Cambiali false per 56mila euro,
sotto accusa imprenditore
ed ex amministratore di uno chalet
CIVITANOVA - La questione riguarda il Calamaretto, sotto accusa Mauro Raschia, che lo aveva guidato sino al febbraio 2021, e Angelo Lattanzi. I pagherò vengono contestati da Valerio Merolla, che oggi ha chiesto di costituirsi parte civile, e che era subentrato a Raschia. Il processo, al tribunale di Macerata, è nella fase predibattimentale

Il Calamaretto sul lungomare sud di Civitanova
Tre cambiali false per un valore di circa 56mila euro legate a passati amministratori di uno chalet di Civitanova finiscono al centro di un processo che è alla fase predibattimentale al tribunale di Macerata. Sotto accusa un imprenditore Angelo Lattanzi, 77 anni di Potenza Picena, e Mauro Raschia, 38, imprenditore civitanovese. La vicenda riguarda il periodo in cui Raschia aveva la gestione, insieme a Valerio Merolla, del Calamaretto, noto chalet del lungomare sud.
Oggi l’udienza è stata rinviata, tra le questioni da valutare anche la richiesta di costituirsi parte civile di Valerio Merolla, ex amministratore unico del Calamaretto (aveva succeduto Raschia) assistito dall’avvocato Paolo Carnevali.

Gli avvocati Massimiliano e Gabriele Cofanelli
Secondo l’accusa, Raschia e Angelo Lattanzi avrebbero prodotto tre cambiali false, emesse il 25 maggio 2020, con scadenza tra maggio e giugno del 2022.

L’avvocato Paolo Carnevali
Le cambiali erano da 15mila euro, da 18mila euro e da 23mila euro ed erano emesse dalla Calamaretto srls, amministrata da Raschia fino al 3 febbraio 2021, in favore della Ria srl, amministrata da Lattanzi.
Cambiali di cui Merolla contesta l’autenticità. Per la difesa però le cambiali sarebbero regolari e si trattava di pagamenti per dei lavori di arredo svolti dalla ditta di Lattanzi al Calamaretto.

L’avvocato Alessia Pepi
Gli imputati, accusati per la presunta falsificazione delle cambiali, sono difesi dagli avvocati Gabriele e Massimiliano Cofanelli (per Lattanzi) e Alessia Pepi (per Raschia). Oggi il giudice Barbara Angelini ha rinviato l’udienza al 17 luglio.
Intanto con l’avvicinarsi dell’estate i ragionamenti sulla riapertura del Calamaretto, sotto sequestro dalla scorso ottobre, stanno arrivando al nodo della decisione: ormai si tratterebbe di una questione di pochi giorni.
(Gian. Gin.)