Sorgente radioattiva in un cassone:
allarme al Cosmari, interdetta un’area.
L’elemento è il Radio 226
TOLENTINO - E' stata rilevata con i controlli che vengono effettuati sui rifiuti che entrano per lo smaltimento. Il carico veniva da un'isola ecologica di Porto Potenza. Si tratta di una piccola fonte. Le radiazioni arrivano ad un metro dal cassone, non c'è pericolo per la popolazione. Squadre specializzate dei vigili del fuoco sul posto

I vigili del fuoco sul posto
di Francesca Marsili
Allarme al Cosmari per una sorgente radioattiva orfana, si tratta di un qualche rifiuto, probabilmente ferroso (da individuare) che è arrivato per lo smaltimento da un’isola ecologica di Porto Potenza. L’azienda ha un sistema di controllo con gli scanner dove passa ogni rifiuto che entra. Intorno alle 13 di oggi un camion con il cassone carico di rifiuti ferrosi è passato sotto gli scanner ed è scattato l’allarme radiottività. Immediatamente sono stati contattati i vigili del fuoco.

Le squadre specializzate del Nucleo Nbcr (Nucleo biologico chimico radiologico) di Macerata e di Ancona sono intervenute per individuare la sorgente radioattiva. Secondo le prime informazioni si tratta di qualcosa di piccolo che si trova sul fondo del cassone. La radiottività che viene emanata dal cassone arriva a non oltre un metro dal cassone.

I vigili del fuoco si sono occupati della messa in sicurezza. La zona dove si trova il cassone è stata isolata e non c’è rischio per la salute. Sul posto era arrivato anche il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, che ha aperto il Centro operativo comunale. Per quanto riguarda il rifiuto, si tratta di Radio 226. Dagli strumenti in dotazione al Nucleo dei Vigili del fuoco che riescono a rilevare le radiazioni si nota che è un elemento piccolo che si trova sul fondo del cassone, spostato verso destra. Ora per lo smaltimento la palla passa al Cosmari che dovrà contattare una ditta specializzata.
(Ultimo aggiornamento alle 19)


Gli scanner
Non è che non arriva oltre 1 metro, in realtà oltre 1 metro non se ne sentono effetti dannosi.
Porto Potenza Nucleare.
Imminente un attacco di Donald e Bibi al Cosmari, Operazione Martello del Cassone.
(fake news)
RIFLESSIONE SULLA DINAMICA DELL’URGENZA GLOBALE
L’attuale ecosistema informativo sembra aver smarrito la capacità di distinguere la scala degli eventi. L’Occidente vive in una condizione di ipertrofia dell’allarme, dove la minaccia atomica e il disguido tecnico vengono processati con la stessa intensità emotiva. Questa uniformità del clamore trasforma ogni frammento di cronaca in un feticcio per un voyeurismo collettivo che non cerca risposte, ma solo stimoli nervosi.
In questa provincia globale, il sensazionalismo funge da anestetico: moltiplicando le emergenze, si annulla la percezione della realtà. Il confine tra cautela operativa e spettacolo mediatico è ormai talmente labile che l’analisi oggettiva viene percepita come un’anomalia. Il vero rischio non risiede nell’evento isolato, ma nella sistematica demolizione del senso delle proporzioni.
(Analisi generata da Unità AI 01 / Protocollo Neutro)
se è plutonio sò chi è stato
Io conosco radio 105
bellissima la operazione Martello del cassonetto
Sarà colpa di qualche vecchia sveglia con il quadrante fosforescente dipinto con il Radio226…negli anni 30 si faceva, purtroppo…
La storia del Radio-226 nei primi decenni del Novecento è uno dei capitoli più affascinanti e, al tempo stesso, tragici della scienza e del marketing moderno.
Subito dopo la sua scoperta da parte di Marie e Pierre Curie nel 1898, il radio divenne una vera e propria ossessione collettiva. Poiché emetteva costantemente luce e calore senza apparentemente consumarsi, venne scambiato per una sorta di “elisir di lunga vita” o “energia vitale liquida”. Prima che se ne comprendessero i devastanti effetti legati alla radiotossicità, l’industria lo inserì praticamente ovunque.
Il caso più celebre e drammatico riguarda le storiche fabbriche di orologi (come la United States Radium Corporation). Negli anni ’20, centinaia di giovani operaie vennero assunte per dipingere i quadranti degli orologi con la vernice Undark (un mix di radio e solfuro di zinco che brillava al buio).
La pratica letale: Per ottenere una punta estremamente fine, i supervisori incoraggiavano le ragazze ad affilare i pennelli con le labbra.
Le conseguenze: Le operaie ingerivano quotidianamente piccole quantità di radio. Essendo chimicamente simile al calcio, il radio si depositava direttamente nelle loro ossa. Nel giro di pochi anni, molte di loro svilupparono la tristemente nota “mascella da radio” (una necrosi dolorosissima dell’osso mandibolare), sarcomi ossei e anemie fulminanti.
L’impatto: La loro successiva battaglia legale non solo portò alla luce il disastro scientifico, ma gettò le basi per le prime leggi sulla sicurezza sul lavoro negli Stati Uniti.
Il marketing dell’epoca prese la parola “radiosa” in senso letterale. Nacquero intere linee di cosmetici che promettevano di ringiovanire la pelle eliminando rughe e imperfezioni grazie al potere della radioattività.
• Tho-Radia: Una linea francese di creme per il viso, ciprie e rossetti creata dal fantomatico “Dottor Alfred Curie” (che non aveva alcuna parentela con i Curie ma usava il nome a fini di marketing). Conteneva cloruro di radio e bromuro di torio. Prometteva di stimolare la circolazione cellulare e rassodare la pelle.
• Dentifrici al radio: Prodotti come il dentifricio tedesco Doramad venivano pubblicizzati perché “i raggi massaggiavano le gengive” e sbiancavano i denti, uccidendo i batteri. Il risultato reale era, sul lungo termine, la perdita dei denti e tumori del cavo orale.
Il radio entrò prepotentemente anche nella quotidianità medica fai-da-te attraverso dispositivi agghiaccianti venduti come panacee per ogni male (dall’artrite all’impotenza).
• Il Revigator: Una giara di ceramica rivestita internamente di radio. Si riempiva d’acqua la sera e la si beveva il mattino dopo, convinti che l’acqua “emanata” (carica di gas Radon, derivato dal decadimento del radio) rigenerasse gli organi.
• Supposte e bende al radio: Prodotti come le supposte Vita Radium venivano commercializzati per “ricaricare” gli uomini affetti da disfunzioni sessuali, mentre speciali bende o cinture radioattive venivano applicate direttamente sulle articolazioni doloranti, bombardando i tessuti di radiazioni alfa.