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Omicidio di Pamela,
Desmond e Awelima davanti al Gip:
opposizione a richiesta di archiviazione

L'UDIENZA si svolgerà in luglio dopo che la famiglia della 18enne uccisa da Innocent Oseghale, condannato ieri all'ergastolo, ha fatto istanza per chiedere ulteriori indagini anche sui due nigeriani che all'inizio erano stati indagati e arrestati. Il Gip potrebbe decidere di riaprire l'inchiesta
giovedì 30 Maggio 2019 - Ore 16:26 - caricamento letture
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Desmond Lucky

 

di Gianluca Ginella

«Fuori uno, ora tocca agli altri».  L’aveva detto ieri la mamma di Pamela Mastropietro, Alessandra Verni, dopo la condanna all’ergastolo di Innocent Oseghale uscendo dall’aula del tribunale di Macerata, travolta dagli abbracci. E a luglio è stata fissata l’udienza di opposizione all’archiviazione per gli altri due nigeriani che erano stati indagati per l’omicidio, Desmond Lucky e Lucky Awelima. A fare opposizione i famigliari di Pamela. La procura, che aveva indagato e arrestato entrambi ritenendoli coinvolti nell’omicidio di Pamela, nei mesi scorsi ha chiesto l’archiviazione per tutti e due non essendo emersi elementi che potessero collegarli con il delitto. Di loro non sono state trovate tracce di Dna in casa o sul corpo di Pamela.

Lucky Awelima

Tra le circostanze emerse al processo che si è svolto davanti alla Corte d’assise di Macerata e in cui era imputato Oseghale, ieri condannato all’ergastolo e 18 mesi di isolamento diurno, c’era quella che Desmond Lucky sarebbe stato a casa di Oseghale il 30 gennaio 2018, giorno dell’omicidio. Ne sarebbe però uscito prima che la ragazza fosse uccisa. Sentito nel corso del processo, Lucky ha negato di essere stato a casa di Oseghale (all’appartamento al civico 124 di via Spalato, a Macerata), inoltre ha smentito di aver cercato di avere un rapporto sessuale con lei mentre stavano nella casa del suo connazionale. Oseghale aveva detto che a vendere la dose di eroina a Pamela quel 30 gennaio era stato Desmond Lucky, che però ha negato la circostanza quando è stato sentito al processo. Con l’opposizione alla richiesta di archiviazione al tribunale di Macerata si svolgerà una udienza, fissata a luglio, in cui il gip dovrà decidere se archiviare la posizione dei due nigeriani, o disporre ulteriori indagini. Ed è questa la speranza della famiglia di Pamela che ritiene Oseghale non possa aver fatto tutto da solo. Dovesse il giudice disporre nuove indagini il caso Pamela, al momento chiuso con la condanna all’ergastolo di Oseghale per omicidio aggravato dalla violenza sessuale, si riaprirebbe. Almeno per il tempo di svolgere ulteriori indagini.

La mamma di Pamela ieri dopo la sentenza

 

ERGASTOLO A OSEGHALE «Ha ucciso Pamela»

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