Alessandra Contigiani, dal no green pass
al nuovo ordine mondiale:
«Pd male assoluto, centrodestra poltronai»

10 DOMANDE alla candidata sindaca di 3V, si chiude la rubrica di Cronache Maceratesi dedicata ai sei aspiranti che ambiscono a guidare Palazzo Sforza
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Alessandra Contigiani

 

«Possiamo parlare di porto, area Ceccotti e Varco sul mare quanto vogliamo, ma se ci richiudono un’altra volta salta la città». Ne è convinta Alessandra Contigiani, candidata sindaca del partito 3V, ospite dell’ultima puntata della rubrica “10 domande”, rivolta ai candidati sindaci che si sfideranno il 12 giugno alle elezioni comunali di Civitanova. Madre di due bimbi, laureata in Economia con un passato da cooperante internazionale, originaria di Urbisaglia, si occupa di educazione, tecnicamente una tagesmutter, una figura che lavora a casa con i bambini. Si era già candidata  alle Regionali del 2020 con il Fronte sovranista italiano, ora ci riprova con 3V a Civitanova. Tra i punti fermi il no al green pass e il no all’obbligo vaccinale, parla di nuovo ordine mondiale, del Pd male assoluto e di un centrodestra fatto di “poltronai”. 

Contigiani, come mai ha scelto di candidarsi proprio Civitanova?
«Perché da un anno e mezzo abito anche io qui, vado a Roma per lavoro e vivo nel quartiere Risorgimento. Proprio da lì ho portato avanti la protesta contro il green pass e l’obbligo vaccinale, da privata cittadina. Io voglio vivere a Civitanova in pianta stabile e voglio che questa città, che ha sofferto in modo particolare chiusure e discriminazione abbia quello che meriti: la pace sociale, il benessere, la tranquillità dei cittadini».

Il no ad ad altri lockdown, chiusure o a misure come green pass è uno dei vostri cavalli di battaglia. Ma concretamente un sindaco può fare poco rispetto a queste norme.
«In realtà no, questo sindaco ha fatto poco perché ha voluto fare poco. Lo stesso dicasi dell’opposizione. Ci sono strumenti che il sindaco ha: tipo le ordinanze contingibili e urgenti. Non possono andare contro leggi o decreti del governo? Io sarei andata dritta come un treno, avrei sospeso l’utilizzo del green pass, che reputo incostituzionale, sul suolo comunale anche a costo di essere commissariata. Quantomeno ce ne saremmo assunti la responsabilità. E poi il sindaco avrebbe potuto promuovere indagini, mandando dei delegati all’interno degli ospedali per verificare lo stato di salute dei cittadini, avrebbe potuto sensibilizzare gli altri sindaci, portare fuori dal municipio alcuni uffici comunali per facilitare l’accesso a tutti. Insomma avrebbe potuto trovare diverse soluzioni, ma non l’ha fatto».

Qual è stato il più grande errore di questa amministrazione?
«Il non fare niente di fronte a queste discriminazioni sul suolo comunale: chiusure, obbligo vaccinale e sospensioni di lavoratori. Perché al prossimo giro e alle prossime chiusure salta la città che non abbiamo sindaci fermi su questo punto. Si fanno promesse effimere e vacue, perché è come se si fossero dimenticati tutto quello che è successo fino a poche settimane fa. Sono due anni che d’estate si riapre e poi d’autunno e d’inverno si richiude con misure sempre più stringenti. Quest’autunno che succederà se non si cambia strada? Richiuderanno? I segnali ci sono tutti poi se non vengono colti è un problema grave».

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Un gazebo elettorale di Alessandra Contigiani lungo corso Umberto

Del famoso video fuori onda cosa ne pensa?
«Pensa che faccia parte della campagna basata sull’effimero, dispettucci da gossip elettorale in un momento di tregua. Insomma lascia il tempo che trova, non dovremmo neanche parlarne di una cosa del genere».

Il primo problema della città che andrebbe affrontato?
«La primissima misura quella di eliminare le mascherine da tutto il territorio comunale e qualora venga reintrodotto il sistema del green pass e l’obbligo vaccinale, annullarli con le ordinanze».

Porto Dubai: con il ricorso del privato si riapre la partita. Qual è la vostra posizione?
«Per riaprire veramente la faccenda ci vorrebbe un altro ricorso al Tar, perché quello attuale non attiene propriamente alla materie. Comunque noi siamo contrari alla privatizzazione del proto e in generale alle grandi opere pubbliche realizzate col project financing, dove il privato entra come speculatore. Si sottrae un bene pubblico e il Comune è costretto anche a pagare.  Noi pensiamo che il vero virus non sia il Covid, ma la speculazione finanziaria, per questo proponiamo piccole opere che migliorano la qualità di vita dei cittadini.  Poi ovviamente qualora il Comune perdesse il ricorso o i ricorsi, andremo ad accertare le responsabilità nell’amministrazione e chi ha sbagliato pagherà, sia civilmente che penalmente».

Qual è la prima opera pubblica che secondo voi andrebbe realizzata?
«Opere di manutenzione, in primis sulle strade. In questo mondo implementeremmo anche il traffico su due ruote».

Il traffico infatti è uno dei problemi irrisolti della città, come intervenire?
«Il traffico è anche risorsa, perché questa è una citta vive turismo e dell’indotto che arriva dal turismo. Quindi una quota di traffico c’è e ci sarà sempre ed è anche positiva. L’importante è che questo traffico permetta lo svolgimento di una vita serena ai cittadini. Non è possibile modificare più di tanto la rete stradale di Civitanova, perché quindi non possiamo permetterci grandi opere che impattano ancor di più sul traffico. Per quanto riguarda i parcheggi invece vogliamo anche il coinvolgimento dei privati, specie rispetto ad occasioni particolari».

Cosa ne pensa di questa campagna elettorale? Realisticamente qual è il vostro obiettivo?
«Trovo scandaloso che ci siano così tante liste e candidati, noi siamo gli unici con una sola lista e un programma chiaro. Ho fatto fatica a capire la prima volta quale candidato rappresentasse quale tipo di idea o partito e questo genera confusione. E poi i dispettucci tra destra, sinistra, liste civiche: sembra non ci sia grande differenza dall’uno all’altro, stanno cercando di andare avanti con un voto di tifoseria o di simpatia. Non si vota il progetto o il programma, ma chi è più simpatico: questa sembra essere la logica. Il nostro obiettivo invece è quello del benessere dei cittadini. Noi puntiamo ad entrare in Consiglio, saremo censori del Comune e porteremo la verità al cittadino. Vogliamo essere una voce di democrazia, chi non vota 3V o non va proprio a votare conferma lo status quo. Per un cambiamento che rispetti la tradizione della città bisogna invece votare 3V».

In caso di ballottaggio appoggerete qualcuno?
«Lasceremo libera scelta, però ricordando che per noi il male in assoluto è il Pd. Perché è evidente che sia un partito sistemico, allineato coi grandi potenti e col nuovo ordine mondiale. Mentre il centrodestra è fatto da poltronai che mirano ad una posizione, a sistemare amici degli amici, quindi sono meno ideologizzati».

(redazione CM)

 

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