Paglialunga contro Silvia Squadroni:
«Invita gli elettori al voto disgiunto
e spera in abboccamenti dal centrosinistra»

ELEZIONI - La candidata sindaca critica la sua competitor per un video pubblicato da SiAmo Civitanova: «Sta dicendo all’elettorato di due precise liste della mia coalizione di non dare il voto a me bensì a lei. Un esempio di uso mistificatorio che può indurre l’elettore a credere che ci sia un probabile accordo». Micucci (Pd) torna a puntare il dito contro il sindaco uscente Ciarapica sulla violazione della par condicio
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Un’immagine del post di SiAmo Civitanova

«Sappia la candidata in questione che il suo metodo non è apprezzato né politicamente né dal punto di vista etico. Il confronto politico e la battaglia elettorale si dovrebbero fare in modo trasparente sollecitando la consapevolezza e l’orientamento generale dei cittadini sui contenuti e sulle prospettive dei diversi programmi e dei progetti per il miglioramento del futuro della città».

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Mirella Paglialunga, candidata sindaca del centrosinistra

Sono le parole della candidata sindaca di centrosinistra Mirella Paglialunga, che critica la sua competitor Silvia Squadroni per un post pubblicato sulla pagina Facebook di SiAmo Civitanova in cui gli elettori vengono invitati al voto disgiunto. La legge permette infatti che si possa votare una lista o un candidato consigliere di una coalizione e contemporaneamente votare il sindaco di un’altra coalizione. Nel video pubblicato da SiAmo Civitanova vengono fatti alcuni esempi di questa possibile scelta e si vede barrata la casella di due liste di centrosinistra (Futuro in Comune e Pd) e contemporaneamente quella della candidata sindaca Squadroni; lo stesso si vede con due liste del centrodestra (FdI e Lega in particolare).

«Un’opera di informazione che interpreta correttamente la legge elettorale – dice Paglialunga – Peccato che la candidata sindaca in questione accompagni il suo “chiarimento” con una serie di esempi “visivi” nei quali indica se stessa come sindaco da preferire e contemporaneamente indica due loghi (reali) di due liste della coalizione di centrosinistra di cui io sono candidata alla carica di sindaco. In soldoni sta dicendo all’elettorato di due precise liste della mia coalizione di non dare il voto a me bensì a lei. Insomma, quello che vorrebbe essere un’informazione e un chiarimento sulla legge elettorale è in realtà un esempio di uso mistificatorio che può indurre l’elettore a credere che ci sia un probabile accordo con alcune liste della coalizione di centrosinistra. Si spera in abboccamenti da parte dell’elettorato di centrosinistra».

«Ricordo – aggiunge Paglialunga – a chi fa scelte politiche ed elettorali di tal significato che la coalizione di centrosinistra e liste civiche è coesa e forte nel sostegno alla mia candidatura e non serviranno esempi ambigui d’istruzione sulle modalità di voto per disorientare l’elettore civitanovese o per ottenere con me accordi pre elettorali. Gli elettori di centrosinistra e liste civiche, al di là delle istruzioni tendenziose, sapranno esprimere un voto chiaro e coerente di sostegno alla mia candidatura mettendo una croce sul mio nome e cognome, una croce su una lista appartenente alla mia coalizione e scrivendo, nel rispetto della legge sulle pari opportunità, anche il cognome di una donna e di un uomo (o viceversa) purché siano entrambi della stessa lista. In ultimo invito la candidata sindaca di cui trattasi a non utilizzare per i propri fini e per la sua campagna elettorale i loghi delle liste della coalizione di centrosinistra e liste civiche».

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Francesco Micucci

Torna invece sulla polemica della violazione della par condicio elettorale il candidato consigliere dem Francesco Micucci. «È impressionante la capacità di Ciarapica di raccontare bugie o di distorcere la verità a suo favore – attacca Micucci – Nella risposta piccata che dà alla Paglialunga, rea a suo dire di averlo ingiustamente accusato di violare la par condicio, il sindaco fa sapere che la sua non è campagna elettorale, bensì “iniziative volte a far conoscere ai cittadini l’attività dell’amministrazione comunale”. E a tal proposito cita la legge 150/2000 che nulla c’azzecca con le regole della par-condicio. Un sindaco che conoscesse le leggi (ma Ciarapica ha più volte dimostrato di essere in difetto sull’argomento) dovrebbe sapere che la legge che regola la comunicazione nel periodo elettorale è la 28 sempre del 2000, che all’articolo 9 cita: “dalla data di convocazione dei comizi elettorali (in sostanza 30gg prima delle elezioni) è fatto divieto a qualsiasi amministrazione di svolgere attività di comunicazione se non in forma impersonale”. Di questa legge a più riprese in questa campagna elettorale si è fatto beffe, tagliando nastri, presenziando ad iniziative pubbliche con scopi chiaramente elettorali, organizzando in comune conferenze stampa e consegna di premi, facendo post “istituzionali” con l’hashtag della sua lista, arrivando addirittura a ritardare dei lavori pubblici per utilizzarli a pochi giorni dal voto».

E qui Micucci cita il caso della realizzazione di un tratto di acquedotto nelle campagna di Civitanova alta, in zona San Savino. «L’Atac garantisce anni fa la realizzazione della linea idrica, a condizione però che tutti i residenti contribuiscano alle spese: questi aderiscono e già nel 2021 versano la loro quota (1.500 euro) – spiega l’esponente dem – Ma i lavori non partono. Passano i mesi senza alcuna notizia e senza che l’Atac dia il via ai lavori. Ma all’improvviso i residenti vengono convocati a pochi giorni dal voto. Si presentano in pompa magna il sindaco Ciarapica, l’assessore Carassai, il presidente Belvederesi, il consigliere Brini, persino il presidente della Pro loco, per comunicare ai cittadini accorsi che i lavori non sono ancora partiti (ma di questo si erano già accorti da soli), per garantire che gli stessi partiranno entro luglio (e perché non fino ad ora??) e per far passare velatamente (manco tanto) il messaggio che in caso di cambio di amministrazione non è detto che i lavori si faranno. Ma come? I cittadini hanno già versato i soldi e il presidente di Atac mette in dubbio che non sarà in grado di far partire i lavori? Per dare questa banale comunicazione bastava il capoufficio del servizio tecnico di Atac, invece si presentano a ranghi compatti per fare spudoratamente campagna elettorale. E un po’ come avveniva negli anni ’50 in cui alcuni candidati promettevano un paio di scarpe a chi li avrebbe votati, dandone una prima delle elezioni ed una dopo, così Ciarapica e company chiedono i soldi ai cittadini, promettono i lavori, che però inizieranno solo dopo le elezioni. Sarebbe questa sindaco la sua “comunicazione istituzionale” e la sua conoscenza della legge? Ma si vergogni piuttosto della scarsa efficienza nel portare a termine un lavoro dovuto e di trattare i suoi cittadini come servi sciocchi – conclude – Sono certo che i cittadini vorranno porre fine a questo modo di agire con le imminenti elezioni».

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