Civitas Mariae da 70 anni,
la celebrazione in Consiglio.
Parcaroli: «Le persone al centro»

MACERATA - Questa mattina la seduta celebrativa in occasione della ricorrenza dell'intitolazione della città alla Madonna, approvata il 15 novembre del 1952. Il vescovo Nazzareno Marconi: «Mentre noi stiamo parlando qui, alla Caritas hanno accolto quanti durante queste notti hanno dormito all’addiaccio. Sarebbe stato un torto a Maria non fare tutto il possibile per chi ha bisogno»

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La seduta straordinaria del Consiglio comunale

di Luca Patrassi (Foto Fabio Falcioni)

Seduta straordinaria del Consiglio comunale questa mattina per celebrare i settanta anni dalla intitolazione di Macerata Civitas Mariae. Seduta aperta con l’Inno d’Italia suonato dall’Orchestra fiati “Insieme per gli altri”, il saluto del presidente del Consiglio comunale Francesco Luciani che ha portato la delibera e la serie di interventi chiusa dal sindaco Sandro Parcaroli, dal vescovo di Macerata Nazzareno Marconi e dalla consigliera regionale Anna Menghi. «Si tratta della seconda delibera del Consiglio comunale dopo 70 anni dall’atto che istituì Macerata Civitas Mariae, quello del 15 novembre del 1952; in questo caso, per la prima volta, è stata votata all’unanimità – ha detto il presidente del Consiglio comunale Francesco Luciani -. Un ringraziamento a tutti i consiglieri comunali che hanno voluto fortemente celebrare questo momento stretti sotto la custodia di Maria».

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L’intervento di Pierfrancesco Castiglioni

Primo intervento a cura di Pierfrancesco Castiglioni, capogruppo Fdi:«70 anni fa la corale volontà dei maceratesi e il voto unanime dei consiglieri presenti, 37 votanti 8 astensioni, per Civita Mariae: una devozione plurisecolare, il culto di Maria a Macerata ha trovato una terra privilegiata, rigenerare a Macerata la questione solidale, un comune sentire per guardare operosamente, da laico credente credo che al fianco alla regina della pace saremo sempre in buone mane». Aldo Alessandrini, Lega:«Cito le parole dette da Giovanni Paolo II, “gli amministratori vollero porre la città sotto la protezione della Madre di Dio: protezione, accoglienza, servizio”. Macerata Civita Mariae, la costruzione della chiesa della misericordia, l’azione dei Salesiani dal 1890, la caserma dell’Aeronautica la cui protettrice è Maria».

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Sabrina De Padova

Sabrina De Padova, lista civica Parcaroli:«In questo periodo di incertezza e di povertà di valori, nasce l’esigenza di ancorarsi a delle speranze, ci troviamo per celebrare questo anniversario, 70 anni dopo la seduta di Consiglio del 1952, la nostra è una generazione chiamata a fare memoria di quel bel gesto di devozione, un titolo che la comunità deve meritarsi ogni giorno». Marco Bravi, consigliere Fdi: «I maceratesi hanno un ardore particolare verso Maria, tante le chiese che le sono state dedicate in città, tante le opere e le citazioni: dobbiamo imparare da Maria, ascoltare tutti senza distinzioni». Lorella Benedetti, consigliere Fdi: «Significato profondo non solo di fede ma anche materiale e concreto, vogliamo rinnovare la consacrazione della città a Maria, un legame forte, la nostra peculiarità storica, morale e culturale, non un valore solamente formale. Il contenuto sostanziale lo troviamo in quello che Maria ci ha trasmesso, impegno a ritrovare l’umanità in ognuno di noi. Anche in altre confessioni cristiane Maria è  simbolo di unità e del dialogo». Romina Leombruni, Fdi: «Mi ha molto emozionato leggere i nomi dei consiglieri che 70 anni fa hanno votato per questa intitolazione, oggi sono io ad avere l’onore di sedere in questi banchi: abbiamo bisogno di riflettere, vivere l’oggi nel migliore modo possibile, auguro a tutti di riuscire a rendere quel servizio che il nostro ruolo ci impone».

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Andrea Perticarari

Andrea Perticarari Pd: «Era il novembre del 1952, oggi tutto è cambiato, anche il rapporto tra Stato e Chiesa, si sono evoluti i rapporti, anche la dottrina sociale della Chiesa. Come ci dobbiamo porre davanti a questa effigie? La risposta la dobbiamo trovare in quanto accaduto in Italia negli ultimi anni, siamo immersi in un paradosso, la difesa di tradizioni identitarie fatte proprie a fini politici, allora penso che quella effigie è un simbolo di accoglienza attuale come non mai, in un mondo che tende a lasciare indietro gli ultimi». Laura Orazi, Lega: «Macerata è tra le città italiane che palpitano di amore dolcissimo per Maria, un richiamo a uno spirito civico che sappia guardare con speranza alla costruzione di un futuro all’insegna dell’etica e della solidarietà». Alessandro Marcolini, Pd: «Siamo abituati a vedere solo noi stessi, spero fortemente che Maria che ci protegge, ci illumini, ci aiuti a capire il motivo per cui ci troviamo dove siamo ora, siamo qui per portare la voce del popolo, dei cittadini, e spesso ce ne scordiamo».

ConsiglioComunale_CivitasMaria_FF-12-325x217Stefania Monteverde, Macerata bene Comune: «Siamo in un ambiente laico che oggi si trova a discutere un argomento religioso, valore laico di questa cerimonia, un atto importante per tutta la città, non solo per chi è credente, mi piace ricordare quanto scrive Libero Paci “siamo dentro una tradizione tanto antica e tanto cara a Macerata”, una storia che nasce nel 1286 quando la città decide di effigiare la piazza con l’effigie della Madonna, posizionata e poi spostata, nel 1925 tolta per mettere il fascio littorio, i cittadini infine la richiedono». Sandro Montaguti, Fi: «l 16 novembre 1952 è una data che resterà scolpita nella storia della città, non è un titolo onorifico ma un programma di vita, la devozione mariana ha origini plurisecolari, oggi la città celebra un evento di particolare grazia, il desiderio di pace che anima ognuno di noi». David Miliozzi, Macerata Insieme: « Una giornata di festa, volevo condividere due immagini legate a Maria, quella con l’abito che ci avvolge e sopratutto l’immagine di Maria ai piedi della croce: ognuno di noi si rende conto di come nella nostra vita la sofferenza sia importante, quell’immagine è il simbolo di un amore totale, incondizionato, assoluto, oltre l’umano, simbolo di accoglienza. Mi auguro che questa sia la lezione della celebrazione, percorrere la strada dell’accoglienza». Ninfa Contigiani, Pd: «Guardare alla figura di Maria anche come alla figura di una donna, madre che ha saputo definirsi rispetto al compito materno e che tuttavia non è stata soltanto questo, anche donna esemplare a cui potersi riferire a seconda di un sentire che è sempre personale quando è religioso ma non impedisce uno sguardo laico».

ConsiglioComunale_CivitasMaria_FF-1-325x217Particolarmente commosso il sindaco Sandro Parcaroli che ha sottolineato come lui stesso da si affidi alla Madonna: «Oggi siamo qui per rinnovare un patto che va oltre ogni preziosa diversità e che, negli anni, ha contribuito a costruire un’identità di città capace di mettere al centro il valore delle persone. Come in questi giorni di celebrazioni ha ricordato il vescovo Nazzareno Marconi, è importante fare memoria di quel comune sentire che settant’anni fa unì la comunità, per continuare a cercare le vie che ci aiutano a costruire il futuro. Avete già detto molto nei vostri interventi e vorrei concludere con un invito: Macerata è Città di Maria e sono proprio quelle virtù che dobbiamo prendere da esempio nel vivere in comunione e armonia con il prossimo. Più che un invito mi auguro che, usciti da questo consiglio comunale straordinario, quello dell’amore verso il prossimo sia un impegno, da coltivare ogni giorno, per il bene comune».

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L’orchestra fiati “Insieme per gli altri”

Intermezzo musicale dell’Orchestra dei Fiati, colonna sonora della solidarietà che si è esibita prima nell’inno di Mameli e poi nell’Ave Maria cantata dalla soprano Maria Cristina Domenella. Presente anche il sindaco di Lanciano, città custode del miracolo eucaristico, Filippo Paolini. Dunque l’intervento del vescovo Nazzareno Marconi: «Parlo sereno perché mentre noi stiamo parlando qui, alla Caritas hanno accolto quanti durante queste notti hanno dormito all’addiaccio, mi pareva di fare un torto alla Madonna senza fare tutto il possibile a quanti hanno bisogno. Vi ringrazio della opportunità di parlare come concittadino e come primo responsabile dei cristiani cattolici. La collaborazione istituzionale, lungi dal ferire una laicità dello Stato, contribuisce a tutelarla, incoraggia la saggia navigazione nel vivere comune insegnata dal dettato costituzionale attento a evitare la deriva sia laicista che teocratica. C’è l’impegno di riconoscersi a vicenda nell’obiettivo di servire i bene comune, quando 70 anni il Consiglio comunale deliberò di consacrare Macerata alla Madonna si segnò un passo importante di questa storia comune».

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Il vescovo Nazzareno Marconi

Ha aggiunto il vescovo Marconi: «La Madonna non è solo dei cristiani, grandezza umana, modello attuale di uno stile femminile con cui abitare la modernità, il valore della reciprocità. Ho un ricordo giovanile, nel 1978 ero studente a Roma ed incontrai varie volte cortei femministi che scandivano “siamo donne, non madonne”, era l’errato monopolio ecclesiastico che aveva stravolto l’immagine di Maria, così in questi giorni ho proposto il titolo del convegno al Buonaccorsi “Madonna Ma donna”, atteggiamento educativo aperto. Macerata come Civita Marine trova in questo fatto una grande vocazione ad essere una città del pensiero, della dignità umana, che sappia tracciare una linea virtuosa di collaborazione tra Stato e Chiesa, Macerata  diventi sempre più una città del pensiero umano e sull’umano, del resto è lo stesso seme fecondo che si è data l’Università…non c’è più spazio per la ricerca sul senso della vita ma solo per il suo uso, non c’è spazio per la bellezza della vita, se Macerata saprà opporsi a questa deriva tecnocratica, farà ancora più brillare questa tradizione di città d’arte. C’è una ultima deriva culturale che siamo chiamati ad evitare nel pensare e progettare i lavori del terremoto, sfida culturale nel restauro delle nostre chiese, se ne facciamo dei musei morti non abbiamo trasmesso, abbiamo solo conservato, Macerata sia una terra che non va a rimorchio ma che traccia dei segnali».

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Anna Menghi e Rosaria Del Balzo

Infine la consigliera Anna Menghi per la Regione: «Un ponte tra se stessi e le generazioni future, in questo tempo fluido richiamare i principi fondativi della nostra storia costituisce il perno per dare solida base alla nostra vita, simbolo di pace, di amore e prospettiva, sovrasta il cuore di una città che vuole ritrovare se stessa, una questione di di civiltà prima che di tradizione, le radici ci rendono meno soli e più completi».

 

Macerata “Civitas Mariae” da 70 anni, il vescovo: «Pensiamo alla Madonna come una cittadina onoraria»

 

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Francesco Luciani

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Alessandro Marcolini

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Marco Bravi

 

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Il comandante della municipale Danilo Doria

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Il comandante Giorgio Picchiotti

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