L’Accademia di Belle arti
punta all’acquisto dell’ex Catasto:
sopralluogo di presidente e tecnici

MACERATA - Ci sarebbe pronto un assegno da due milioni di euro per comprare l'immobile in piazza Mazzini sfitto da troppi anni. Tutto tace per il palazzo di Bankitalia
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L’ex Catasto

 

di Luca Patrassi

L’Accademia di Belle Arti ha pronto l’assegno di circa due milioni di euro per l’acquisto del palazzo ex Catasto, nato come Casa del Fascio di cui conserva ancora i segni, in piazza Mazzini.

Si riaccende all’improvviso la questione pluridecennale della rinascita dei parecchi immobili storici che sono chiusi. Il palazzo monumentale di piazza Mazzini è stato ceduto anni fa ad una immobiliare e di recente c’è stata una visita guidata chiesta dai dirigenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata per rendersi meglio conto della situazione: a guidare il sopralluogo il presidente Vando Scheggia accompagnato da alcuni tecnici di fiducia.

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Vando Scheggia

L’Accademia di Belle Arti negli ultimi anni – prima con la guida di Hermas Ercoli ed ora appunto di Vando Scheggia – ha accumulato una liquidità tale da permettere la compravendita in questione. Per la verità, il problema non è solo quello dell’acquisto, pure importante: si parla di diversi milioni di euro – circa sei – per il restauro visto che il palazzo è monumentale e dunque vincolato dalla Soprintendenza.

Riflettori accesi in questi giorni sull’operazione che potrebbe concretizzarsi a breve, specie se – come sembra – ci siano anche i finanziamenti pubblici a copertura dell’intervento di restauro dell’immobile. Altro motivo di interesse la maggiore attrattività di cui godrebbe piazza Mazzini per la presenza della sede dell’Accademia e del movimento indotto.

Altri immobili in ballo per la decisione dell’Erdis di realizzare studentati universitari con il sostegno dei finanziamenti del Pnrr. Tra gli immobili in ballo figura quello della ex scuola Mestica di via dei Sibillini, ora di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti.

Il sindaco Sandro Parcaroli sta monitorando l’intera partita legata al palazzi chiusi in città e al patrimonio immobiliare: è prossima l’approvazione della variante al piano regolatore generale per trasformare in residenziale la volumetria (novemila metricubi) del palazzo a Montalbano che fino a pochi anni fa è stato sede degli uffici della Confartigianato Cgia. Quanto all’Ufficio scolastico provinciale di via Armaroli dovrebbero partire a breve termine i lavori di adeguamento sismico dell’immobile: il sogno della Provincia, proprietaria del palazzo, sarebbe quella arrivare ad ospitarvi un albergo. Resta fuori da tutti i giri possibili ed immaginabili il palazzo Bankitalia, chiuso da 15 anni: nessuno ha mai formulato offerte, l’Istituto non sembra molto interessato alla questione, i soldi li ha a prescindere, e gli effetti negativi del resto li paga tutti la città visto che la chiusura dell’immobile, che occupa un intero isolato, ha portato a far perdere attrattività a tutta la zona.

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