«I 2mila euro di Arianna? Parte di caparra
per comprare una nuova attività»
Di nuovo sotto la lente la portafinestra

OMICIDIO DI ROSINA - Giovedì ennesimo accertamento alla villetta. La procura e la difesa dei familiari della 78enne uccisa hanno nominato dei consulenti. Oggi sequestrato un hard disk nel negozio degli Orazi. L'avvocato Netti sul denaro trovato in auto alla figlia: «Deriva dalla vendita di una moto»
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Un sopralluogo alla villetta di Montecassiano

 

di Gianluca Ginella

Ennesimo sopralluogo alla villetta di via Pertini di Montecassiano dove Rosina Carsetti è stata uccisa la vigilia di Natale. Gli inquirenti esamineranno di nuovo la portafinestra dove sono stati trovati dei segni che secondo i difensori dei famigliari di Rosina sono quelli di una effrazione.

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Rosina Carsetti

I carabinieri della Scientifica di Ancona avevano inviato nei giorni scorsi una relazione alla procura di Macerata in cui dicevano di ritenere quei segni non compatibili con una effrazione. Ma giovedì su quella portafinestra ci sarà un ulteriore accertamento e la procura ha nominato un proprio consulente, Andrea Violoni. «Perché questo nuovo accertamento? Dal mio punto di vista quanto rilevato dai carabinieri nella consulenza presenza enormi margini di discussione – dice l’avvocato Andrea Netti, difensore dei familiari di Rosina -. Forse lo pensa anche la procura e per questo ha deciso di fare questo sopralluogo». Anche i difensori hanno deciso di nominare un proprio consulente, l’ingegnere Simone Guaitini.

Oggi intanto i carabinieri sono stati al negozio degli Orazi (in via Rosati a Macerata) e lì hanno sequestrato un hard disk. Anche questo sarà controllato dal consulente della procura, Luca Russo, che sta analizzando il contenuto dei vari computer e cellulari della famiglia Orazi.

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L’avvocato Andrea Netti

Altro dettaglio che emerge dall’indagine sono duemila euro trovati nella borsetta di Arianna e che la donna aveva in auto. Una somma simile era stata rubata, a detta della famiglia, dal rapinatore che dicono essere entrato in casa la notte di Natale. «Qualche giorno prima del 24 dicembre gli Orazi avevano venduto una moto e qualcos’altro – dice l’avvocato Netti -. Quei giorni la famiglia aveva non meno di 4mila euro e non più di 5mila euro in contanti. Avevano infatti bisogno di 5mila euro da versare come caparra per acquistare una nuova attività commerciale in aggiunta a quella che hanno. Una piccola attività, in altro settore rispetto al negozio di autoricambi per auto».

Sopralluogo a parte, le indagini dei carabinieri, coordinate dal procuratore Giovanni Giorgio e dal sostituto Vincenzo Carusi, proseguono in modo serrato e sono attesi esiti delle perizie. La procura non segue (pur se non viene ufficialmente escluso) il sentiero del rapinatore ma è invece tra i tre familiari indagati che cerca chi ha ucciso Rosina la vigilia di Natale.

Un caso che continua ad avere una risonanza nazionale, in questi giorni una delle trasmissioni Mediaset, Pomeriggio 5, sta dedicando delle dirette da Montecassiano per raccontare come si sta evolvendo la situazione.

 

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Anche la trasmissione Pomeriggio 5 sta seguendo la vicenda con collegamenti in diretta dalla villetta

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Enea Simonetti esce dalla villetta

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Enea Simonetti con la madre, Arianna Orazi

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Il procuratore Giovanni Giorgio con il colonnello Nicola Candido, comandante provinciale dei carabinieri

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