Nuove tensioni in giunta
Sacchi blocca il piano antenne
FdI il project per il cimitero

MACERATA - Continua la resa dei conti in maggioranza per spingere a un rimpasto. L'ex sindaco Romano Carancini sulla sospensione del lodo sulla vicenda di Nuova Via Trento sottolinea come la sua, e quella dei dirigenti, fu «una scelta di grande coraggio a vantaggio dei maceratesi»
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L’antenna nel parcheggio dell’Oasi

di Luca Patrassi 

Bastano tre indizi, in pochi giorni, per fare una prova?. Stamattina ennesima bufera tra le forze di maggioranza, stavolta in giunta. Bloccata la delibera di approvazione del piano delle antenne, presentato – a quasi due anni dall’incarico alla toscana Polab – dall’assessore comunale leghista Laura Laviano: a mettersi di traverso l’assessore comunale al turismo e agli eventi Riccardo Sacchi (Forza Italia) che ha chiesto ulteriori passaggi in maggioranza mentre le compagnie telefoniche operano blitz sul tipo di quello appena visto sul parcheggio in zona Oasi.

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Al centro il sindaco Parcaroli con gli assessori Andrea Marchiori e Riccardo Sacchi

Non solo il piano delle antenne, Fratelli d’Italia si è messa di traverso sul project financing per il cimitero sul qualche stava lavorando un altro assessore leghista, il responsabile dei Lavori Pubblici Andrea Marchiori. Il motivo reale del contrasto è talmente particolare, quanto assurdo, da non essere riferibile. Intanto si continuano a tirar su antenne anche approfittando dell’assenza di un piano, intanto il cimitero versa in uno stato indegno ad iniziare dalla parte monumentale, disastrato, sporco ed impercorribile.

Il problema di alcuni però sembra essere solo quello di arrivare ad una sorta di resa di conti in maggioranza, non si capisce se puntino a un commissariamento o a un rimpasto di giunta. Nel primo caso, i fasti elettorali nazionali di Giorgia Meloni devono aver fatto dimenticare agli aspiranti politici di casa nostra quanto avvenne 25 anni fa con la sindaca Anna Menghi: defenestrata dalla sua maggioranza che apri le porte a un ventennio di centrosinistra interrotto solo ora da Parcaroli. Nel secondo caso, bisognerebbe essere chiari ed alzare la manina della sfiducia, se si hanno i voti oppure si accettano le regole della democrazia o si esce da maggioranze non gradite.

L’attacco era partito mettendo la civica Cassetta sotto accusa (l’episodio più recente l’interrogazione del capogruppo della Lega Claudio Carbonari), l’altro giorno la vicenda che ha visto la presidente del Consiglio delle donne, la civica Sabrina De Padova, finire nel mirino della vicesindaca di Fdi Francesca D’Alessandro, oggi ancora la Lega sotto tiro per intervento attesi da anni in città. Tre indizi fanno una prova? Il primo cittadino Sandro Parcaroli ostenta tranquillità mentre i vertici regionali si sono riuniti appena una settimana fa per ribadire sostegno alla giunta. Meno male, diversamente chissà cosa sarebbe accaduto.

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Romano Carancini

Intanto l’ex sindaco Romano Carancini coglie al balzo la palla arrivatagli con l’ordinanza della Corte di Appello che sospende l’efficacia del lodo arbitrale per la Nuova Via Trento. Ecco il commento che l’attuale consigliere regionale del Pd ha pubblicato sul suo profilo social: «Il tempo è galantuomo. La sospensione in via cautelare da parte della Corte di Appello di Ancona dell’esecuzione del Lodo arbitrale che aveva condannato il Comune di Macerata al pagamento di circa 3 milioni di euro alla società Nuova Via Trento è una buona notizia. Lo è ovviamente per l’amministrazione comunale che oggi governa la Città, che probabilmente vedrà profilarsi un positivo orizzonte finanziario grazie allo sblocco  dell’accantonamento di oltre 3 milioni di euro messo a suo tempo in bilancio. È una buona notizia, sotto altro aspetto, perché dimostra che la pubblica amministrazione – giunta, dirigenti e dipendenti – che ho avuto l’onore di guidare nella fase di resistenza alla temeraria azione giudiziale avviata dalla Nuova Via Trento, ha operato con senso di responsabilità e coraggio. La responsabilità di difendere la comunità maceratese da un attacco economico che avrebbe voluto che i debiti privati di “uno” fossero pagati dai maceratesi. Il coraggio di non piegarsi ad alcuni personaggi trasversali che in quel momento pontificavano e imperversavano pubblicamente – social e non solo – e in alcuni salotti ristretti, con il chiaro fine, da un lato, di distruggere la dignità personale e istituzionale dell’allora Sindaco e, dall’altro, di creare quel “sano” clima di “caccia alle streghe” funzionale alle elezioni imminenti e al fiancheggiamento dell’interesse di “uno”. Sarebbe da scriverci un libro con nomi e cognomi. Tutto torna.  Per ora la giustizia. A me basta.»

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