Sandro Parcaroli ricevuto dal vescovo:
«Restituiamo Macerata ai giovani»

IN CONFESSIONALE - Anche il candidato sindaco del centrodestra racconta il colloquio con monsignor Marconi: «Dobbiamo approfittare delle nuove tecnologie per trasformare questa città in un luogo dove si possa lavorare in modo competitivo. Non possiamo continuare a far emigrare i nostri ragazzi». Ieri sera l'incontro con i commercianti del centro: «Sto studiando progetti concreti insieme a consulenti ed esperti»
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L’incontro di oggi tra Sandro Parcaroli e il vescovo Marconi

 

“Macerata è una città che ha bisogno di stringere un nuovo patto di alleanza con i giovani, spingendoli ad impegnarsi in prima persona nella gestione della cosa pubblica”. Con queste parole, il Vescovo di Macerata Nazzareno Marconi si è rivolto a Sandro Parcaroli, candidato sindaco del centrodestra, durante l’incontro che si è svolto questa mattina presso la Curia, in piazza Strambi. A riferirlo lo stesso Parcaroli, secondo candidato sindaco entrato in “confessionale” dopo l’incontro di ieri con Roberto Cherubini (leggi l’articolo).

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Parcaroli ha spiegato all’alto prelato alcune parti del programma che nei prossimi giorni presenterà ufficialmente alla città.  “È innegabile che il futuro di Macerata appartenga ai giovani. Non possiamo escluderli dalla costruzione di un progetto che rilanci la città. Troppi giovani se ne sono andati negli ultimi anni. Dobbiamo invertire la tendenza, approfittando delle nuove tecnologie per trasformare Macerata in un luogo dove si possa lavorare in modo competitivo rispetto ad altri contesti internazionali”, ha detto Parcaroli. “Il lavoro”, un sindaco non lo crea direttamente, ma indirettamente. Nel senso che un sindaco ha come primo dovere quello di costruire progetti in grado di attrarre investitori. Se non lo fa non è un sindaco, bensì un semplice amministratore dello status quo. Un sindaco deve creare visioni a lungo termine, occupandosi di questioni che vanno oltre l’ordinarietà”.

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Al termine dell’incontro Parcaroli ha espresso grande stima nei confronti del Vescovo. “Nazzareno Marconi è un uomo dotato di grande intelligenza, oltre che di vera umanità. Ascoltarlo è stato istruttivo. È un Vescovo che guarda ai veri problemi della gente, esattamente come me. Ha una profonda conoscenza della città, che osserva con gli occhi colti di chi ha fatto anche esperienza del mondo, viaggiando e conoscendo culture differenti dalla nostra. La sua presenza a Macerata è un valore aggiunto per tutta la comunità, non solo religiosa. Lo ringrazio di avermi ispirato con le sue parole”.

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Ieri sera l’incontro con i commercianti da Vere Italie

Ieri sera Parcaroli ha invece incontrato i commercianti del centro storico: “Dopo averli ascoltati a lungo nei giorni scorsi, ho risposto alle tante domande che avevano. L’ho fatto con il cuore, perché sono uno che quando parla in pubblico di certe cose si emoziona – ha scritto Parcaroli su Facebook –  Sono un imprenditore e sono il proprietario di molti negozi. Nessuno più di me sa quanto è difficile oggi portare avanti un’attività commerciale in Italia. A Macerata, in questi 20 anni, le politiche sono andate nella direzione di creare tanti e tali ostacoli ai commercianti che chi se ne è andato ha fatto solo la scelta più razionale. L’unica sensata, numeri alla mano.
Chi è rimasto lo ha fatto solo per amore di questa città, per non arrendersi a chi, in qualche modo, questo amore lo voleva negare. Avrei voluto dire loro molte più cose di quelle che ho detto, ma per tante ragioni ho promesso che fino alla presentazione del programma renderò note solo le linee generali del mio pensiero. Mi è molto chiaro cosa va fatto per aiutare i commercianti. Ci sono cose semplici e attuabili da subito, che avrebbero come immediato effetto quello di dare ossigeno a quelli che ancora resistono. Tanto più in questo momento di forte contrazione economica. Ma poi ci sono i progetti concreti, quelli che sto studiando insieme a consulenti ed esperti e che puntano a rendere Macerata accogliente, sempre più internazionale e capace di attrarre nuovi investitori.
So di alcuni commercianti che hanno proposto di abbellire le vetrine dei negozi chiusi. È giusto certo. Ma lo scopo di un Sindaco che guarda al futuro deve essere sopratutto quello di riempire quei locali chiusi di nuove attività, favorendo lo sviluppo delle aree interessate. Ogni luogo ha una particolare specificità e vocazione. Vorrei lavorare per costruire nuove identità e far emergere il potenziale inespresso di ogni quartiere, a cominciare dal centro storico, cuore sociale della città”.

Ricotta e Parcaroli al “confessionale” Entusiasmo per l’invito del vescovo

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