LA SVOLTA
«Rosina uccisa dal nipote Enea,
Arianna è la mente del piano»

OMICIDIO DI MONTECASSIANO – Il procuratore Giovanni Giorgio ha definito i ruoli degli indagati. Un delitto premeditato, un piano che sarebbe stato elaborato almeno dal 16 dicembre. Il movente va ricercato nei rapporti che si erano deteriorati in famiglia. Alla vittima dissero: «Ci costi 5mila euro l’anno»
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La conferenza di questa mattina

 

di Gianluca Ginella (foto di Fabio Falcioni)

«Per noi l’omicidio di Rosina Carsetti è stato commesso dal nipote Enea Simonetti. La figlia Arianna è stata la mente del piano, il marito della vittima non ha saputo opporsi al delitto» così il procuratore Giovanni Giorgio ha sintetizzato quelli che la procura ritiene siano stati i ruoli nell’omicidio di Montecassiano tenuti dai tre indagati. Due di loro, Arianna Orazi ed Enea Simonetti, sono stati arrestati oggi e si trovano in carcere (leggi il servizio).

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Arianna Orazi ed Enea Simonetti davanti alla villetta di Montecassiano

Nessuna misura cautelare per Enrico Orazi, il marito della 78enne uccisa il 24 dicembre scorso. Che l’autore del delitto sia stato il nipote lo dicono gli inquirenti in base a delle conversazioni che sono state intercettate tra la madre e il figlio. Enea in un primo momento, la notte tra il 24 e il 25 dicembre, portato in caserma, ad un certo punto aveva iniziato a confessare dicendo che in casa era avvenuto un incidente, e che la madre e il nonno avevano realizzato una messa in scena. «La madre, venuta a sapere cosa stava dicendo, gli aveva detto che non poteva parlare di incidente perché la nonna era stata strozzata. Ma nessuno sapeva ancora come fosse morta Rosina» ha detto il procuratore, sottolineando «noi puntiamo sugli errori degli indagati. Arianna disse di averne commessi tre: non avere addormentato i loro cani, non avere detto ad Enea di attendere in giardino prima di entrare in casa dopo essere uscito per andare al market e avere atteso un’ora nel parcheggio del supermercato, e non avere messo in tasca i duemila euro che poi le vennero trovati nella borsetta».

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Rosina Carsetti

Una donna che ha architettato tutto «almeno dal 16 dicembre, giorno in cui compare una conversazione tra Arianna ed Enea su Instagram. Lei ad un certo punto gli scrive di tornare a casa perché ha iniziato ad elaborare il piano. Per noi il piano era quella di uccidere Rosina» continua il procuratore. Sul moventi «i rapporti che si erano deteriorati all’interno della famiglia. In una conversazione dicono a Rosina: “Tu ci costi 5mila euro l’anno”» ha spiegato Giovanni Giorgio. Il procuratore ha anche ringraziato i carabinieri, «purtroppo alcuni di loro nel corso delle indagini sono rimasti contagiati con il Covid, stanno bene, non ci sono state conseguenze gravi, ma mi è dispiaciuto».

 

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Il procuratore Giovanni Giorgio

 

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Il colonnello Nicola Candido, comandante provinciale dei carabinieri

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LA SVOLTA «Rosina uccisa dal nipote Enea, Arianna è la mente del piano»

Le intercettazioni che incastrano Arianna, la confessione “rimangiata” da Enea e il perdono chiesto da Enrico

Omicidio di Rosina Carsetti, arrestati Enea e Arianna

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