aveva neppure tanta conoscenza di questa categoria, frequentata solo ai suoi esordi da tecnico a Montegiorgio, ma sarebbe stato prezioso per la Maceratese. Lo debbo solo ringraziare per aver preso in considerazione la mia proposta. Per quanto riguarda l’organico della nuova Rata, non appena ci sarà il nuovo allenatore valuteremo con lui la posizione dei vari calciatori. In primis tutti coloro i quali sono di proprietà della Maceratese. Chi è proprietario del cartellino, se vorrà andare via certamente noi non avremo nessuna possibilità di trattenerlo: se poi qualcuno vorrà aspettare la Maceratese ne terremo conto e se saranno utili al progetto del nuovo mister perché no potranno restare a Macerata, altrimenti sono liberi dal 30 giugno di trovare un’altra squadra».

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Giuseppe Sfredda, neo ds della Maceratesi

Prima di accettare l’offerta della dirigenza biancorossa al neo diesse sono stati prospettati quelli che sono gli obiettivi per il prossimo campionato di Eccellenza. «La Maceratese non potrà mai disputare un torneo anonimo o di secondo piano – ammette Sfredda -. I biancorossi dovranno fare un campionato di medio-alta classifica: se poi saremo quarti, quinti o settimi adesso non lo so. Vedremo col nuovo allenatore, faremo una adeguata programmazione e le relative scelte dei calciatori ed alla fine tireremo le somme se questo ci ripagherà del sacrificio e delle scelte fatte. La cosa che posso promettere è che metterò tanta serietà, umiltà, tanto spirito di sacrificio perché per me rappresenta un trampolino, un punto di partenza e certamente non di arrivo del mio lavoro nel calcio. Metterò tutto me stesso come ho sempre fatto, da quando ho iniziato in Seconda categoria fino ad oggi: qui devi dare risposte, c’è una tradizione calcistica importante con cui confrontarsi. Io chiedo solamente pazienza e valutare il nostro lavoro prima di essere giudicati. Dico a tutti dateci tempo per criticarci. La critica ti fa crescere se è costruttiva: io e l’allenatore che arriverà vogliamo essere valutati sul lavoro svolto sul campo e di quello saremo sempre pronti a rispondere. A me le critiche caricano tanto e aiutano a fare il meglio possibile in futuro».

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