Menghi: «Carancini non ha mai avuto
un progetto e una visione di città
Ha solo beneficiato delle nostre divisioni»

L'EX SINDACA interviene dopo la conferenza di fine mandato: «Solo interventi spot e fallimenti in serie e per il poco che ha fatto ha agito all'insaputa della maggioranza». Anche lei giovedì parteciperà all'incontro con Salvini per la presentazione dei candidati alle regionali. Venerdì invece arriva in città Mario Adinolfi per il Popolo della Famiglia
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Anna Menghi durante la presentazione della candidatura di Parcaroli

 

di Luca Patrassi

Il giorno dopo il “one man show” del sindaco Romano Carancini, con la giunta al completo a fare da cornice muta,  sono diversi i commenti. Più che altro dall’opposizione, perché tutto il centrosinistra – come la giunta – resta pubblicamente in religioso silenzio. L’ex sindaca Anna Menghi parte dall’inizio della storia del centrosinistra ed osserva: «il problema è il centrosinistra a guida Pd che in questi ultimi 20 anni ha beneficiato delle divisioni del centrodestra, senza avere un progetto sul futuro di Macerata. Dieci anni con sindaco Carancini ed altrettanti con Meschini sindaco e Carancini capogruppo del partito di maggioranza. Solo interventi spot e fallimenti in serie. Carancini ha poi agito, per il poco fatto, all’insaputa della maggioranza. La conferma di quanto il primo cittadino sia stato divisivo arriva anche dal fatto che Ricotta si trova con sette liste civiche allestite con pezzi del Pd. Poi Carancini, con la protervia che gli è usuale, ha speso 45mila euro dei contribuenti maceratesi per mettere in un libro dalla bella veste grafica quello che non c’è. Non c’è una visione di città, non c’è nemmeno la cura delle piccole cose come ha sottolineato il nostro candidato sindaco Sandro Parcaroli con un intervento che ha fatto infuriare Carancini».

Il sindaco aveva anche toccato l’argomento dell’omicidio di Pamela Mastropietro: «In quell’occasione avevamo dato – rileva Anna Menghi – la nostra disponibilità a prendere una posizione condivisa in difesa della città ad evitare strumentalizzazioni, non lo hanno voluto e Carancini si è trovato con la sinistra che è venuta a Macerata attaccandolo. Peraltro lo stesso capogruppo del Pd più volte ha contestato l’azione del primo cittadino sottolineando quello che non andava ma sempre la reazione è stata quella della lesa maestà. Quanto all’ex mattatoio ci avevano già speso diversi milioni alcuni anni fa, salvo poi non farci nulla e lasciarlo inutilizzato. La ex Saram: hanno distrutto l’area. Prima hanno fatto il compitino portandoci due scuole nuove, poi nell’area demaniale hanno fatto il gioco delle tre carte ed è spuntata quell’area commerciale che avevano sempre negato di voler fare. Non si era mai visto che i revisori dei conti, ora non nominati dal Comune, dessero parere negativo sul bilancio e che la Corte dei Conti aprisse una procedura».

Infine la bordata sul consumo zero di territorio secondo Carancini. «Le cubature del piano casa di Meschini dovevano rivelarsi secondo la maggioranza la rampa di lancio della città, è stato un fallimento colossale che ha distrutto il mercato immobiliare ». Il nodo delle infrastrutture: «Nulla è stato fatto di serio, da via Mattei La Pieve fino al mancato utilizzo dei fondi degli ex piani di ricostruzione con la strada di scorrimento che finisce contro un muro. Macerata in 20 anni ha perso abitanti e capacità economica con un sindaco che ha gestito il potere dividendo tutti. A Corneto, in una zona residenziale, voleva far aprire un centro di raccolta degli immigrati, si è mosso al Convitto costringendo i genitori degli alunni a far ricorso al tar. Questa città ha bisogno di una alternativa per coltivare la speranza di tornare a essere attrattiva».

Rileva Paolo Renna, capogruppo di Fratelli d’Italia: «Non c’è mai stata una visione di città, sono sempre andati dietro alle emergenze. Hanno fallito i loro obiettivi dichiarati, dalle piscine al parcheggio di Rampa Zara. Si naviga a vista, basta guardare come sono ridotte le strade, poi fanno gli asfaltino pre-elettorali per mettere le toppe. Hanno speso 45mila euro per pubblicare un libro con il bilancio di fine mandato: i cittadini non hanno bisogno del libro, come è malridotta la città lo vedono da soli».

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Mario Adinolfi e Lauretta Gianfelici

Intanto giovedì pomeriggio arriva Salvini a Macerata per la presentazione dei candidati alle Regionali e nella squadra della Lega ci sarà anche Anna Menghi. Tornando alle Comunali sabato arriva a Macerata Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, in sostegno alla candidata sindaca Lauretta Gianfelici. Adinolfi sarà alle 18 in piazza Cesare Battisti e presenterà anche il suo nuovo libro “Il grido dei penultimi”. Fabio Sebastianelli, coordinatore marchigiano del Popolo della famiglia, commenta: «In ogni elezione il sostegno del partito è fondamentale, siamo onorati dalla visita del nostro leader».

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