Dal centro ai corsi principali:
quanti cartelli “Affittasi” a Macerata
CRISI - Dalla recente chiusura del "Caffe del Viale" ai locali che ospitavano un tempo la storica merceria "Adalgisa", sfitti da tempo: colpisce il gran numero di negozi che sono vuoti e che cercano un acquirente disposto ad aprire nuove attività

“Noi 2 Donne” in corso Cairoli con il cartello ‘Affittasi’
di Mauro Giustozzi
‘Chiuso per ferie’ ma anche tantissimi cartelli con scritto ‘Affittasi’ nei negozi di Macerata in questo caldo agosto quando la città appare ancor più vuota di residenti, eccezion fatta per i turisti che arrivano per la stagione lirica o in visita alle bellezze artistiche del capoluogo.

Un negozio chiuso in piazza Mazzini
Anni addietro, di questi tempi, i cartelli ‘Affittasi’ erano affissi nella maggioranza dei casi all’esterno di case ed abitazioni che offrivano camere e posti letto agli studenti universitari in vista del nuovo anno accademico che si apre in autunno ad Unimc. Quest’anno, invece, colpisce il gran numero di negozi che sono vuoti e che cercano un acquirente disposto ad aprire nuove attività. Forse colpa del post covid, della crisi economica innescata da quella energetica e di quella legata alla guerra, dell’incertezza che regna per il futuro di un Paese che non ha più neppure un governo, sta di fatto che un po’ ovunque girando a piedi per Macerata ci si imbatte in locali chiusi con, nella maggior parte dei casi, un bel cartello con la scritta ‘Affittasi’ appeso sulla vetrina.

L’ex Adalgisa in corso Cairoli
Nessuna zona ne è esente, la crisi graffia a macchia di leopardo ovunque: dal centro storico ai corsi Cavour e Cairoli ed altre zone meno centrali risentono di questo fenomeno. Proprio lungo il borgo delle Casette si notano due negozi molto ampi che sono chiusi con i cartelli di affittasi locali ben esposti. Il primo, al civico 32, ha ospitato per molti anni il negozio ‘Noi 2 Donne’ che adesso è vuoto, con la vetrina ricoperta di carta per non mostrare gli interni del locale e la scritta con tanto di riferimento del numero telefonico da chiamare se qualcuno fosse interessato. Proseguendo lungo corso Cairoli restano sfitti da tempo i locali che ospitavano un tempo la storica merceria Adalgisa, spazi molto ampi visto che oltre alla vetrina con la porta di ingresso presenta altre due grandi vetrine che si affacciano sulla strada. Un pezzo di storia di Macerata e delle Casette che ha cessato l’attività e non ha avuto un futuro con qualche nuovo commerciante interessato.

Il Caffè del Viale con il cartello ‘Affittasi’
Restando in zona, ma spostandoci in viale Don Bosco, fa stacco osservare chiuso e desertificato lo spazio occupato dal noto ‘Caffè del Viale’ un’autentica istituzione per tanti anni, un punto di ritrovo di tanti maceratesi e anche di chi, dai vicini uffici presenti nel centro direzionale, scendeva per una colazione o un caffè. La chiusura in questo caso è più recente ma lo scenario è il medesimo degli altri negozi. Porte chiuse, vetrine sbarrate per non osservare l’interno ed il canonico cartello di affittasi col nome dell’agenzia immobiliare cui rivolgersi.

Uno dei negozi con il cartello ‘Affittasi’ in piazza Mazzini
Proseguendo la camminata in città ci si imbatte in piazza Mazzini dove il turn over di attività c’è sempre stato ma in questo periodo dell’anno saltano all’occhio due negozi, non molto ampi ma vicini ai civici 30 e 35, che sono chiusi con tanto di scritta affittasi in bella evidenza. Nel primo, collocato al civico 30, per diversi anni è stato aperto Style Cloud, negozio di sigarette elettroniche, mentre il secondo ha avuto diverse attività merceologiche che si sono succedute nel corso degli anni. Sono negozi non molto grandi, come la maggior parte di quelli presenti in piazza Mazzini, e anche in questo caso cercano acquirenti disposti ad aprire attività commerciali.
Spostandoci lungo le scalette, in Piaggia della Torre 31 è chiusa un’attività di ristorazione legata al kebab che li si era installata da circa tre anni. La saracinesca, chiusa da oltre un mese, è completamente ricoperta da graffiti, ai lati restano i menù offerti fino a quando l’attività di ristorazione è rimasta aperta ed in alto una scritta quasi invisibile che segnala ‘Chiuso per malattia’. Ma sarà poi vero oppure dietro a questo si nasconde la difficoltà di andare ancora avanti vista la situazione economica e l’impennata dei costi di questi ultimi mesi?

Uno dei negozi chiusi in corso Cavour
Corso Cavour vive una situazione forse meno drammatica di altre zone della città: la chiusura nella maggior parte dei casi è legata alle ferie dei titolari delle attività. Ci sono, però, anche qui due negozi che sono sbarrati: nel primo ha chiuso un’attività che vendeva apparecchi acustici per l’udito mentre qualche metro accanto, al civico 107, porta chiusa e saracinesca abbassata con una sfilza di giornali attaccati sulle vetrine per oscurare gli interni.
Dunque se da un lato Macerata si prepara in autunno a riabbracciare l’ex Upim con l’apertura di nuove attività commerciali (leggi l’articolo), dall’altro il settore segna la sofferenza di tanti esercenti che sono stati costretti invece a chiudere i propri negozi. Come poter provare ad invertire questo trend? Per agevolare il ripopolamento di botteghe e riportare i negozi in città da parte delle associazioni di categoria da tempo si chiedono norme che permettano di introdurre canoni concordati e affitti agevolati, quindi non a prezzo di mercato, a chi decide di investire in un locale chiuso da tempo. Un sistema che passerebbe attraverso un accordo tra proprietari immobiliari, rappresentanti delle imprese commerciali e amministrazioni territoriali competenti. In questo modo si favorirebbe la ripresa del mercato immobiliare, dando allo stesso tempo nuovo impulso alla rinascita del commercio urbano e delle botteghe.








































È finita facciamocene una ragione con una classe politica non lungimirante questi sono i risultati.
Macerata e’ veramente “morta” in tutti i sensi grazie alla precedente amministrazione che l’ha rovinata completamente.
Sarà sempre peggio, vi ricordate la Scuola dell’Aeronautica, trasferita a Loreto, stesso periodo le Scuole di Taranto e Viterbo dovevano essere soppresse, grazie alla forza politica di queste città le scuole sono operative, cosa dire della LUBE, trasferita a Civitanova, ora anche i negozi abbandonano, non vedremo più quei fine settimana con il centro affollato di persone, negozi pieni di persone che venivano anche da fuori comune, secondo voi l’ospedale nascerà a Macerata oppure trasferito, con il tempo perderemo anche la Provincia, se la forza politica non si organizzi, altro che CITTÀ DI MACERATA .
Macerata ” Vendesi”. Prezzo trattabile.
prima i centri commerciali nelle periferie hanno fatto chiudere piano piano i negozi in centro, poi le multinazionali online faranno chiudere i centri commerciali veloce veloce…
Non è che cambiando governo si risolveranno le cose. E poi Giorgia Meloni ha già fatto atto di sottomissione ad USA, Occidente, Nato, Potere mondiale ed europeo, Ucraina, eccetera.
E un atteggiamento gattopardesco che piacerà al Potere mondiale: “Cambiare tutto perchè nulla cambi”.
Ad esempio, non si potrebbe fare aumentare del 30 per cento qualsiasi prodotto di Amazon che giunge in Italia per posta?
Se devo salvare i piccoli imprenditori e il cento medio, allora devo colpire i grandi. Con le amministrazioni che non devono sempre dire sì ai nuovi supermercati… Perchè, o gli amministratori sono scemi, o sono corrotti.
Non sapete che un tempo arrivava nei Comuni chi aveva vinto l’appalto dei lavori pubblici con un valigetta 24ore, contenente il 10 per cento del costo del lavoro da effettuare in mazzette da 10 milia lire? Certo, un sindaco poteva rifiutarsi di prendere la valigetta, che veniva allora portata al suo partito.
Vi è capitato di vedere qualche individuo con le pezze al sedere, il quale, diventato sindaco, dopo cinque anni aveva una villa?
E non capitava che non potendo fare nel paese amministrato il progetto di un lavoro pubblico, lo si faceva di nascosto, pagando poi il 10 per cento ad un tecnico di una località vicina che te lo firmava?
Se non avete visto quanto sopra, allora le cose sono due: o non avevate occhi, oppure è stata una mia fantasia.
Oggi, alla corruzione si è aggiunta la paranoia. Certo che ci sono politici onesti al 100 per cento. Ma sono mosche bianche. Ma anche queste si sono votate la pensione prima di andare alle prossime elezioni di settembre.
Ma come,la crisi del centro storico non dipendeva dall’isola pedonale? Ora con l’accesso alle auto i negozi sono strapieni!!!!!! (sic)
Secondo me il centro storico ha iniziato a morire con la chiusura della scuola di Ragioneria e la chiusura dell’Upim.