Delitto Rosina, nessun interrogatorio
A giorni la richiesta di fare il processo

MONTECASSIANO - I legali dei tre indagati non chiederanno che i loro assistiti vengano sentiti. Il 18 settembre scadono i termini, poi il pm potrà chiedere il rinvio a giudizio
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Enea Simonetti e la madre Arianna Orazi

 

di Gianluca Ginella

Omicidio di Rosina Carsetti, la difesa non è intenzionata a chiedere interrogatori per Arianna Orazi, Enrico Orazi ed Enea Simonetti (i tre indagati per il delitto), intanto i termini per farlo o presentare memorie sono agli sgoccioli (la scadenza è il 18 settembre) e il pm a quel punto potrà chiedere che si vada al processo.

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Rosina Carsetti

Rosina Carsetti è stata uccisa nel pomeriggio del 24 dicembre scorso. Per la procura di Macerata all’omicidio hanno partecipato, con ruoli distinti, la figlia Arianna, che sarebbe anche stata l’organizzatrice, il nipote Enea, e il marito Enrico (il cui ruolo viene ritenuto marginale).

In un primo momento, dopo la chiusura delle indagini, i legali dei tre indagati, gli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli, avevano valutato la possibilità che i loro assistiti si sottoponessero all’interrogatorio, che si deve svolgere nell’arco di venti giorni dalla chiusura delle indagini.

Ora perè i legali hanno chiarito che non intendono richiedere interrogatori, almeno in questa fase. Con i loro assistiti, Enea e Arianna, in queste settimane hanno avuto lunghi colloqui.

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Il pm Vincenzo Carusi

Dal canto suo il sostituto Vincenzo Carusi, che ha coordinato le indagini dei carabinieri del Reparto operativo di Macerata, è pronto all’ultimo step, quello di formalizzare la richiesta di andare a giudizio per i tre indagati. Cosa che, data la scadenza dei termini il 18 settembre, potrebbe avvenire già a inizio della prossima settimana.

Il reato di omicidio non contempla più la possibilità di accedere ad un rito abbreviato, dunque il processo per l’omicidio di Rosina si svolgere in Corte d’assise.

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L’avvocato Andrea Netti

Il processo dovrà appurare le eventuali responsabilità e come sia maturato il delitto. Una ipotesi della procura è che dietro questo fatto di sangue ci sia stata la volontà di Rosina di rivolgersi al centro antiviolenza. Nel capo di imputazione redatto dalla procura, alla figlia e al nipote vengono contestati anche i maltrattamenti in famiglia. In particolare viene citato un episodio in cui il nipote avrebbe alzato il pugno verso la nonna come a volerla colpire. La donna proprio per i comportamenti del nipote aveva in passato anche chiamato i carabinieri.

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