Macerata 2020, stallo nel centrodestra
L’avvocato Giulianelli: «Fanno di tutto…
per perdere un’altra volta»

ELEZIONI - Non si trova la sintesi per il candidato sindaco e l'ipotesi primarie non sarebbe gradita al partito di Salvini. Ricotta continua a fare campagna elettorale senza avversari. Il noto penalista attacca la coalizione a trazione leghista e confessa che prenderebbe in seria considerazione la candidatura: «Ma lì in mezzo ci sono certe teste...»
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L’avvocato Giancarlo Giulianelli e i componenti del tavolo del centrodestra

 

di Matteo Zallocco

Un assordante silenzio in vista delle elezioni comunali della prossima primavera a Macerata. Bocche cucite nel centrodestra: i componenti del tavolo continuano a riunirsi tutte le settimane ma al momento le trattative restano top secret. Il nodo difficile da sciogliere è sempre quello del candidato sindaco: trovare un profilo che vada bene a tutte le otto forze politiche è a dir poco complicato. Qualcuno di loro sostiene che non si sta ancora parlando del candidato sindaco (aspettano il 2025?) ma solamente del programma. Qualcun altro fa capire che ci sono dissidi proprio sul chi candidare: circostanza fisiologica, ancora di più quando sono tanti i galli a cantare. Altri ancora da tempo hanno messo sul tavolo l’ipotesi delle primarie di centrodestra nel caso non si dovesse riuscire a trovare la sintesi. Una proposta di cui si discute da qualche mese, prima ancora delle dichiarazioni su Cm del coordinatore di Forza Italia Riccardo Sacchi che ha parlato del “piano b”(leggi l’articolo).

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PICCOLI PASSI – Lo scorso 18 ottobre la Lega ha inaugurato la sede a Macerata.

Ipotesi che non sarebbe gradita alla Lega per un motivo piuttosto ovvio: le primarie a Macerata rischierebbe seriamente di perderle. Alle elezioni amministrative non basta Salvini e lo si è visto lo scorso maggio quando nella nostra provincia la Lega raggiunse un traguardo senza precedenti alle Europee. In alcuni Comuni andò addirittura oltre il 50%. Quegli stessi Comuni dove quello stesso giorno arrivò una batosta alle amministrative per il partito guidato nel nostro territorio dal supercommissario Paolo Arrigoni e dal deputato treiese Tullio Patassini. Su 38 città maceratesi al voto la Lega perse quasi ovunque, da Treia ad Appignano, da Cingoli a Montelupone, da Monte San Giusto a Recanati. Flop totali in particolare arrivarono nei centri dove la Lega corse da sola e fu schiacciata dalle “vecchie volpi” di Pd da una parte e Forza Italia dall’altra. Fece meglio Fratelli d’Italia in quei Comuni dove il partito della Meloni guidò la coalizione, ad esempio Potenza Picena. Questo perché la Lega soffre della scarsa rappresentatività territoriale e anche a Macerata sono pochi in prima linea nonostante qualche “acquisto” come il consigliere Andrea Marchiori, l’ex assessore provinciale Andrea Blarasin e la coordinatrice comunale Sandra Vecchioni, nominata da più di un mese senza mai ancora farsi sentire (leggi l’articolo). Aspettano tutti il capo. Ruolo che qui Salvini ha affidato al senatore di Lecco, Paolo Arrigoni. Ma nel tavolo del centrodestra non tutti accetteranno le imposizioni dall’alto. Lo ha detto chiaramente proprio Riccardo Sacchi: «Il candidato non sarà imposto, dovrà uscire dalle 13-14 persone che sono sedute intorno al tavolo, compresa la LegaPotrebbe essere uno dei ‘commensali’, se invece verrà proposto qualcuno da fuori dovrà essere un valore aggiunto per credibilità, preparazione e gradimento e dovrà essere digerito da tutti e gradito a tutti».

Da fuori? Sì perché sono stati avvicinati (in particolare dalla Lega) diversi esponenti della cosiddetta società civile, come stanno facendo dall’altra parte Italia Viva e Pensare Macerata. E anche nel centrosinistra in vista delle primarie se la prendono tutti con comodo, tranne l’assessore ai lavori pubblici Narciso Ricotta che è partito con una campagna elettorale non ufficiale ormai da molti mesi e ad oggi è sembra essere l’unico ad avere capito che il voto è ormai alle porte. Lui taglia i nastri con Carancini, sistema le strade, lancia le sue “piccole idee” sui social, pubblica album da fotoromanzo e soprattutto batte il territorio giorno per giorno, quartiere per quartiere, a caccia di voti.

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Giancarlo Giulianelli, uno dei più noti penalisti di Macerata

Tornando a Sparta (centrodestra), non è stato invece contattato il noto penalista Giancarlo Giulianelli, difensore tra gli altri di Luca Traini e del senatore leghista Giuliano Pazzaglini. La voce di una sua possibile candidatura a sindaco circola in città dalla scorsa estate. Glielo avevamo chiesto ad agosto e aveva risposto ironicamente: «Io alla Lega? Solo da primo ministro (leggi l’articolo)». Oggi che dice? «Tuttora nessuno mi hai mai cercato ma se qualcuno mi chiedesse di candidarmi a sindaco lo prenderei in considerazione. Sono di centrodestra ma di nessun partito. Sarei un civico. Indipendentemente da me, credo che una persona esterna al mondo dei partiti ma che viva la città in maniera concreta possa essere una valida alternativa a chi ha governato Macerata per 25 anni». Poi in serata richiama e cambiamo il titolo: «Vuoi sapere quello che penso veramente? Con certe teste il centrodestra continuerà a perdere, fanno di tutto per perdere, questi che ci sono ora non vincerebbero nemmeno senza avversari. Scrivilo pure».

 

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