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Minaccia di morte gli inquilini:
«Cinque serrature per non farlo entrare.
Abbiamo avuto paura»

PORTO RECANATI - Un 58enne accusato di stalking e tentata estorsione a due coniugi all'Hotel House. Voleva rientrare nella casa che aveva dato in affitto e chiedeva 5mila euro. Oggi in aula al tribunale di Macerata sentito il marito della coppia: «Ho avuto paura e ho portato i miei figli all’ospedale perché erano terrorizzati e non riuscivano a dormire». L'avvocato difensore Giorgio De Seriis: «Versione con molte contraddizioni. Il mio assistito nega tutto»

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Hotel House

di Alessandro Luzi

Minaccia di uccidere gli inquilini nel suo appartamento all’Hotel House se non avessero pagato 5mila euro: sotto accusa un 58enne. Per questi fatti è in corso un processo al tribunale di Macerata dove l’uomo, Atiqui Islam, del Bangladesh, deve rispondere di stalking e tentata estorsione.

Oggi in aula il giudice Marika Vecchiarino ha sentito la versione dei fatti di uno dei due coniugi che vivevano nell’appartamento dell’imputato insieme alla moglie.

Una testimonianza andata avanti per oltre due ore e mezza in cui l’uomo, 40 anni del Pakistan, ha detto di «aver preso l’appartamento in affitto e aver pagato 5mila euro subito ma lui non voleva andarsene perché diceva di non avere un’altra casa dove vivere. Mi ha minacciato di morte e ha preso a schiaffi il mio bambino.

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L’avvocato Giorgio De Seriis

Voleva tornare a vivere in quell’appartamento così ho installato cinque serrature per non farlo entrare. Ho avuto paura e ho portato i miei figli all’ospedale perché erano terrorizzati e non riuscivano a dormire». Una versione che l’imputato respinge con forza.

L’avvocato del 58enne, Giorgio De Seriis ha detto: «Nel racconto dell’inquilino sono emerse molte contraddizioni. Ha dato una versione dei fatti con diverse lacune. Nelle prossime udienze il mio assistito sarà in aula per dare la sua versione».

Per l’accusa, sostenuta dal pm Stefano Lanari, i fatti sarebbero avvenuti nel giro di poco più di un mese: dal 2 aprile scorso fino al 20 maggio, quando la coppia ha fatto denuncia ai carabinieri della stazione di Porto Recanati. Il 58enne, dice l’accusa, avrebbe chiamato l’inquilino fino a 4 volte al giorno, minacciandolo che se i due non avessero lasciato la casa e se non avessero pagato 5mila euro in più rispetto ai 5mila euro già consegnati quando stipulato il contratto, li avrebbe ammazzati tutti.

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L’avvocato Alessandro Brandoni

Secondo l’accusa il 58enne sarebbe andato costantemente all’appartamento e avrebbe bussato violentemente, dicendo loro di lasciare l’immobile altrimenti li avrebbe ammazzati.

L’accusa parla anche di una aggressione alla moglie del 40enne mentre rientrava a casa con il figlio di 8 anni della coppia. Cosa che sarebbe avvenuta il 19 maggio. Prima con tono minaccioso il 58enne avrebbe detto alla donna di andare via di casa, poi avrebbe afferrato il braccio del bimbo colpendolo con uno schiaffo in testa. Il giorno dopo la coppia ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri e da lì il 58enne ha il divieto di avvicinamento da loro con il braccialetto elettronico. Deve stare ad almeno 500 metri.

I coniugi sono parte civile al processo, tutelati dall’avvocato Alessandro Brandoni. Nella prossima udienza del 17 gennaio verrà ascoltata la testimonianza della moglie del 40enne.


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