Lo vèllo de Macerata non piace a Cherubini
«Slogan banale ed escludente»
Cicarè: «No alle proposte “spot”»

MACERATA 2020 - Il candidato M5s boccia le scelte di marketing dell'amministrazione. Il leader della lista Strada Comune invita i colleghi a non «costruire una casa partendo dal tetto». I punti sulla modernizzazione del sistema della mobilità
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Roberto Cherubini

 

Lo spot turistico in dialetto scelto dal Comune di Macerata non piace affatto al candidato M5s Roberto Cherubini. «Non so chi ha coniato la pubblicità progresso col titolo “lo vello de Macerata” che tra l’altro presenta una app che mi piace – scrive – Per chi come me ha una buona esperienza di marketing risulta incomprensibile capire come delle menti sane possano coniare uno slogan cosi banale, assurdo, escludente, direi cretino. Altamente cretino.
Io, come alcune guide locali, ho notato in varie occasioni dei gruppi di turisti italiani e stranieri attoniti di fronte a quella frase dialettale. I grandi geni del marketing de Magerata avranno voluto attrarre i turisti di Treia, Pollenza, Corridonia? Nello scrivere in dialetto e con questa scelta assurda l’amministrazione dimostra di non capire assolutamente nulla su cosa sia il turismo e soprattutto su cosa sia il turismo degli stranieri o degli italiani fuori dalla provincia di Macerata. Togliete quegli orrori. Togliete quei manifesti orribili che possiamo comprendere solo noi maceratesi. Liberate le menti dalle mura che avete».

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Alberto Cicarè, candidato sindaco della civica Strada Comune

«No alle proposte “spot” in campagna elettorale». È il monito di Alberto Cicarè, candidato sindaco per la lista civica Strada Comune alle prossime elezioni amministrative di Macerata. «Uno degli aspetti peggiori di qualsiasi campagna elettorale sono le proposte spot – sottolinea Cicarè in una nota stampa -. Ne ho scritto a proposito del bike sharing immaginario di Ricotta (leggi l’articolo), mi trovo a ripeterlo per gli incentivi economici all’uso della bici lanciati da Cherubini. Costruire una casa partendo dal tetto di solito non è un’idea utile: se non si creano le condizioni fisiche per andare in bici gli incentivi saranno inefficaci o peggio un espediente per qualche furbetto. Per condizioni fisiche non intendo spianare le salite di Macerata, come penserà qualche buontempone, ma organizzare il sistema della mobilità in modo che andare in bici sia un modo sicuro per muoversi in città, visto che sicuramente è già economico e salutare. Forse i buontemponi non si sono aggiornati: grazie agli incentivi economici e a una nuova sensibilità delle persone, nei negozi non ci sono più bici disponibili, soprattutto quelle a pedalata assistita, alle quali le salite di Macerata fanno un baffo. Dobbiamo consentire alle persone che hanno acquistato una bici di usarla in sicurezza. Questo è il vero tema. Ma è una questione più generale, che riguarda tutti noi che vogliamo vivere in una città più moderna, accogliente e sicura, visto che leggendo le cronache gli incidenti stradali anche in ambito urbano sono molto frequenti, con le conseguenze sanitarie ed economiche che conosciamo».

«Invitando i lettori ad informarsi nel nostro sito per conoscere il programma completo, qui riportiamo una breve sintesi degli interventi che proponiamo per un riordino complessivo del sistema della mobilità, un vero cambiamento che non si nutra di spot – ribadisce Cicarè -. Trasporto pubblico urbano: revisione delle linee per renderle più veloci e frequenti, evitando lo spreco di centinaia di chilometri, introdurre forme di agevolazione e gratuità, lavorare sul marketing per verificare le richieste dell’utenza e promuovere i benefici ambientali ed economici connessi all’uso del bus. Riordino del sistema stradale: rotatoria di fronte al Monumento ai Caduti, bretella a Sforzacosta e maggiore utilizzo della strada di scorrimento (che consente di raggiungere in velocità qualsiasi parte di Macerata, ad eccezione della Pace), permetteranno di liberare dai flussi di traffico più intensi le zone maggiormente frequentate, per renderle sicure e vivibili. Riorganizzazione del sistema della sosta: revisione delle tariffe dedicando a ogni tipo di utenza un’offerta adeguata di parcheggi. Sosta prolungata per studenti e lavoratori in parcheggi gratuiti collegati al centro con navette; sosta per i residenti e i clienti del centro nei parcheggi in struttura (Garibaldi, Centro storico, Paladini); sosta rapida ad alta rotazione per chi deve sbrigare commissioni veloci. Moderazione del traffico: creare una gerarchia di strade, con aree di incontro dove l’auto è considerata un ospite (il centro, i due corsi principali, l’interno dei quartieri); aree di passaggio con elevata densità urbana (anello delle mura, via Roma, Via dei Velini e molte altre) dove la velocità è rallentata per consentire a tutti di usare la strada in sicurezza; aree di percorrenza dove convogliare il traffico ad alta velocità (la via Mattei e tutta la strada di scorrimento). Mobilità intelligente: punti di consegna e ritiro per l’e-commerce, app per facilitare l’uso dei bus e per conoscere la disponibilità di parcheggi, integrazione dei sistemi di trasporto e, in prospettiva, uso delle cinque stazioni di Macerata come metropolitana di superficie». «La nostra idea di città – conclude il candidato – si fonda su un programma concreto di radicale cambiamento. Tra chi si presenta con proposte spot e chi un programma a 40 giorni dalle elezioni proprio non ce l’ha, noi diciamo che è ora di scegliere cambiare aria e scegliere Strada Comune».

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