«Al Mimit chiederemo il ritiro
del Piano industriale di Electrolux» (Foto/video)
ANCONA - La richiesta regionale si inserisce in un contesto più ampio, analizzato oggi pomeriggio dal presidente Acquaroli e dall’assessore Consoli con i rappresentanti sindacali riunitisi a Palazzo Raffaello per confermare l'inaccettabilità della chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi dopo mezzo secolo di attività produttiva. Al vaglio della Regione anche i finanziamenti pubblici ricevuti dalla multinazionale nel corso degli anni. In mattinata il governatore aveva incontrato i lavoratori
Ritiro del piano industriale e salvaguardia dell’occupazione. È la richiesta concordata nel pomeriggio di oggi nel corso di un incontro a Palazzo Raffaello, sede della giunta, dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e dall’assessore regionale al lavoro Tiziano Consoli con le rappresentanze sindacali dei lavoratori Electrolux Marche, alla luce della grave situazione emersa in questi giorni dopo l’annuncio dell’azienda che prevede anche la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi. Una decisione che rischia di avere pesanti ripercussioni occupazionali e sociali sul territorio marchigiano, con 170 lavoratori coinvolti nel sito produttivo di Cerreto d’Esi e circa 1.700 dipendenti interessati complessivamente in Italia.
«La Regione e tutti i marchigiani sono al vostro fianco – ha dichiarato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli –: una ristrutturazione aziendale non può contemplare la chiusura di uno stabilimento. Una scelta unilaterale, inaccettabile e offensiva nei confronti di una comunità e di tutta la regione. Chiederemo il ritiro del piano industriale, perché per noi è imprescindibile salvaguardare l’occupazione, il futuro dello stabilimento di Cerreto d’Esi e la capacità manifatturiera del territorio. Parliamo di un sito che in oltre mezzo secolo di storia ha dimostrato grandi capacità produttive, raggiungendo sempre gli obiettivi prefissati dall’azienda. Qui ci sono maestranze con grande competenza che possono continuare a dare un contributo importante allo sviluppo produttivo. Per un territorio già colpito da altre crisi industriali, tutto questo è inaccettabile. Siamo indignati, preoccupati e dispiaciuti».
«Ora si apre una partita sicuramente non facile – ha aggiunto il presidente della Regione Marche –. Queste aziende hanno ricevuto sostegni pubblici, anche per ristrutturare la capacità produttiva. Abbiamo immediatamente avviato un percorso di concertazione in Regione. Questa mattina ho voluto incontrare lavoratori e sigle sindacali di fronte allo stabilimento di Cerreto d’Esi, oggi pomeriggio abbiamo avuto un incontro con i sindacati che rivedremo anche prima del 25 maggio, giorno in cui è fissata una riunione al Mimit, alla presenza dell’azienda, delle organizzazioni sindacali e delle Regioni interessate. Ho già sentito il ministro Urso, che condivide la necessità di tutelare prima di tutto l’occupazione. È importante restare uniti e coesi a difesa di Cerreto d’Esi, dell’occupazione, del territorio e della sua competitività. Le Marche hanno una grande storia fatta da persone perbene che sanno cosa significa il lavoro, la serietà e il rispetto dei patti presi».
Nel corso dell’incontro del pomeriggio, Acquaroli e Consoli hanno ascoltato le preoccupazioni delle rappresentanze sindacali, ribadendo la piena disponibilità della Regione Marche a seguire con la massima attenzione l’evolversi della vertenza. «Ricostruire i benefici che Electrolux ha avuto nel corso degli anni» è tra le prime azioni annunciate dall’assessore regionale Tiziano Consoli, in vista del tavolo nazionale di Roma. «A prescindere dalla fattispecie concreta, tutti coloro che hanno avuto un sostegno pubblico per la propria attività devono prendersi conto che questo segno pubblico non può prevedere la chiusura di stabilimenti né l’abbandono dei territori: su questo non c’è trattativa possibile», ha dichiarato il governatore Francesco Acquaroli.
«È necessario mettere in campo ogni azione utile per salvaguardare l’occupazione, la continuità produttiva e il tessuto economico e sociale del fabrianese e delle Marche – ha aggiunto Consoli -. In questi giorni lavoreremo con i nostri uffici per acquisire tutte le informazioni necessarie per essere pronti all’incontro del 25 maggio. E proprio per fare il punto della situazione ci rivedremo con le rappresentanze sindacali prima dell’appuntamento romano. Il ritiro del piano industriale è naturalmente l’aspetto principale». Già nella mattinata di oggi il presidente Acquaroli si era recato a Cerreto d’Esi, per incontrare i lavoratori davanti allo stabilimento Electrolux e manifestare la vicinanza delle istituzioni regionali ai dipendenti e alle loro famiglie.
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Il presidente Acquaroli e l’assessore Consoli stamattina con i lavoratori dello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi
IL GOVERNATORE ACQUAROLI INCONTRA I LAVORATORI – Ha voluto parlare di persona con i 170 lavoratori di Electrolux che rischiano il posto di lavoro, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, per portare la solidarietà dell’istituzione che rappresenta. Il governatore della Marche, come aveva annunciato ieri, si è recato questa mattina allo stabilimento di Cerreto d’Esi coinvolto, dopo l’annuncio della multinazionale svedese, in un ‘processo di ottimizzazione’ che potrebbe sfociare in 1.700 esuberi in tutta Italia. «In questo momento c’è preoccupazione e siamo a fianco alle vostre famiglie», ha esordito il presidente della giunta regionale delle Marche durante l’incontro con i lavoratori e le sigle sindacali davanti alla fabbrica, accompagnato dall’assessore regionale Tiziano Consoli. «Concordo con chi di voi ha detto che non è questo il metodo per ristrutturare un’azienda: comunicare quelle ristrutturazioni che devono essere sempre condivise dall’inizio, non comunicare alla fine in una scelta unilaterale. Questo non è solo inaccettabile, ma offensivo nei confronti della comunità e della comunità regionale» ha sottolineato Acquaroli.
Pierpaolo Pullini (Fiom) con il presidente Francesco Acquaroli, l’assessore Tiziano Consoli ed il sindaco uscente di Cerreto d’Esi, David Grillini
«La Regione è a fianco di tutti voi anche se sapete che è una partita difficilissima – ha riconosciuto il presidente – E’ vero che la crisi c’è, ma non può essere una scusa. Queste aziende sanno di aver avuto sostegno quando l’hanno chiesto e quel sostegno rappresenta uno sforzo di tutti gli italiani, di tutti i marchigiani. Noi dobbiamo vedere chiaro fino in fondo», ha ribadito annunciando il calendario delle prossime tappe. «Lo faremo innanzitutto oggi pomeriggio a Palazzo Raffaello, per iniziare un percorso di confronto e concertazione con le rappresentanze sindacali territoriali. Lo faremo il 25 maggio al Mimit».
Prima di salutare lavoratori e sindacati il presidente Acquaroli ha anche confermato l’allineamento sulla questione con il ministro Adolfo Urso. «L’ho sentito a telefono sia questa mattina, sia l’altro giorno e il ministro che la pensa esattamente come noi rispetto alla tutela, alla difesa dell’occupazione e della capacità competitiva del lavoro – ha scandito – Non sappiamo bene quello che abbiamo davanti. E’ condivisibile, quindi, restare uniti a difesa del territorio ma soprattutto di chi ha fatto la storia di questi stabilimenti, di coloro che ci lavorano oggi, ma anche di quelli che vi hanno lavorato in passato. Noi ci siamo e ci saremo a vostro fianco – ha ripetuto – cercando di fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per difendere lo stabilimento di Cerreto d’Esi, per difendere il lavoro e l’occupazione, ma soprattutto per difendere la competitività di un territorio piccolo come quello marchigiano ma con una grande storia, fatta da persone perbene che sanno che significa il lavoro, la serietà e il rispetto delle persone».
I rappresentanti sindacali di Fim, Fim e Uilm hanno chiesto «un pieno supporto, una unità di intenti anche con tutti i sindaci del territorio. Abbiamo confermato la nostra determinazione a fare di tutto per tenere aperta la fabbrica ma che ci servirà tutto il supporto istituzionale possibile» sono state le parole di Pierpaolo Pullini (Fiom Cgil) a nome di tutti i colleghi durate l’incontro al quale hanno preso parte anche i sindaci delle realtà che gravitano attorno allo stabilimento di Cerreto d’Esi. Il tavolo in Regione oggi pomeriggio è convocato per le 17.30. In questa giornata anche anche il vescovo di Fabriano-Matelica, mons. Francesco Massara, ha voluto esprimere vicinanza ai lavoratori di Electrolux. «Il lavoro è dono di Dio e fondamento della dignità umana. Quando viene a mancare il lavoro non si perde solo uno stipendio, si ferisce la persona, la famiglia, il tessuto sociale». La Diocesi ha assicurato il supporto concreto attraverso Caritas e parrocchie.




