Mobilità sostenibile, l’idea di Cherubini:
«Contributi a chi va al lavoro in bici»

MACERATA 2020 - La proposta del candidato sindaco del Movimento 5 stelle, che sulle politiche sociali aggiunge: «Non basta spendere cifre importanti, ma occorre monitorare la spesa e studiare i risultati». I VIDEO
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Roberto Cherubini, candidato sindaco del M5S

 

«Vi sarete accorti che oggi parlano tutti di biciclette e di mobilità sostenibile. Ne parla anche con spudoratezza chi fino a qualche mese fa parcheggiava, e probabilmente parcheggia tutt’ora, il proprio Suv nei pressi dell’amministrazione comunale. Ma noi vogliamo andare avanti, vogliamo andare avanti facendo proposte. La proposta che vado a fare oggi può sembrare curiosa, ma se ascolterete il video fino alla fine capirete che è davvero molto interessante». Sono le parole di Roberto Cherubini, candidato sindaco a Macerata per il Movimento 5 stelle, che nel suo ultimo video in ordine di tempo lancia una proposta per la mobilità sostenibile: dare un contributo a chi va al lavoro in bici. «In Italia infatti – spiega Cherubini – stanno aumentando i comuni che pagano chi sceglie di andare al lavoro in bicicletta. Iniziò quest’esperienza un comune Toscano che si chiama Massarosa di circa 23mila abitanti ed adesso è la volta di una serie di altri comuni tra i quali cito Cesena e Cesenatico. Il meccanismo è abbastanza semplice, viene riconosciuto un importo di 0,25 euro a km percorso per un massimo di 50 euro al mese, tutto molto trasparente, perché gestito da una app professionale. Ma non sono solo i comuni a muoversi, ci sono anche le aziende sulla scia di quanto sta avvenendo in diverse parti del mondo. Una buona notizia, replicabile arriva dalla Nuova Zelanda dove l’agenzia di pubblicità, Make Collective ha lanciato una campagna molto concreta per i propri dipendenti: 5 dollari al giorno per chi rinuncia alla macchina per raggiungere il posto di lavoro che diventano il doppio, 10 dollari, se il nuovo stile di vita viene confermato per almeno sei mesi. Ovviamente l’amministrazione di Macerata lo farà perché l’investimento è minimo ma sarebbe eccezionale che questa iniziativa fosse adottata anche dalle imprese che avrebbero due tipi di ritorno: lavoratori più motivati e una campagna di marketing a costi davvero contenuti».

 

L’altro tema affrontato da Cherubini in uno dei suoi video è quello delle politiche sociali.

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«Il Comune di Macerata, questo va riconosciuto – ammette il candidato pentastellato – è un comune che dedica parecchie risorse, giustamente, alle politiche sociali in una percentuale di circa 10-15% rispetto al bilancio di spesa totale. Quello che ci sentiamo di proporre è un monitoraggio costante delle situazioni finanziate per evitare che gli investimenti vadano verso situazioni irrisolvibili, o risolte e che magari si dilungano per decenni senza alcun controllo. La cifra più importante spesa è giustamente per la disabilità che è intorno ai 7 milioni nel 2018 e qualcosa di più nel 2019.  Noi crediamo che il supporto alla disabilità sia essenziale e andrebbe dimostrato, da un’amministrazione seria, facendo immediatamente il piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche che in realtà sarebbe obbligatorio per legge, ma viene purtroppo disatteso da anni nonostante nostre mozioni e ordini del giorno e proposte per farlo.  La nostra città per la sua conformazione presenta vari ostacoli per chi ha difficoltà di deambulazione e su quello dovremmo lavorare tutti insieme per trovare soluzioni serie.  Ribadiamo che non basta spendere cifre importanti, ma occorre monitorare la spesa e studiare i risultati». Da qui la proposta. «Crediamo ad esempio essenziale per i minori critici che gli uffici delle politiche sociali organizzi in un pool di esperti che esaminino meglio i singoli casi e scelgano con maggiore attenzione le soluzioni migliori – aggiunge Cherubini – Dobbiamo anche pensare con forza ai nostri anziani spesso a carico delle famiglie nelle loro difficoltà. Sarebbe molto bello seguire l’esempio di chi oggi crea delle co-housing, cioè delle case villaggi in cui gli anziani possono stare insieme e convivere con una degna assistenza sanitaria. Ovvio che questo è possibile per coloro che non hanno patologie gravi, ma credo che sia un atto di profonda civiltà nei confronti di chi ad una certa età, per vari motivi, perde socialità ed a volte anche la voglia di vivere. In questo contesto si inseriscono bene quei luoghi che io amo definire centri di conversazione, come fanno in Sicilia dove giovani e diversamente giovani possono incontrarsi e confrontarsi in uno scambio di esperienze utili a tutti. Quello delle politiche sociali è un settore delicato ed importantissimo dove si devono coniugare spesa e qualità del servizio e la qualità del servizio ci raggiungerà monitorando in maniera capillare ogni caso».

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