Ricotta dal vescovo, incontro “top secret”:
«Opportunità da non strumentalizzare»
MACERATA 2020 - Il candidato sindaco del centrosinistra ha parlato con Nazzareno Marconi lunedì: «Colloquio cordiale e costruttivo». I prossimi appuntamenti della campagna elettorale

Narciso Ricotta e il vescovo Nazzareno Marconi
«Il vescovo? L’ho incontrato lunedì. È stato un colloquio cordiale e costruttivo». In controtendenza rispetto agli altri candidati sindaci di Macerata Narciso Ricotta, che corre per il centrosinistra, sul colloquio con monsignor Nazzareno Marconi. Nessun annuncio e nemmeno nessun resoconto. A domanda, risposta: «Non riferisco il colloquio perché penso che confrontarsi con il vescovo sia un’opportunità che non va strumentalizzata».
Dopo l’invito di Marconi a confrontarsi con chi aspira a governare la città, hanno risposto quindi al momento quattro su cinque candidati: Sandro Parcaroli (centrodestra), Alberto Cicaré (Strada Comune), Roberto Cherubini (Movimento 5 stelle). Ancora nessuna novità dalla candidata del Popolo della famiglia, Lauretta Gianfelici. Ricotta quindi non si dilunga oltre e pensa piuttosto ai prossimi appuntamenti, dopo quello con Confartigianato (leggi l’articolo). Domani sera alle 21 incontrerà i cittadini nel circolo sociale di località Cervare, alle Vergini. Venerdì doppio appuntamento. Prima in piazza Vittorio Veneto, in centro, con Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia e candidato governatore del centrosinistra e Romano Carancini, sindaco di Macerata e candidato con il Pd al consiglio regionale. Alle 21 invece, sempre venerdì, incontro a Sforzacosta nella sede della Proteione civile per discutere di “Disastro idrogeologico”. Ci saranno Angelo Sciapichetti, assessore regionale, Alferio Canesin, assessore alla Protezione civile di Macerata e Claudio Netti, presidente del Consorzio di bonifica.
(Fe. Nar.)








































Finalmente un incontro come si deve, senza il codazzo dei fotografi, (alla Bianconiglio) e senza i goffi tentativi pubblicitari, cerca-voti, messi in atto (sia da l’Ami du peuple che da Camille Robert Desmoulins).
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Solo Armand-Jean Narciso du Plessis, cardinale di Richelieu, poteva con una singola frase (((l’incontro non deve essere strumentalizzato))) racchiudere e sottolineare la profonda differenza tra lui e gli altri.
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Perché gli altri sono andati presumibilmente al solo scopo di farsi indirettamente pubblicità (non a caso gli argomenti discussi dagli altri candidati sindaci sono tutti generici, vaghi, populisti e -soprattutto- condivisibili da tutti).
Il cardinale invece si è comportato diversamente.
Non dicendo nulla in merito, manda un messaggio chiaro: non volo basso, come gli altri, e non ho bisogno di pubblicizzare questo scambio di opinioni per raccattare voti.
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Anche avvisare (2 giorni dopo) che ormai l’incontro è avvenuto (mentre gli altri si sono affannati a farlo sapere, a tutti, subito) dimostra indiscutibilmente che il cardinale -all’incontro con il vescovo- è andato per confrontarsi seriamente, e non per raccattare un poco di pubblicità…
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Adesso vedremo come gli altri candidati si muoveranno, in questa campagna elettorale sempre più interessante…
Quasi quasi me vene da piagne !
ora manca solamente la candidata del Popolo della Famiglia….. e così abbiamo fatto cinquina!
Bèh, di fronte a questo incivile opportunismo Giordano Bruno e Giuseppe Garibaldi si rivoltano nelle rispettive tombe.
Evidentemente deve essere stato non un colloquio politico programmatico, ma una confessione con assoluzione. Infatti, fa parte di un partito, il PD, anticristiano, che adesso ci vuole chiudere perfino la bocca se, inneggiando a Cristo e a San Paolo, profetizziamo che i cattocomunisti andranno tutti all’inferno. Sbaglio, caro Gianfranco Cerasi?
@ Rapanelli
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Carissimo Giorgio, nei tuoi interventi, mi sembra, che spesso si esca un poco dal seminato [o dal seminario?? 🙂 ], anche perché non so ma ritengo improbabile che, negli incontri, il vescovo abbia catechizzato, confessato oppure dato anche l’assoluzione; del resto si parlava della città e non delle anime…
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Io dell’inferno so poco, potrei riassumere in qualche citazione (“linferno, signora, è non amare più”) oppure con qualche provocazione (“all’inferno ci va chi ci crede”) o ancora si potrebbero passare ore, anche interessanti, a disquisire perché molte delle cose relogiose.
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Molte delle quali non appartengono ai testi sacri, ma sono decisioni e scelte assai terrene (culto della madonna, pirgatorio, fino ad arrivare più vicino a noi con la concezione immacolata e l’infallibilità del papa).
Ma credo che al 50% dei lettori non interessi e all’altro 50% faremmo due balle, grosse come un cocomero…
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Quindi, già senza gli interventi (degli utenti certificati) questa campagna elettorale è noiosa, non peggioriamola con interventi che con la polotica locale nulla ci entrano…
Già il fatto che un vescovo convochi i candidati a sindaco e che questi si precipitino tutti, senza eccezioni, a obbedire alla convocazione è una doppia sconcezza: sotto il profilo spirituale e sotto quello civile.
La segretezza sui contenuti del colloquio è solo la ciliegina sulla torta.
Ma per me quest’impudenza non è sorprendente.
Ricordo bene quando Ricotta, in gioventù, era il “leaderino” del tracotante gruppetto di giovani comunisti dell’FGCI al Liceo Scientifico di Macerata; per poi passare, subito dopo la maturità, alla DC.
Evidentemente, per certe persone l’opportunismo è una seconda natura; ma, nel caso di Ricotta, non lo scopriamo oggi.
Ma, se qualcuno aveva ancora dubbi sulla vera natura di questi “colloqui”, spero che questo serva a dissiparli.
La politica locale non è quasi mai stata un granché ma, dal punto di vista della bassa qualità di tutti i candidati a sindaco, queste elezioni segnano il punto più basso (per il momento, perché non c’è limite al peggio) del lungo processo di putrefazione della politica maceratese (e non solo maceratese).