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Medici in festa tra veterani e new entry.
«Restituire attrattività alla professione»

MACERATA - Domani l'evento annuale alla Domus San Giuliano. Il presidente provinciale dell'Ordine, Romano Mari: «Bene l’azione della Regione che ha aumentato le borse di studio e gli interventi sulla medicina di prossimità ma siamo preoccupati perchè i finanziamenti non ci sono mentre la Nato chiede investimenti in armi»

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Romano Mari

L’appuntamento è per domani pomeriggio, con inizio alle 16,30 alla Domus San Giuliano di via Cincinelli, per la “Giornata del medico 2026”. Organizzazione a cura dell’Ordine dei medici della provincia di Macerata guidato dal medico Romano Mari e cerimonia che vedrà il giuramento di 45 nuovi camici bianchi e la premiazione di chi festeggia i 50 anni di iscrizione all’Ordine.

Relazione introduttiva a cura di Mari che anticipa alcuni dei temi in discussione: «La professione medica è un presidio di rigore scientifico e di servizio alla comunità. Le prestazioni mediche non devono essere considerate un costo ma una risorsa su cui invece investire e bisogna farlo con azioni adeguate per restituire attrattività a una missione che i medici svolgono sempre con passione, sacrificio e competenza. Un servizio alla comunità nel solco della sanità pubblica che è una garanzia di uguaglianza e di accessibilità senza alcuna distinzione e senza condizionamenti economici. Bene l’azione della Regione che ha aumentato le borse di studio per la medicina generale, bene anche gli interventi sulla medicina di prossimità con le Case di Comunità che verranno. Siamo però preoccupati perchè i finanziamenti non ci sono mentre la Nato chiede ai Paesi di arrivare entro il 2035 a destinare il 5% del prodotto interno lordo in armamenti: in sostanza si passerebbe da 45 miliardi a 135, il triplo della situazione attuale. Dove li troveremo questi fondi? Con il ricorso a tagli o con riforme strutturali? La salute va considerata una priorità strategica al pari della sicurezza».

Ritorno alla festa di domani: «Ci saranno i nuovi camici bianchi e chi è iscritto da 50 anni: i giovani devono far tesoro dell’esperienza dei loro colleghi più anziani che restano parte attiva della società. C’è una qualità che caratterizza l’uomo e la donna medico: l’umanità».


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