Cherubini: «Massimo rispetto per Parcaroli
Il centrodestra non è alla sua altezza»

MACERATA 2020 - Il candidato sindaco dei 5 Stelle spende parole di stima per l'avversario: «Una figura che rispetto ad altre marca una differenza simile a quella tra Maradona e Bruscolotti. Il centrosinistra contro di lui non ha speranze, solo noi potremmo batterlo al ballottaggio». Il commento di Lauretta Gianfelici (Pdf): «Uomo di tutto rispetto, ma che nei fatti il Pd ha favorito nel suo vero mestiere, ossia fare impresa»
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Roberto Cherubini ieri sera durante l’incontro dei commercianti alla Terrazza dei Popoli

 

Anche Roberto Cherubini, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, interviene dopo l’ufficializzazione di Sandro Parcaroli come candidato sindaco del centrodestra: «Conosco Sandro Parcaroli personalmente per cui il mio giudizio è al di fuori delle appartenenze – spiega Cherubini – E’ una persona che ama il territorio e che è sensibile anche alle tematiche sociali. Mi chiamò tempo fa per mostrarmi il suo apprezzamento per le mie creazioni su Macerata, nonostante le nostre diverse appartenenze. Una figura che rispetto ad altre marca una differenza simile a quella tra Maradona e Bruscolotti. Solo il nostro Movimento civico potrebbe batterlo al ballottaggio, il centrosinistra contro di lui non ha a mio parere nessuna speranza. Se i cittadini sceglieranno di mandare al ballottaggio coloro che hanno fatto e fanno qualcosa per il territorio, piuttosto chi il territorio l’ha usato per speculazioni, forse Macerata risorgerà. Ovviamente questo è il mio giudizio sulla “persona” Sandro Parcaroli, perché poi credo che il centrodestra nel suo complesso non sia alla sua stessa altezza, anzi non sia in grado di garantirgli nel tempo il dovuto sostegno».

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Lauretta Gianfelici, candidata sindaca del Pdf

Intanto Lauretta Gianfelici, candidata sindaca del Popolo della Famiglia, attacca: «Prosegue la corsa dell’amministrazione uscente ai grandi investimenti, dal mattone all’illuminazione: pronta quella artistica per Piazza della Libertà.Decisioni e risultati cascano dall’alto sulla città, a pioggia, spesso da Marte, con risultati che hanno prodotto un tonfo tale da rompere un grande vaso di Pandora, la nostra vergogna davanti a tutto il mondo. Il Pd maceratese e i suoi alleati hanno a cuore solo progetti e bandi per occupare spazi, invece dei luoghi che i cittadini oggi dovrebbero ri-vivere con regole nuove. Il sindaco uscente abdica da un regno, in cui i cittadini sono trattati come sudditi. Da tempo non è primo cittadino inter pares e non amministra con la responsabilità di essere modello per innescare un movimento di restituzione di stima sociale, di prestigio al comportamento onesto e altruistico, che diventi anche di mentalità e di costumi, di vita nuova e reale che parta dal basso. E’ sotto gli occhi di tutti la crisi della nostra città e della democrazia dei partiti.
Le evidenze sono crollate perfino nel buon senso dell’opposizione, imbavagliata in una grave forma pachidermica, nel limbo dell’impossibile, dentro un compromesso tra potere e lucro che regna sulla buona alleanza, anziché sbarrare tutti i mali ben annidati di una città in cui sembra non si possa sfuggire alla concezione perversa del ‘favore’, alla generale convinzione che una mano lava l’altra, con il risultato che poi tutte rimangono sporche.
L’impegno ad ascoltare i cittadini è declamato dalle varie liste del centrosinistra ma risulta vuoto.  Ricorrere a strumenti come mutui e altre forme di accesso al credito, al project-financing e ai fondi nazionali ed europei per cementificare ancora, trascurando poi la situazione del Convitto, ad esempio, imporre una macchina amministrativa che non ricerca benessere cittadino, ma si genera dall’ambizione e dai sogni non farà rialzare Macerata».

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Il sindaco Carancini e la vice Monteverde nel dicembre 2018 all’inaugurazione di Vere Italie, ristorante in centro della famiglia Parcarol

Lauretta Gianfelici parla poi di «enormi rischi per la città per aver abbandonato i temi sicurezza e lavoro. La criminalità – sostiene – tenterà di conquistare maggiore terreno mettendo sotto una pressione più forte i nostri figli. 
Le parole “servizi, sicurezza e legalità” di un Pd goliardico, senza umiltà, e un centrodestra che si appresta a mettere in campo un altro candidato, uomo di tutto rispetto, ma che nei fatti il Pd maceratese ha favorito nel suo vero mestiere, ossia fare impresa. Perfino la Sovrintendenza delle Belle Arti è stata favorevole alla trasformazione della Villa Storica di fine ‘800 ad altro uso. Pertanto Carancini e Monteverde non potevano che essere testimonial per l’inaugurazione dei locali promossi. Giova ricordare anche che nei fatti la città sembra diventata un circolo privato, che il danno rimane verso le priorità e la difesa della stessa democrazia.  Il comizio di Ricotta nel primo sabato del mese, giorno dedicato a Maria padrona della città, ha citato finalmente anche gli attori invisibili, ma protagonisti, facendo riferimento “all’Ufficio Europa, Fondi Nazionali ed Europei” da potenziare. Eh sì! E’ con l’aiuto dei privati che mirano agli utili per sé e la propria azienda, non per il Bene Comune, che si può stare tranquilli di non abbandonare la vecchia strada per la nuova, definita incerta dal proverbio, ma magari quella che ci vorrebbe. Ormai neppure la marginalissima fiducia dei cittadini fa più riflettere: un’affluenza ferma al 39,26%, alle scorse amministrative».

(redazione CM)

 

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