Fratelli d'Italia

Pd: «Progetto del Varco sul Mare
copiato da quello di Salsomaggiore»
Paolo Squadroni attacca sui tributi

CIVITANOVA, DIARIO ELETTORALE - Lidia Iezzi, segretaria comunale dei dem, parla di «una clamorosa scopiazzatura delle motivazioni culturali e urbanistiche che l’architetto Faroldi, pro rettore del Politecnico, utilizzò per la realizzazione di piazza Berzieri nel 2010». Il candidato sindaco civico: «In ambito tributario l'azione dell'amministrazione Ciarapica è stata massiccia, anche a dispetto della normativa nazionale»
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Lidia Iezzi

 

Ieri le accuse del capogruppo dem uscente Giulio Silenzi: «Progetto per il Varco sul mare, 250mila euro al Politecnico spacchettati: Ciarapica ha concretizzato il fuori onda» (leggi l’articolo). Oggi quelle di Lidia Iezzi, coordinatrice comunale del Pd e candidata consigliera, che parla di «clamorosa scopiazzatura per la realizzazione di piazza Berzieri a Salsomaggiore, addirittura nel 2010».

«Nell’arte di infiocchettare le delibere, come ebbe a consigliare Ciarapica nel famoso fuori onda, ce n’è una che è quella con cui affida al Politecnico l’incarico del Varco sul mare e che è simbolo di un modo di fare e di pensare. Quell’atto, nel giustificare la scelta dell’Università milanese e nel calarla all’interno di un progetto di riqualificazione per lo spazio del Varco, è una clamorosa scopiazzatura delle motivazioni culturali e urbanistiche che l’architetto Faroldi, pro rettore del Politecnico, utilizzò per la realizzazione di piazza Berzieri a Salsomaggiore. Salsomaggiore che ci azzecca con Civitanova? Nulla: due diverse realtà economiche e sociali, due modelli turistici completamente differenti, ma Ciarapica, tutta la sua giunta, e tutto lo staff tecnico del Comune di Civitanova, non avendo nessuna idea di progettualità per il Varco, fanno un copia-incolla di quello che l’architetto Faroldi dice a proposito di piazza Berzieri. Interi stralci copiati per redigere (infiocchettare) la delibera della giunta di Civitanova. Tutto questo fa pensare che i concetti espressi dal Politecnico per la piazza di Salsomaggiore risalgono al 2010. A 12 anni fa. E dire che Ciarapica chiede di essere votato per proiettare la città nel futuro, ma intanto lui guarda al passato per progettare lo spazio più importante di Civitanova, che per cinque anni ha lasciato nell’abbandono e nel degrado e trasformato in un campo giostrai. Nel frattempo due incarichi costosissimi sono stati già deliberati a favore del Politecnico, ma per quello spazio al momento esistono solo chiacchiere ed elaborati che non sono nemmeno progetti preliminari: solo rendering da Ciarapica usati a scopo elettorale. Intanto un’altra estate passerà con la pavimentazione dissestata, le erbacce ovunque perché Ciarapica era più impegnato a infiocchettare le delibere e le varianti che a darsi da fare per il Varco».

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Paolo Maria Squadroni

SQUADRONI VS SQUADRONI (E CIARAPICA) – Il candidato sindaco Paolo Maria Squadroni interviene dopo il comunicato stampa inviato da Silvia Squadroni sui tributi (leggi l’articolo): «La nostra coalizione registra con soddisfazione come la coalizione SiAmo Civitanova si sia finalmente accorta della folle emissione di cartelle tributarie da parte del Comune di Civitanova, per lo stratosferico importo di quasi undici milioni di euro, negli anni 2020 e 2021, periodo in cui la normativa nazionale proibiva di effettuare tale tipo di azione In realtà questo argomento era stato da noi già ampiamente trattato nell’ambito di un incontro pubblico, aperto a stampa e cittadinanza, organizzato dalla Lista Nova Urbs  lo scorso 24 maggio  nel corso del quale il candidato consigliere Dimitri Papiri aveva sviluppato il tema con dovizia di particolari.

Tema sul quale la Lista Nova Urbs ritornerà a dibattere nell’incontro pubblico organizzato per questa sera alle 21 nella Sala Cecchetti sopra la Biblioteca Zavatti nel quale relazionerà Dimitri Papiri e interverranno esperti in riscossioni e tributi.

«Il sindaco uscente non ha mai fornito risposte su questo argomento e che nel corso di confronti pubblici ha più volte sostenuto che la sua amministrazione ha in realtà governato solo per 3 anni su 5, in quanto i due anni di pandemia ne hanno limitato l’azione; è evidente che ciò non vale per l’ambito tributario dove l’azione è stata massiccia, anche a dispetto della normativa nazionale».

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