«Pronto soccorso, situazione grottesca»
«Riorganizzare la rete ospedaliera»
«Basta fake news sulla sanità»

ELEZIONI CIVITANOVA - Continua il dibattito sul piano sanitario. Giuseppe Lepretti, candidato a sostegno di Silvia Squadroni, ha documentato la situazione del presidio cittadino. L'aspirante sindaco Vinicio Morgoni e Natalia Conestà parlano di quelle che considerano le riforme necessarie. FdI difende gli investimenti della Regione: «Gli 11 milioni per l'ospedale della città sono realtà»
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La situazione al pronto soccorso domenica documentata dal candidato consigliere Giuseppe Lepretti

 

«Davanti a tutto questo viene da chiedersi dove siano davvero i famosi “11 milioni entro fine aprile” che un civitanovese, consigliere regionale di maggioranza, aveva promesso alla collettività». E’ la denuncia sulla situazione del pronto soccorso che arriva da Giuseppe Lepretti, candidato consigliere della lista SiAmo Civitanova a sostegno di Silvia Squadroni.  «Domenica – spiega – a causa di un trauma facciale, sono dovuto ricorrere alle cure e agli accertamenti del presidio ospedaliero cittadino. La situazione che mi sono trovato dinanzi agli occhi è davvero grottesca e tragica. Come riportato in foto, purtroppo, i molti pazienti che ricorrono alle cure del pronto soccorso di Civitanova sono costretti a fare file bibliche (dalle 6 alle 9 ore di attesa) in condizioni indecenti per uno stato fondatore dell’Unione Europea».

pronto-soccorso-civitanova1-e1654589926894-325x229«Essendo saturi i posti all’interno molti pazienti, anche anziani – aggiunge – sono costretti ad attendere fuori, seduti per terra o sul muretto adiacente all’ingresso del pronto soccorso, reparto ad oggi operante solo grazie ed esclusivamente alla tenacia e abnegazione di tutti gli operatori sanitari: medici, infermieri, oss e volontari della croce verde – i quali – dopo l’emergenza pandemica sono costretti a vivere quella politica. Quella – aggiunge Lepretti – che prometteva fondi e risorse imminenti e facevano del loro lavoro, della loro missione, primo punto di un fantastico programma politico. Programma il quale troppo spesso – quasi sempre – manca di realizzarsi in azioni e atti materiali. Qualcuno mi dirà: “Lepretti ma anche tu sei candidato”. Vero, e da candidato farò una cosa mai fatta: chiedo scusa ai sanitari e operatori tutti. Su di voi, sul vostro lavoro, sulla vostra altissima missione sono state fatte molte – troppe – campagne elettorali. Percorsi di partito ai quali, purtroppo – conclude – i fatti non hanno mai fatto seguito alle parole spese».

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«La sanità non è solo ospedale e la salute non è solo sanità. Dell’ospedale unico e di quello di Civitanova si torna sempre a parlare prima delle varie tornate elettorali, senza però poi un nulla di fatto». A dire la sua è  Natalia Conestà, capolista della lista Incroci a sostegno di Vinicio Morgoni, dopo le critiche della candidata Silvia Squadroni al Piano sanitario regionale.  «Nessuno durante questa campagna elettorale si è mai chiesto quale ruolo effettivo possa avere il Comune riguardo la sanità, visto che esce dalle sue competenze, e quasi niente si è detto sul possibile ruolo dell’ospedale di Civitanova per la nostra comunità, per la diagnostica, per la medicina d’urgenza, e così via – aggiunge Conestà – Se ne parla a ridosso delle elezioni quasi per far contente alcune categorie rispetto ad altre mentre il povero cittadino si trova sempre più a fare code per accedere a qualsiasi servizio. Al di là del discorso di partenariato pubblico privato in temine di sanità di qualità per tutti, verso cui anche l’Oms sta ragionando, c’è un discorso di logistica, viabilità, nonché di accessibilità, quindi un accorpamento dei servizi renderebbe senz’altro l’accesso migliore, se meglio organizzato. C’è poi un discorso innovazione tecnologica e di costi. L’ospedale unico è stato pensato in tal senso senza però voler significare che Civitanova non debba avere il suo hub medico. Ma perché non si riduca al pronto soccorso e alla maternità, che sembrano i due reparti che funzionano meglio in questo periodo, perché non ci si siede attorno ad un tavolo e con gli esperti di settore e si fa un bel piano su quali servizi di qualità può offrire, una volta per tutte? Per quanto ce la tireremo con le chiacchiere e i campanilismi e far contente alcune categorie anziché altre? E i conti con il personale sanitario stirato al massimo con 12 h a giorno di turno, quando ci faremo ? Nel nostro programma lo abbiamo messo – specifica la candidata consigliera – la sanità non è solo ospedale e la salute non è solo sanità. Crediamo alla salute per tutti, mettendo al centro la persona nella sua globalità e i bisogni reali, in equilibrio tra pubblico e privato, evitando inutili code agli sportelli e tempi di attesa per la diagnostica e cura. A Civitanova i servizi sanitari a cui afferisce la popolazione autoctona e dei Comuni limitrofi, si trovano dislocati in diverse zone della città. Ci proponiamo, rafforzando la sinergia con l’Ambito Territoriale Sociale, di accorpare i servizi, definire meglio la destinazione e migliorarne l’accessibilità, guardando allo sviluppo della medicina domiciliare». La lista Incroci ha anche organizzato per giovedì 9 giugno alle 22 l’evento “Io ballo no sballo” allo chalet Attilio, una serata di divertimento organizzata dopo l’articolo di Giuseppe Bommarito che, su Cronache Maceratesi, lanciava l’allarme per l’uso di sostanze a Civitanova.

«Tra l’altro – aggiunge il candidato sindaco Vinicio Morgoni – proprio la settimana scorsa, abbiamo affrontato i problemi del pronto soccorso e da dove essi nascono col medico Gianfranco Cavaliere. Da un ruolo sempre più marcato della diagnostica verso una medicina di base più debole dove il medico di famiglia si trova costretto a demandare ad un esame anziché fare una diagnosi, essendo la medicina specialista in Italia sempre più all’avanguardia. Cambiano i tempi, cambia la tecnologia, diminuiscono i medici. Un ragionamento tutti assieme va fatto tenendo assieme tutti gli aspetti della medicina che cambia, ma che ha strutture che funzionano come 30 anni fa. Il Covid poi, ha messo in luce la dicotomia tra territorio e ospedale. Occorre una maggiore attenzione all’educazione sanitaria anche con un Centro di medicina di comunità e chiudere il fiera Covid che, come si è visto costa troppo il mantenerlo ed il personale sanitario necessario deve essere spostato dai reparti ospedalieri che rimangono scoperti. Ciò si deve fare trasferendo le terapie intensive nelle strutture esistenti, ampliandole e rendendole quindi sostenibili».

«Inoltre – aggiunge – è cambiata la situazione demografica, con aumento della popolazione anziana e decremento della natalità, con netta prevalenza di malattie croniche. Fondamentale organizzare l’assistenza garantendo la sicurezza e la qualità delle cure ospedaliere, la riabilitazione precoce e la presa in carico sul territorio, la cosiddetta assistenza domiciliare. Occorre poi rafforzare o creare, laddove non esista, la telemedicina, la formazione dei professionisti, creando anche un collegamento più organico con le Università e con le società scientifiche (legge Gelli), dando spazio ad un confronto con gli esperti sull’innovazione nei vari settori della medicina. Dare più spazio alla prevenzione, il miglior modo per spendere di meno nelle cure: campagne di informazione, screening, collegamento con le scuole, potenziamento dei consultori, informazione vaccinale, tutela di salute e sicurezza sul lavoro con un centro di Medicina di Comunità. Per raggiungere questi obiettivi la rete ospedaliera regionale – conclude Morgoni – deve essere riorganizzata secondo due modelli complementari, le reti cliniche integrate, le aree di attività di livello regionale (secondo il modello Hub & Spoke).

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Massimo Belvederesi

«Puntare la campagna elettorale a Civitanova solo su fake news in campo sanitario la dice lunga su come la sinistra voglia gettare solo fumo negli occhi dei civitanovesi considerandoli dei creduloni. Per noi, invece, parlano gli atti e come stiamo cambiando la sanità passando da un modello di concentrazione in un unico sito, penalizzando tutte le altre realtà, a una rete capillare che garantisca il diritto alla salute a prescindere da dove si risieda. Fatti, non parole». Questo il commento del coordinatore provinciale di Macerata di Fratelli d’Italia Massimo Belvederesi su un tema importante che sta infiammando gli ultimi giorni della campagna elettorale. «Sarebbe bastata – continua Belvederesi – una semplice ricerca online per trovare le delibere degli assessorati regionali competenti e comprendere come la Giunta di centrodestra, guidata da Francesco Acquaroli, stia ridisegnando la sanità marchigiana puntando su ciascun territorio e non solo sui capoluoghi. Bloccare la filosofia dell’ospedale unico a Macerata che, questo sì, avrebbe spogliato di servizi tutto il resto dei presidi ospedalieri della Provincia, è emblematico del nuovo corso».

Belvederesi poi entra più nello specifico parlando proprio di Civitanova. «Grazie al Masterplan dell’edilizia sanitaria ed ospedaliera delle Marche, finalmente, andremo a sanare un atavico problema dell’ospedale – aggiunge – Vale a dire la costruzione, ex novo, di una palazzina delle emergenze, con un elevato grado di sicurezza sismica, per le sale operatorie e rianimazione. Non sono parole, ma fatti visto che è già indicata la copertura finanziaria dei circa 11 milioni di euro che serviranno. Ancora, sempre fatti concreti presenti negli atti, a Civitanova si realizzeranno con i fondi del Pnrr una Casa della Comunità per un investimento pari a 3,8 milioni di euro e un Centro operativo territoriale, potenziando tutta una serie di servizi in favore della popolazione», conclude Belvederesi

«Dal punto di vista delle infrastrutture sanitarie – interviene anche la consigliera regionale di FdI Elena Leonardi – la giunta Acquaroli sta lavorando bene e velocemente. Siamo preoccupati, invece, per la carenza cronica di personale sanitario frutto di scelte sbagliate fatte nel corso degli anni, dalla mancata programmazione e dai tagli operati. Una problematica che dai partiti che stanno costantemente al Governo dell’Italia, Pd in testa, ci saremmo attesi un’attenzione particolare. Invece, nulla. Si preferisce pensare al mantenimento delle poltrone a livello nazionale e alla divulgazione di notizie incomplete se non addirittura veri e propri fake a livello locale, con il solo obiettivo di fare campagna elettorale. Per noi fare politica è altro. È pensare ai cittadini e garantire loro una sanità efficiente, capillare, di vicinanza e professionale».



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