Il console cinese in visita da Eusebi (Foto)
CIVITANOVA - All'incontro anche l'ex onorevole Mario Morgoni. La direzione della concessionaria: «Rafforzato il valore del nostro lavoro e il dialogo con una delle economie più dinamiche al mondo»

Il console Xinhua Huang in visita alla concessionaria Eusebi
Il console generale cinese Xinhua Huang ha visitato la concessionari Eusebia di Civitanova. Ieri pomeriggio la delegazione cinese ha fatto tappa alla concessionaria, punto di riferimento del marchio Dongfeng, uno dei principali costruttori automobilistici cinesi.

Xinhua Huang con Mario Morgoni
Ad accogliere la delegazione cinese al punto vendita di via Giorgio Sonnino, c’era il gruppo dirigenziale di Eusebi, tra cui il responsabile Carlo Cestola e il responsabile Donfeng Maurizio Tedde. Per la delegazione cinese, presenti il console generale aggiunto Xinhua Huang, l’addetto consolare Xiao Zhang e il presidente dell’associazione Italia Cina Cultura e impresa Sun Guang. All’incontro è arrivato anche l’ex onorevole Mario Morgoni.

Xinhua Huang e Marcello Tedde
«Accogliere la delegazione del vice consolato aggiunto cinese è per noi un grande onore – ha detto la direzione di Eusebi -. La loro visita riconosce il valore del nostro lavoro e rafforza il dialogo tra il nostro territorio e una delle economie più dinamiche al mondo».
(foto di Federico De Marco)








Concessionarsi una consolazione.
— Gli avete riferito dei CITTADINI CINESI che hanno EVASO MILIONI DI EURO in prov. di MC.???
— Visto che sono IRREPERIBILI, li restituisce lui i MILIONI DI EURO.??
…Massimo, e ora che il console cinese s’è consolato con una concessionaria, ci lascerà, tra poco, qualche concessione per consolarci!!? gv
Giuseppe, lui concede noi consolazioni solo se noi essele stati molto onolevoli.
De consolatione philosuviae.
De consolatione philosuviae
Er console cinese, tutto impompatto,
è venuto a ffà visita da Eusebi,
lì a Civitanova, tra le machine belle
de Dongfeng, che sso’ cinesi come lui.
Ha stretto mano ar padrone co’ rrispetto,
ha detto quattro parole in lingua strana,
e ttutto er paese s’è ffatto un concetto:
«Ecco la consolazzione sovrana!».
Philosuviae, dice er titolo mio,
pe’ cconsolà li fijji de ’sta Marca
che vvedeno solo guai e ppoveria.
Viengheno li cinesi co’ li sordi,
ce portano le machine e la cuccagna,
e nnnoi restamo co’ la bocca aperta…
e cce consoli Iddio, che cce vò ttanto!
…Massimo, ma è ploplio pelché noi essele stati tloppi di onolevoli che hanno apelto a molte concessioni…mi sa!!! gv
…distratto
il camminar dell’uomo
che osservo
fuggevole
effimero
destato sol da
esempi mostrati
a sfidar
la corsa
a pulir coscienza
che avida lotta
a mantener ragione
d’ego
d’appartenenza
di possesso… m.g.
Nel salone di Eusebi, a Civitanova, una mattina di maggio non troppo luminosa, arrivò il Console cinese. Era un uomo di media statura, con un abito grigio ben stirato, la cravatta un po’ stretta e lo sguardo di chi ha già visto molte concessionarie nel mondo. Strinse la mano al signor Eusebi con cortesia precisa, senza eccessi. Eusebi, un po’ appesantito, col sudore sulla fronte, sorrise come si sorride quando si spera in qualcosa di importante.«Ecco», disse piano il Console, indicando le Dongfeng allineate fuori come cavalli pazienti, «le nostre automobili. Affidabili. Moderne. Economiche.»Eusebi annuì, ma dentro di sé pensò che la vita, in fondo, è fatta di queste piccole consolazioni: una macchina nuova, un contratto, quattro parole in inglese stentato. Fuori, il mare Adriatico era grigio-verde, indifferente come sempre. Qualche operaio fumava appoggiato al muro, guardando le auto cinesi con quell’aria tra il curioso e il rassegnato.Il Console bevve un caffè senza lamentarsi, anche se era cattivo. Parlò di amicizia tra i popoli, di futuro comune. Tutti ascoltavano con attenzione, come si ascoltano le cose che forse non cambieranno nulla, ma che per un momento fanno sembrare la vita un po’ meno stretta.E mentre stringevano di nuovo le mani davanti ai fotografi, ognuno sentiva dentro quella malinconia leggera che accompagna le speranze provinciali: domani forse venderemo di più, forse staremo un po’ meglio… o forse no.Come sempre, del resto.E il mare continuava a muoversi piano, senza promettere niente.